Stomachion

Visualizzazione post con etichetta pop. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pop. Mostra tutti i post

venerdì 10 marzo 2023

Pi greco: ossessione matematica

Ormai il pi day si avvicina e non potevo non dedicare una puntata delle particelle musicali al \(\pi\). Dal punto di vista della musica ho scovato alcune curiosità interessanti. Inizierei dai Rockets, band francese attiva soprattutto tra il 1974 e il 1986 (ma sembra che abbia ripreso nel 1999) di genere space rock, intrpretato però, rispetto a quanto abbiamo ascoltato con gli Hawkwind, con sonorità decisamente più "sintetiche". Nella loro carriera dedicarono il loro quinto album al pi greco, almeno dal punto di vista nominale: a quel che ho potuto capire nessuna delle 8 tracce di π 3,14, uscito nel 1981, ha il \(\pi\) o la matematica come protagonisti.
La seconda citazione musicale è, invece, la più colta: sto infatti parlando della (ma non solo) cantante pop Kate Bush che in Aerial, il suo ottavo album in studio risalente al 2005, dedicò un'intera canzone proprio al pi greco in cui cantava le prime 140 cifre decimali del numero di Archimede. Ed è proprio questa canzone che vi vado a proporre di seguito, anche se nella sua versione rimasterizzata del 2018:

venerdì 28 maggio 2021

Uacciu uari uari

Il doo-wop è un sottogenere musicale con influenze provenienti dal rhytm and blues e dal rock. E' all'interno di questo genere che ha origine un riff di successo, bop-shoo-waddy, proposto, sembra, per la prima volta nel 1957 in Little Darlin' dagli allora The Gladiolas di Maurice Williams. Quello stesso anno venne proposta una cover dal gruppo canadese The Diamonds che ebbe maggior successo (forse per via del colore più chiaro della pelle di questi ultimi?). Prima di proseguire vorrei far notare che la canzone venne reinterpretata anche dal grande Elvis Presley.
Torniamo al nostro riff e facciamo un salto fino al 1974 quando i britannici The Rubettes lo propongono in Sugar Baby Love. Ed questa versione ottiene una cover italiana, Dolce angelo di Mino Reitano, in cui il bop-shoo-waddy si trasforma nel "nostro" uacciu uari uari. E questa versione del riff la ritroviamo in un grande successo della musica italiana, Centro di gravità permanente, una delle tracce de La voce del padrone, undicesimo nonché più noto album in studio di Franco Battiato.

venerdì 5 marzo 2021

Artemis: verso la Luna

Lindsey Stirling è una delle artiste che ha portato alla ribalta un nuovo modo di portare all'attenzione del grande pubblico la musica classica, rinnovandola con sonorità e strumenti pop, senza comunque rinunciare agli stili classici. Violinista e ballerina, è arrivata alla ribalta musicale USA nel 2010 grazie al programma America's Got Talent. Da allora ha pubblicato cinque album, l'ultimo nel 2019, Artemis, dedicato ad Artemide (o Diana, per gli antichi romani), dea della caccia e della Luna e protrettrice degli animali selvaggi.
L'album è caratterizzato da una particolarità: propone ai fan dell'artista anche una serie a fumetti, Artemis, scritta dalla stessa Stirling e disegnata da Juha Ekman, disegnatore manga-style, che ha visualizzato il personaggio che compare nel fumetto e che, interpretato sempre da Lindsey, compare in alcuni dei video ufficiali tratti dai singoli dell'album. Questo stesso personaggio è anche protagonista di uno dei due video dedicati alla title track dell'album: Artemis.
Il video è stato girato presso il Kennedy Space Center della NASA con l'obiettivo di raccontare l'omonima missione (chiamata Artemis poiché Artemide è la sorella di Apollo) che, nei progetti dell'agenzia spaziale statunitense, dovrebbe riportare l'uomo sulla Luna con una Stazione Spaziale orbitante, la Gateaway, e una base stanziale sulla superficie del nostro satellite.
Prima di lasciarvi al video della NASA con Lindsey Stirling, vorrei far notare che nel video ufficiale di Artemis la musicista statunitense interpreta proprio Artemide, di cui presto o tardi tornerò a scrivere in futuro. E ora, musica!

