Stomachion

martedì 9 giugno 2026

Ritratti: Hertha Marks

Tra il 1830 e il 1831 in Polonia e in Lituania iniziano una serie di rivolte contro il giogo imperialista russo. A causa delle repressioni russe, molti polacchi fuggirono verso l'Europa. Tra questi profughi c'era Levi Marks, figlio di un oste ebreo polacco. Inizia a lacorare come orologiaio e gioielliere a Petworth, nel Sussex, dove sposò Alice Theresa Moss, figlia di Joseph Moss, commerciante ebreo di Portsea.
La coppia ebbe in totale otto figli, la terza dei quali, Phoebe Sarah Marks, nacque il 28 aprile del 1854. Dopo la morte del padre, nel 1861, mentre la madre era incinta dell'ottavo figlio, aiutò la madre nell'accudire i fratelli minori.
Ed è qui che arriva la prima persona importante nella vita di Phoebe: Marion Moss, sorella della madre.
Studiare in famiglia
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Marion all'epoca era già sposata con il suo insegnante di francese, Alphonse Hartog, nel 1845. Insieme avevano aperto una scuola a Goodman's Fields, inoltre Marion scriveva poesie e articoli per il Jewish Chronicle. I due ebbero cinque figli, il maggiore dei quali, Numa Edward Hartog, divenne il primo ebreo a ricoprire la cattedra di matematica a Cambridge nel 1869. E fu proprio Marion a invitare la nipote ad andare a vivere da lei e studiare nella sua scuola. La madre Alice incoraggiò Phoebe a prendere una decisione che si rivelò fondamentale per la formazione della giovane, che studò nella scuola della zia dai nove ai sedici anni.
Nella scuola della zia imparò francese e musica, ma fu grazie ai cugini che imparò materie come matematica, scienze e latino.
A sedici anni iniziò a lavorare come governante a Londra, mandando quanto guadagnava alla madre per aiutarla con i fratelli. Nel frattempo continuava a frequentare la famiglia di Karl Blind, ebreo tedesco emigrato in Inghilterra. La figlia di Karl, Ottilie Hancock, divenne la migliore amica di Phoebe, e fu proprio quest'ultima a darle il soprannome di "Hertha".
L'origine del nome è un po' dibattuta: da un lato potrebbe essere dovuto all'eroina protagonista di una poesia di Algernon Charles Swinburne in cui venivano criticate le religioni organizzate; dall'altro c'è il romanzo del 1856 della scrittirce femminista svedese F Bremer. E' probabile, considerando l'agnosticismo di Herta Marks, che entrambe le ispirazioni abbiano contribuito a suggerire alla giovane di adottare il soprannome.
Ad ogni buon conto proprio la scrittrice Bremer ebbe una grand einfluenza nel movimento delle suffragette inglesi, in particolare Barbara Bodichon, cofondatrice del Girton College, che venne presentata a Herta proprio da Ottilie. E proprio grazie a Bodichon, affrontyò gli esami locali dell'Università di Cambridge per le scuole superiori.
Dalla matematica alle invenzioni
Così grazie a Bodichon, che contribuì anche a finanziare i suoi studi e le spese per i suoi brevetti (di cui si scriverà più sotto), Hertha Mark entrò al Girton College di Cambridge nel 1877. Il suo tutor fu Richard Glazebrook. In quello stesso periodo si trovavano a Cambridge sia James Clerk Maxwell sia John William Strutt, meglio noto come Lord Rayleigh, con quest'ultimo che nel 1979 succedette proprio a Maxwell nella cattedra di fisica. Considerando gli interessi successivi di Hertha, non è da escludere uan forte influenza sulla giovane delle ricerche portate avanti dai due fisici.
D'altra parte, pur non eccellendo negli studi matematici, cosa che comunque non le impedì di sviluppare modelli o cimentarsi nella matematica ricreativa, dimostrò una grande inventiva negli aspetti pratici della scienza e della fisica. Inoltre fondò la brigata dei vigili del fuoco e, insieme con Charlotte Scott un circolo matematico, il tutto a Girton. I suoi problemi e rompicapi matematici vennero, invece, pubblicati sulla rivista Mathematical Questions from the Educational Times, la prima delle molte cui collaborò per i vent'anni successivi.
