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sabato 21 febbraio 2026

Batman #122: Partita a scacchi con Hush

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I capitoli 3 e 4 di Hush 2 di Jepho Loeb e Jim Lee, pubblicati su Batman #122, sono determinanti nel percorso di isolamento che porterà Batman verso il #162 originale, dove è stato pubblicato il penultimo capitolo della saga (l'uscita dell'ultimo è prevista per fine maggio 2026: forse mi conveniva aspettare l'uscita in volume...). Isolamento che, se da un lato coincide con il piano di Hush, dall'altro è risultato troppo semplice per quanto velocemente è arrivato. Andiamo, però, con calma prima di giungere all'iconica ultima pagina dell'albo.
Sfida in bianco e nero
La prima parte, che coincide con il #160 originale, è un intreccio di tre linee narrative differenti, due delle quali culminano con lo scacco di Hush ai danni di Batman. La sua battuta, Tre Robin stanno per morire fa anche capire quanto il suo piano sia basato sulle reazioni dei pezzi sulla scacchiera di Gotham. Non avrebbe mai potuto controllare il Joker, per esempio, che minaccia proprio i primi due Robin.
La terza delle linee narrative cui accennavo prima, quella legata all'attacco a Jim Gordon, porta i suoi frutti nella seconda parte, che coincide con il #161 originale, in cui Batgirl, mossa dalla rabbia per quanto avvenuto al padre, si scontra apertamente con Batman. In particolare il dialogo tra Barbara e il padre mostra quanto poco lucidamente stia ragionando l'eroina: Jim, infatti, non perde la fiducia in Batman e anzi mostra di aver compreso le sue azioni molto meglio della figlia. D'altra parte, come mostrato già sul numero precedente, né Jason né lei hanno mai realmente superato i traumi subiti dai rispettivi attacchi del Joker.
In questo senso, dunque, risulta comprensibile come questi due personaggi, sebbene in modi differenti, si siano schierati contro Batman, ma la posizione di Nightwing, Cacciatrice, Catwoman e Robin (il figlio di Bruce, Damian), risulta in qualche modo incomprensibile. O quasi se non si conosce come il Dick Grayson degli ultimi anni sia, in molti aspetti, un pianificatore al livello dello stesso Batman. Il che mi fa sospettare che, invece, forse grazie all'intervento dell'Enigmista, la sua idea sia quella di sottrarsi alla pianificazione di Hush. Questo, però, potremo scoprirlo solo a maggio (o poco più in la).
Vorrei lasciare l'ultima parte ad alcune considerazioni collaterali.
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In ricordo di Alfred
Come abbiamo visto nel primo numero del Batman di Matt Fraction, Bruce sta iniziando a riprendersi dalla morte di Alfred, causata da Bane, uno degli avversari più letali del Cavaliere Oscuro: ricordo che gli spezzò la schiena nel corso di Knightfall su Batman #497.
Legato a questo evento ci sono, però, due scene piuttosto significative, entrambe presenti sul #161 originale. Iniziamo dalla seconda: Batman raggiunge il faro di Gotham e qui trova una specie di plastico con tutti i personaggi del dramma congegnato da Hush. Tra questi c'è una sagoma con Alfred, che ovviamente sembra voler suggerire che la morte di Alfred sia stata anch'essa programmata da Tommy Elliot.
E giusto qualche pagina prima Bruce aveva sferrato un potente pugno sul volto di Bane, mostrando quanto ancora la morte del suo fido maggiordomo sia difficile da superare. E questo nonostante sia corso in suo soccorso, pur se sotto il controllo di Damian.
A tal proposito è interessante, per quanto il personaggio di Damian lo si conosca ormai da diversi anni, quello che l'ultimo Robin della lista ha da dire sul gioco tanto amato da Hush:
Mio nono giocava a scacchi. Ho sempre odiato quel gioco!
E subito dopo ecco una rielaborazione, aggiornata con le tecniche moderne, dell'attacco preferito di Batman contro i suoi nemici: lo stormo dei pipistrelli!
Acciaio damasco
Nel corso del #160 originale, in un flashback di Bruce, viene citato l'acciaio damasco, un particolare acciaio utilizzato nella realizzazione degli strumenti chirurgici, come i bisturi. Nel fladhback Thomas Wayne dice al piccolo Bruce che tale acciaio arriva dal Medio Oriente. Nei redazionali, però, Antonio Solinas scrive che tale affermazione risulta errata. Peccato che tale acciaio sembra sia stato per la prima volta forgiato nel Vicino Oriente (come regione storica e geografica), una zona che già ai tempi di Thomas Wayne veniva chiamata... Medio Oriente! Certo, la materia prima (un particolare acciaio detto wootz) è di provenienza indiana, ma l'acciaio damasco risulta comunque differente da quello da cui è ricavato. L'aspetto più interessante è che tale acciaio era stato sviluppato per la produzione delle lame delle spade, e in Hush 2 (ma anche in molte altre situazioni, sia di finzione sia reali) viene utilizzato come arma: alla fine la differenza la fanno sempre gli esseri umani con le loro intenzioni.
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