
Protagonista, però, non è un uomo, ma una donna. E già solo per questo vale la pena di leggerlo. Questa scelta ricade inevitabilmente sulla caratterizzazione di Pelliccia Bianca, il nome con cui la mannara chiama se stessa. In effetti in originale si autoidentifica come White Fell. E il termine fell, ovvero pelle, vello, come aggettivo, vuol dire crudele, fornendo così un indizio sulla sua stessa natura. D'altra parte la bella straniera che arriva in un giorno di tormenta alle porte di una casa sperduta nel profondo nord, possiede un fascino particolare, selvaggio, e si distingue dalle altre donne della famiglia che lì abita e lavora sotto tutti i punti di vista.
Innanzitutto gira libera e senza accompagnatori per le cime e i boschi innevati; quindi porta con se una piccola ascia, a suggerire come si procura il cibo normalmente; e infine i suoi abiti sono comodi e adatti alla vita all'esterno, e non casti e femminili.
Dall'altro lato abbiamo due gemelli, Sweyn, fisicamente il più prestante, e Christian, meno forte, ma più agile, resistente e veloce nella corsa, qualità che sarà fondamentale nel corso del romanzo, come si capisce sin da quando il personaggio viene introdotto nella vicenda. I due gemelli, però, entrano in attrito proprio a causa di Pelliccia Bianca: mentre Sweyn ne resta ammaliato, Christian, ne ha intuito la natura e passa tutte le pagine successive a combattere la cattiva influenza della mannara sul fratello e sugli altri componenti della famiglia.
Pelliccia Bianca, nonostante rappresenti una femminilità forte e in qualche modo necessaria per contrastare il mondo degli uomini, si trova, dunque, dal "lato sbagliato della barricata" e il suo contraltare è proprio Christian, che nel nome e nel simbolismo che lo circonda è, evidentemente, rappresentante della religione cristiana, che si oppone al mostro rappresentato dalla mannara: più volte il giovane prova a coglierla in fallo, e ogni tentativo nasconde dietro simbolismi religiosi non banali.
A enfatizzare ancora di più questi aspetti religiosi ci pensa anche il ruolo in cui la scienza viene relegata. Per Sweyn, infatti, i timori di Christian sono delle semplici superstizione, nate probabilmente dalla gelosia: la scienza, infatti, ha dimostrato che i mannari e altri mostri del folklore non esistono. Si potrebbe obiettare che è una visione abbastanza coerente con il tema fantastico del romanzo breve, ma non dimentichiamo che uno dei punti di maggior forza di Dracula è proprio il ruolo della scienza nello sconfiggere il temibile conte-vampiro: Van Helsing, infatti, non taccia come superstizioni le storie dei vampiri, ma anzi applica le sue conoscenze scientifiche per combatterli, una volta appurata la loro esistenza. E per contro Pelliccia Bianca viene sconfitta dal potere dei simboli, non dalla scienza.
Non si deve, però, pensare che anche le figure femminili di contorno sono convenzionali: l'attività di famiglia è, per esempio, guidata da una donna, la madre di Sweyn e Christian, che Housman caratterizza con poche battute come una donna e una madre determinata. In questo senso è un vero peccato che l'autrice non l'abbia approfondita oltre, ma in fondo il ruolo centrale lo rivestiva Christian e tutto il simbolismo cristiano a esso connesso.
Al netto di questo piccolo dettaglio, resta comunque una lettura piacevole e interessante per tutti gli amanti del gotico in generale.
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