Nel 1880, poiché alle donne non era permesso sostenere gli esami del Mathematical Tripos, sostenne comunque gli esami del proprio college, pur non potendo comunque laurearsi. Hertha sostenne comunque gli esami classificandosi come third-class. Non una prestazione eccellente, che Marks così giustifica a Barbara Bodichon, in una lettera, che l'ha aiutata finanziariamente:
Non è per mancanza di impegno, né tantomeno di intelligenza, ma piuttosto per mancanza di memoria e ancor meno di prontezza mentale in aula d'esame. Quindi ho fallito.
Insomma: niente che qualsiasi studente, anche il più brillante, non abbia mai sperimentato almeno una volta nella vita.
Ad ogni buon conto Hertha Marks non si arrese e nel 1881 ottenne, presso l'Univrsità di Londra il titolo di Bachelor of Science.
Qui, nella capitale, sfruttò le sue competenze matematiche per insegnarre presso la Notting Hill High School e la Ealing High School, pubblicare nuovi rompicapi matematici, gestire un club di ragazze lavoratrici, tenere corsi di canto per ragazze che lavoravano in lavanderia e prendersi cura della sorella invalida.
Nel 1882 conobbe William Edward Ayrton, fisico e pioniere dell'ingegneria elettrica. A quel tempo Ayrton era sposato con Matilda: i due avevano una figlia, Edith. Matilda, però, gravemente malata di tubercolosi, morì nel 1883. Quello stesso anno Hertha iniziò a frequentare i corsi serali di elettricità presso il Finsbury Technical College, che era stato fondato proprio da William nel 1879 come City and Guilds Institute.
Due anni più tardi Hertha e William si sposarono e dalla loro unione nacque una figlia, che i due chiamarono Barbara Bodichon Ayrton in onore della mentore di Hertha. D'altra parte era stato proprio grazie ai fondi di Bodichon che Heryha Marks aveva potuto brevettare sia in Inghilterra sia in giro per il mondo il suo compasso.
Un compasso per dividere
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In effetti il particolare compasso cui faccio riferimento venne ideato da Hertha ai tempi dell'università a partire da una illustrazione del cugino Ansel Leo. L'idea dello strumento era quella di utilizzarlo in ambito tecnico per dividere una linea in un numero qualsiasi di parti uguali e per ingrandire e ridurre le figure.
Il primo prototipo venne sviluppato in collaborazione con il cugino, ma il risultato non fu soddisfacente. Accantonò per un po' l'idea, prima di riprenderla in solitaria: fu questo nuovo progetto che le permise di ottenere il brevetto britannico nel marzo del 1884 e successivamente quello statunitense nel gennaio del 1885.
A finanziare i brevetti furono Bodichon, come scritto, e un'altra importante suffragetta dell'epoca, Lady Goldsmith.
Questa fu solo la prima delle molte invenzioni di Hertha Marks: si rivelò utile non solo per gli artisti, ma anche per architetti e ingegneri, ricevendo anche numerose recensioni positive dalla stampa scientifica.
Il dispositivo arrivò anche in Francia (da cui si può supporre che richiese e ottenne anche un brevetto francese), dove venne recensito dalla rivista Revue Scientifique. Significativo questo passaggio:
Si è spesso affermato che la donna è capace solo di assimilazione e non di invenzione: l'apparecchio che abbiamo appena descritto è una prova matematica del contrario.
Prodotto e distribuito dalla WF Stanley and Company di Londra, fu anche presentato alla Loan Exhibition of Women's Industries del 1885 tenutasi a Bristol e organizzata dalla suffragetta irlandese Helen Blackburn.
Archi elettrici
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Dopo la nascita della figlia, Hertha si dedicò alla famiglia, ma alla morte di Barbara Bodichon, quest'ultima le lasciò una considerevole somma di denaro che dunque le diede una sufficiente indipendenza economica per poter riprendere l'attività di ricerca. Fu in quel periodo che iniziò a interessarsi degli archi elettrici.
In effetti questo era il campo di ricerca del marito, William Ayrton. All'epoca, grazie alla sempre maggiore espansione dell'illuminazione elettrica (sono del 1802 i primi esperimenti di Humphry Davy sulle lampadine ad arco e del 1835 le prime dimostrazioni di James Bowman Lindsay di lampade a incandescenza; i primi archi elettrici per illuminazione pubblica vennero, invece, installati a Parigi nel 1841) c'era un grande interesse nel migliorare tale tecnologia, e in effetti William aveva raccolto i risultati dei suoi esperimenti in un articolo che sarebbe dovuto essere presentato presso il Chicago Electric Congress del 1893. Purtroppo l'unica copia del suo articolo, Variation of Potential Difference of the Electric Arc with Current, Size of Carbons, and Distance apart, venne utilizzata per accendere un fuoco. Non esisteva alcuna bozza, e William, ritornato a Londra, decise di non ricostruire il suo lavoro, che comunque riteneva incompleto e inconcludente.
