Stomachion

martedì 16 giugno 2026

Schiavi degli invisibili

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Autore di Galassia che vai, libro che ritengo fondamentale da leggere (sembra che non ne ho mai scritto: prima o poi recupererò!), Erik Frank Russell già nel 1943 scrive un romanzo con un'idea in qualche modo dickiana o, se vogliamo essere più moderni, quasi alla Matrix.
Come ho scritto in altra occasione, Philip Dick espresse un'idea molto simile alla base della serie di film di Matrix: vivere all'interno di una simulazione generata da un computer. Russell non si spinge fino a questo punto, ma immagina l'esistenza di una misteriosa razza di esseri superiori, costituiti di pura energia, che sono in grado di controllare il genere umano. L'accostamento a Matrix, però, si ferma qui, visto che questi "padroni dell'umanità" non hanno costretto la nostra razza a vivere in una realtà virtuale, come invece le macchine della Terra del lontano futuro wachowskiano.
Il romanzo, che presenta diversi spunti interessanti, può essere sostanzialmente suddiviso in due parti abbastanza distinte: la prima parte è un'indagine in stile spionistico sulle morti misteriose di una serie di scienziati in giro per il mondo; la seconda è il racconto di una nuova guerra mondiale (la quinta, stando ad alcune battute presenti nel romanzo) che è conseguenza dell'annunciazione al mondo intero dell'esistenza di questi misteriosi "padroni" dell'umanità.
Il romanzo, nel suo complesso, ci interroga, un po' come Matrix, sul nostro libero arbitrio, ma a seconda del punto di vista, potrebbe sembrare come una specie di giustificazione per le guerre che gli esseri umani compiono uno contro l'altro, oppure come un ennesimo tentativo di mostrarne l'assurdità. Personalmente propenderei per quest'ultima ipotesi: in varie occasioni il gruppo che sta lottando contro questi "padroni" per sconfiggerli si lamenta del fatto che la scelta più razionale sarebbe dare credito alle prove che hanno mostrato l'esistenza di questa minaccia comune all'umanità, piuttosto che farsi la guerra a vicenda.
Un altro aspetto interessante è che questi "padroni" vengono descritti come avidi delle emozioni umane, che fomentano e succhiano per alimentarsi, un po' come faranno 50 anni più tardi gli evroniani su PKNA: avessi letto prima questo romanzo, probabilmente avrei chiesto qualcosa in merito ad Alessandro Sisti. Magari ci sarà occasione in futuro!

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