Stomachion

lunedì 2 febbraio 2026

Ritratti: Sophie Brahe

Versione estesa della breve biografia pubblicata nell'introduzione del cielo del mese di febbraio 2026 di EduINAF.
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Ritratto risalente al 1602 - via commons
La più giovane dei dieci figli di Otte Brahe e Beate Bille, se fosse nata nei tempi moderni, sarebbe probabilmente quella che avrebbe dato maggiori soddisfazioni ai suoi genitori. E invece, nascendo il 24 agosto del 1559 (secondo altri il 22 settembre del 1556) diede non pochi grattacapi ai suoi genitori.
Sophie Brahe, infatti, era una ragazzina dalla mente vivace e curiosa che iniziò a interessarsi di scienza in generale e astronomia in particolare, seguendo l'esempio del suo illustre fratello maggiore (aveva dieci anni in più), l'astronomo Tycho Brahe. D'altra parte senza il fratello Tycho, che ne comprese il talento e si prese cura della sua educazione in prima persona, il destino di Sophie sarebbe stato segnato: sposare un ricco nobile che poteva fornire la dote migliore e dargli possibilmente tanti figli. Eppure già il suo primo matrimonio avvenne in età relativamente avanzata per l'epoca: aveva, infatti, una ventina d'anni (vista l'incertezza sulla data di nascita) quando sposò Otto Thott nel 1579.
L'anno dopo nacque il loro unico figlio, Tage Thott, e già questo dice tanto sulla fortuna che ebbe Sophie con il primo marito: potersi dedicare alle attività che prediligeva, come lo studio della scienza e l'osservazione del cielo notturno.
Vincere le diffidenze
Nonostante Tycho ne avesse intuito il talento, aveva un po' di remore a spingere la sorella verso la carriera di astronoma. Tali diffidenze nascevano dal fatto che una parte del lavoro consiteva nel redigere oroscopi per ricchi clienti, attività nella quale non riteneva nelle "corde" di Sophie.
Nonostante ciò la più piccola dei Brahe stupì il fratello, vincendo le sue diffidenze. Prima, da giovane, studiò sui libri del fratello, e su altri testi che si fece tradurre dal latino usando soldi suoi. Quindi iniziò presto ad assistere il fratello nelle sue osservazioni del cielo notturno, su tutte quelle realizzate presso l'osservatorio-castello di Uraniborg, costruito sull'isola di Ven.
L'osservazione più importante fu, indubbiamente, quella dell'11 novembre del 1572 quando osservatono l'apparizione di una nuova stella all'interno della costellazione di Cassiopea. Era una supernova, oggi nota come SN 1572, sulla quale Tycho scrisse il trattato De nova stella, e aveva una grande importanza poiché metteva in dubbio molti dei dogmi astronomici dell'epoca, come l'immutabilità dei cieli stellati.
Altra importante osservazione fu quella dell'eclissi di Luna dell'8 dicembre del 1573.
Molto probabilmente molte di queste osservazioni vennero effettivamente portate a compimento dalla sorella Sophie: Tycho, infatti, si definiva più un ingegnere, visto che era impegnato in particolare nel perfezionamento degli strumenti di misura. Inoltre Sophie sembra fosse molto più versata del fratello negli aspetti teorici e matematici, il che suggerirebbe che buona parte della matematica dietro il modello tychonico sia stata sviluppata proprio da Sophie Brahe.
La necessità di questo modello intermedio nella descrizione del cosmo intorno alla Terra nasceva dal fatto che i dati raccolti dai Brahe, ma anche da altri astronomi europei, ormai non supportavano più il modello di Tolomeo, mentre il modello copernicano non era ancora sufficientemente supportato da prove osservative (oltre a essere evidentemente in contrasto con le credenze religiose dell'epoca).
La gestione di Uraniborg
In ogni caso tutte queste attività alla fine convinsero Tycho a lasciare alla sorella la gestione dell'osservatorio di Uraniborg nel periodo tra il 1588 e il 1597. Sophie era diventata vedova da poco, mentre Tycho era spesso in giro per l'Europa. Così la sua giovane sorella non solo gestì le osservazioni e la raccolta dei dati astronomici, che alla morte di Tycho mise a disposizione degli altri astronomi, primo su tutti Johannes Kepler, ma poté anche cimentarsi nella scrittura degli oroscopi, segno della grande fiducia conquistata.
Fu, poi, in questo periodo che conobbe colui che sarebbe diventato il suo secondo marito, Erik Lange, alchimista e amico di Tycho. Il loro rapporto culminò, dopo alcuni anni, nel matrimonio avvenuto nel 1602, quando ormai Sophie aveva più di 40 anni. Il matrimonio venne fortemente avversato dalla famiglia, all'interno della quale aveva un solo sostenitore, proprio Tycho. Sophie ed Erik, però, come dimostrano alcune poesie che i due si scambiarono, erano sinceramente innamorati, e Sophie supportò il marito anche economicamente con i soldi che aveva messo da parte (visto che la famiglia glieli negò) nelle sue ricerche sulla trasmutazione dei metalli in oro, e questo nonostante la donna non ritenesse tali ricerche scientificamente valide.
Alla morte di Lange in quel di Praga nel 1613, Sophie ritornò in Danimarca, presso il figlio Tage, trascorrendo gli ultimi anni della sua vita nella realizzazione della genealogia delle famiglie nobili danesi.

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