Hertha, però, pensò che valesse la pena riprendere la ricerca, così riprodusse gli esperimenti del marito, estendendoli e riuscendo a migliorare l'arco elettrico inizialmente sviluppato da William, che nel frattempo aveva deciso di dedicarsi ad altro per impedire che il lavoro della moglie venisse erroneamente accreditato a lui.
Tra il 1895 e il 1896 Hertha Marks pubblicò i suoi risultati in 12 articoli usciti su The Electrician. Nel suo lavoro stabilì due punti chiave relativi a questi dispositivi.
Innanzitutto scoprì che i problemi come sibili, sfarfallii e instabilità, erano dovuti al contatto dell'ossigeno con le barre di carbonio utilizzate per creare l'arco. Quindi escludendo l'ossigeno, si otteneva un arco stabile e fu quindi in grado di stabilire una relazione lineare tra lunghezza dell'arco, pressione e differenza di potenziale, quella che è oggi nota come equazione di Ayrton.
Come già fatto per il compasso, anche in questo caso Hertha brevettò una serie di miglioramenti, in particolare per i proiettori antiaerei, che sviluppò per la marina britannica, trovando anche applicazione nei proiettori cinematografici e in una migliore tecnologia per le lampade ad arco.
Il successo delle innovazioni proposte da Hertha Marks sull'arco elettrico fu tale da permetterle di ottenere un grosso credito in un campo sempre più importante all'interno della società civile. Oltre a vedere i suoi articoli letti presso la Institution of Electrical Engineers, ne divenne anche membro, nel 1899, prima donna dalla fondazione del 1871.
La dimostrazione che fece nel corso della lettura del suo articolo attirò anche l'attenzione della prestigiosa Royal Society, che la invitò a fare altrettanto presso la sua sede. Tale dimostrazione venne così descritta sulle pagine del Daily News:
Ciò che stupì le signore visitatrici (...) fu scoprire che una di loro era responsabile dell'oggetto dall'aspetto più pericoloso di tutti: una fiamma ad arco racchiusa in una teca di vetro. Con calma, dimostrò come, escludendo l'aria dalla luce, si potesse evitare il suo sgradevole sibilo, e proiettando l'immagine del carbonio in fiamme sullo schermo, rese evidente il motivo anche ai più ottusi.
Il rapporto con la Royal Society, però, non sbocciò mai: sebbene i suoi articoli venissero letti presso la sua sede, a farlo fu un collega del marito, John Perry.
Nel frattempo era iniziata una discussione interna per aggiungere nei ranghi della Society Hertha Marks. A proporre la sua associatura fu proprio Perry, capofila di un gruppo di scienziati che caldeggiavano l'iniziativa. Il problema era che il presidente della Royal Society, l'astronomo William Huggins, era fortemente contrario all'ingresso delle donne nella Society, in quanto riteneva che le donne "banalizzassero" tale prestigiosa istituzione scientifica. Probabilmente anche l'impegno politico di Hertha per il suffragio femminile fu un elemento importante nel respingere la proposta, che alla fine fu motivata così:
Siamo dell'opinione che le donne sposate non siano idonee a diventare membri della Royal Society.
Nonostante ciò Hertha Ayrton divenne la prima donna a presentare un proprio articolo presso la Royal Society: The Motion of Ripples in Sand and Wave. Era il 1904 e l'evento venne indubbiamente aiutato dall'assenza temporanea di Huggins.
Inoltre nel 1906 le venne conferita, prima donna in assoluto, la Hughes Medal come riconoscimento sul suo lavoro sugli archi elettrici. Il premio, che era stato istituito nel 1902, veniva assegnato senza restrizioni di sesso o nazionalità.
L'amicizia con Marie Curie
Nel 1911 Hertha Marks andò a Parigi per presentare il suo articolo Sand Ripples and Oscillating Water presso la Société de Physique. L'articolo riassumeva gli esperimenti compiuti e le sue teorie sulla formazione delle increspature nella sabbia e nelle onde dell'acqua. La conclusione del suo lavoro suggeriva diverse applicazioni alle eliche e agli aereomobili e possibili modifiche alle teorie idrostatiche dell'epoca.