venerdì 15 novembre 2019

Un cielo pieno di stelle

Rilasciata come terzo singolo dell'album Ghost stories del 2014, A sky full of stars è un'emozionante canzone dei Coldplay forse un po' banale, vista l'ovvia associazione, ma ovviamente a noi interessa per altro: le costellazioni!
Unire i puntini nel cielo
L'artwork del singolo, così come quello di Ghost stories, è realizzato dall'artista ceca Mila Fürstová, che per il cd realizza una serie di accurate illustrazioni in cui oggetti vari si incastrano uno sull'altro all'interno del bordo di una figura più grande come le ali di un angelo o una colomba. Per A sky full of stars, invece, la forma principale è quella della sfera, ma in questo caso le figure non riempiono la forma, ma, come in molti cataloghi celesti, come ad esempio l'Hevelius, queste immagini si sovrappongono sopra le stelle sullo sfondo, suggerendo così la forma dietro le costellazioni presenti nel cielo.
Le costellazioni, infatti, altro non sono che delle stelle prospetticamente vicine che, unite, costruiscono la forma stilizzata di un qualche personaggio dei miti. Gli antichi, infatti, greci ma non solo, guardando il cielo ricordavano le storie che vi erano rappresentate. Spesso, infatti, le costellazioni vicine erano legate una all'altra da un qualche racconto a base di eroi, dame in pericolo e divinità più o meno vendicative o dispettose, come ad esempio la leggenda di Perseo che, sul dorso di Pegaso, va a salvare Andromeda, o quella di Orione contro il Toro, ostacolo per il raggiungimento delle Pleiadi. In effetti, se potessimo vedere le costellazioni in tre dimensioni, ci accorgeremmo che molte di queste stelle sono decisamente molto distanti l'una dall'altra:

mercoledì 24 agosto 2011

Grant Morrison, fumettista e... Oasis onorario

Finita la grande fatica vi propongo un video interessante, quello di Grant Morrison che canta una canzone scritta da lui:
Personalmente ho subito pensato agli Oasis, il gruppo musicale britannico degli anni Novanta che scosse, insieme ai Blur il mercato del rock di quegli anni, secondo me però senza essere veramente all'altezza dei gruppi con i quali venivano confrontati (i Beatles, per essere precisi). Le vere trovate geniali di Oasis e Blur erano, però, nei video: in questo senso secondo me erano veramente un passo avanti rispetto alla media.
Torniamo, però, a Morrison: lo sceneggiatore sa sicuramente come far parlare di se: ha infatti affermato di avere ricevuto la canzone direttamente da John Lennon durante un rito magico!
Per scoprire l'arcano, però, ci viene in aiuto questa frase qui:
(...) ho dato una piccola leccata a un acido, solo per stimolarmi un po'.
(traduzione di Luigi Siverio)
Questo forse spiega la visione, e probabilmente perché il pezzo prodotto è così pop e Oasis rispetto alla canzone che Morrison stava provando in quel momento, Tomorrow never knows:

venerdì 11 dicembre 2009

I'm ready

Ho scoperto da poco Allison Weiss, una brava chitarrista che a quanto sembra va un po' in giro di qua e di là a suonare per le strade. Ha anche fatto un disco, però, e il suono lo definirei una sorta di country pop o qualcosa del genere. Direi che un ascolto, la ragazza, lo merita. Il video, ovviamente, può anche essere visto direttamente su youtube:

mercoledì 2 dicembre 2009

Rise

Sempre su tumblr ho scoperto questa bella canzone, Rise di Public Image Ltd, tra il blues e il country. La canzone, comunque, si sente sin dalle prime battute che è stata partorita durante gli anni Ottanta, nonostante le influenze di cui sopra. Resta comunque un bel pezzo che vado subito a farvi ascoltare/vedere senza troppi indugi:

lunedì 16 novembre 2009

True Faith

Non è propriamente una delle mie canzoni preferite, ma il video mi piace ed è anche piuttosto originale, quindi ora vi beccate questo True Faith dei New Order, scoperto (o riscoperto) su CornerList:

giovedì 23 luglio 2009

Un saluto e un arrivederci

Finalmente si torna a casa, dopo un lungo anno scolastico e di lavoro. Ovviamente potrete continuare a leggermi su queste pagine e su SciBack, ma per intanto, mentre io mi appresto ad affrontare il viaggio di ritorno in Calabria, ascoltatevi la canzone di Dori Ghezzi giunta terza nel Sanremo del 1983, Margherita:



Una canzone tipicamente da anni '80, mentre il video è, come potete vedere, la performance di Dori Ghezzi proprio sul palco dell'Ariston.