Il lavoro in questo campo era iniziato nel 1901 quando insieme col parito andarono a Margate. I medici avevano consigliato a William, malato, di respirare aria di mare. Mentre era sulla spiaggia, la curiosità di Hertha venne catturata dalle increspature della sabbia sotto l'acqua e così, rientrata a Londra, attrezzò il laboratorio di casa per condurre una serie di esperimenti e sviluppare un modello matematico, che oggi sappiamo essere difettoso poiché non prende in considerazione gli effetti caotici dovuti alle turbolenze.
Nel corso del suo soggiornò andò a fare visita a Marie Curie, con la quale aveva stretto una sincera amicizia. Le due si erano conosciute nel 1903, quando i coniugi Curie erano andati a Londra ospiti del Royal Institution subito dopo aver vinto il Nobel per la fisica. Di fatto le due donne avevano molto in comune: entrambe sposate e impegnate in un rapporto che implicava anche una collaborazione professionale; entrambe dedite alla ricerca scientifica in barba alle origini sociali e di genere che costituivano un ostacolo, in quell'epoca; e infine un forte impegno per i diritti delle donne non solo nella scienza.
Da allora, ogni volta che le era possibile, Hertha Marks andava a far visita a Marie Curie quando si trovava a Parigi. E in particolare la visita del 1911 fu baciata da una coincidenza particolare: quasi contemporaneamente a quella visita, Marie Curie ottenne il suo secondo premio Nobel, questa volta in chimica, per la scoperta di radio e polonio. Al contempo, però, venne anche resa nota, dai soliti invidiosi, la sua relazione con Paul Langevin, che era sposato. Lo scandalo che ne seguì, consigliò Marie a rifugiarsi temporaneamente in Inghilterra insieme con le figlie Irene ed Eve Curie nel corso dell'estate del 1912. Qui fu ospitata dall'amica Hertha in un cottage in riva al mare.
D'altra parte Hertha Marks sostenne pubblicamente Marie Curie sia nel corso dello scandalo, sia quando, dopo la morte del marito Pierre Curie avvenuta nel 1909, quest'ultimo venne erroneamente accreditato come lo scopritore del radio. A tal proposito Hertha scrisse una lettera alla Westminster Gazette, pubblicata il 14 marzo del 1909, in cui troviamo un passaggio particolarmente significativo:
Gli errori sono notoriamente difficili da estirpare, ma un errore che attribuisce a un uomo ciò che in realtà è opera di una donna ha più vite di un gatto.
Un ventilatore antigas
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Con lo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914, anche Hertha Marks decise di impegnarsi nello sforzo bellico. In particolare si concentrò sullo sviluppo di un dispositivo in grado di salvare le vite dei soldati al fronte.
L'esercito tedesco, infatti, avevano iniziato a utilizzare gas velenosi in grado di uccidere i soldati in maniera silenziosa e invisibile. Le venne allora l'idea di sviluppare un dispositivo in grado di generare vortici d'aria per respingere tali gas. Il ventilatore Ayrton di dimostrò perfettamente in grado non solo di adempiere a tale compito, ma anche di ripulire completamente i bunker, andando così oltre le più rosee aspettative dell'inventrice.
Il primo test del dispositivo venne condotto nel maggio del 1915 nel giardino di casa della sua amica Ernestine Mill a Kensington. Ancora una volta, però, si trovò ad affrontare diverse difficoltà, come l'opposizione del ministero della guerra e diversi altri ritardi burocratici. Alla fine, però, vennero prodotti oltre 1000000 di questi ventilatori, utilizzati lungo il fronte nel corso della prima guerra mondiale.
Il ventilatore venne descritto nell'articolo On a New Method of Driving off Poisonous Gases pubblicato nel 1919 sui Proceedings della Royal Society.
Quello stesso anni contribuì alla fondazione della International Federation of University Women e della National Union of Scientific Workers nel 1920.
Morì di setticemia a causa della puntura di un insetto il 26 agosto del 1923 a New Cottage, nel Sussex.
Hertha Marks su MacTutor | en.wiki
Inoltre The life and material culture of Hertha Marks Ayrton di Elizabeth Bruton, da cui sono anche state tratte le immagini di accompagnamento

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