Ricordate la foto di WISPIT 2b all'interno del disco di accrescimento della stella WISPIT nella costellazione dell'Aquila? Ebbene: nuove osservazioni da Terra, sempre dal Very Large Telescope, indicano la presenza di un secondo pianeta in formazione all'interno del disco di accrescimento della stella.
Stiamo realmente assistendo alla nascita di un nuovo sistema solare!
Stomachion
Visualizzazione post con etichetta eso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta eso. Mostra tutti i post
lunedì 13 aprile 2026
giovedì 9 aprile 2026
Materia fermionica al centro della galassia?
Il punto interrogativo nel titolo del post è d'obbligo, visto che la cosa non è stata ancora verificata, ma se dovesse esserlo, potrebbe portare a una interessante revisione sulla teoria di formazione delle galassie. Nell'articolo The dynamics of S-stars and G-sources orbiting a supermassive compact object made of fermionic dark matter (tra gli autori c'è anche un ricercatore dell'INAF, Remo Ruffini) si sostiene che (semplificando l'articolo e saccheggiando l'abstract) è possibile spiegare le osservazioni intorno a Sagittarius A* sostituendolo con un
oggetto compatto supermassiccio composto da materia oscura fermionica autogravitante (DM).
giovedì 5 febbraio 2026
Salvi i cieli sopra Paranal
Avevo scritto poco più di un anno fa un breve post relativo alla questione di un impianto di produzione energetica che avrebbe rischiato di peggiorare la qualità del cielo sopra il complesso dell'ESO, dove è in costruzione l'Extremely Large Telescope.
Quella vicenda, come raccontato nel comunicato stampa dell'ESO, si è conclusa positivamente con l'annuncio di AES Andes di voler rinunciare al complesso energetico denominato INNA. Sembra che i fondi verranno dirottati verso altri progetti di energia verde, probabilmente in luoghi lontani dall'ESO.
Non me la sento di commentare ulteriormente, né dal punto di vista astronomico, né da quello ambientale, questo perché capisco sia la necessità di avere dei cieli senza inquinamento luminoso, sia quella di avere impianti di produzione energetica efficienti e con fonti altarnative. Sarà un rebus, questo, che probabilmente si ripresenterà nuovamente in futuro.
Quella vicenda, come raccontato nel comunicato stampa dell'ESO, si è conclusa positivamente con l'annuncio di AES Andes di voler rinunciare al complesso energetico denominato INNA. Sembra che i fondi verranno dirottati verso altri progetti di energia verde, probabilmente in luoghi lontani dall'ESO.
Non me la sento di commentare ulteriormente, né dal punto di vista astronomico, né da quello ambientale, questo perché capisco sia la necessità di avere dei cieli senza inquinamento luminoso, sia quella di avere impianti di produzione energetica efficienti e con fonti altarnative. Sarà un rebus, questo, che probabilmente si ripresenterà nuovamente in futuro.
martedì 25 novembre 2025
Gli effetti dell'inquinamento luminoso
Mentre cercavo ispirazioni per l'immagine in evidenza per il nuovo articolo di Cose dell'altro cielo, rubrica di Federica Duras su EduINAF, ho ritrovato un'immagine astronomica dell'ESO, lo European Souther Observatory, che presenta, come un'infografica, una serie di scatti che mostrano il cielo in diverse condizioni di illuminazione.
Nella maggior parte delle zone urbane il cielo notturno oscilla tra 7, laddove si è fortunati e 9. La cosa drammatica è che moltissime delle zone che continuiamo a considerare "rurali" non hanno un cielo da 3, che già sarebbe un bel vedere, ma ben peggiore.
Come spiega Federica nel suo articolo, non è solo una questione legata agli astronomi che vogliono osservare le stelle nel modo migliore possibile, ma anche legata al resto dell'ambiente che ci circonda, influenzando i ritmi del sonno degli altri animali, senza dimenticare il nostro stesso umore.
Quindi, a conti fatti, ci conviene provare a trovare soluzioni per migliorare l'illuminazione artificiale nelle nostre città.

Come spiega Federica nel suo articolo, non è solo una questione legata agli astronomi che vogliono osservare le stelle nel modo migliore possibile, ma anche legata al resto dell'ambiente che ci circonda, influenzando i ritmi del sonno degli altri animali, senza dimenticare il nostro stesso umore.
Quindi, a conti fatti, ci conviene provare a trovare soluzioni per migliorare l'illuminazione artificiale nelle nostre città.
lunedì 17 novembre 2025
SuperBits: Un bat-segnale cosmico
Fu sulle pagine di Detective Comics #60, nella storia d'apertura scritta da Jack Schiff per i disegni di Bob Kane, che il bat-segnale venne proiettato sui cieli di Gotham per la prima volta. Il commissario Gordon chiedeva l'aiuto di Batman e Robin contro l'ennesimo folle piano criminale del Joker.
A distanza di poco più di 83 anni gli astronomi dell'ESO si sono trovati di fronte a una nube di gas e polveri cosmiche, posta al confine tra le costellazioni del Circino e del Regolo, che ha fatto pensare immediatamente ai più nerd tra loro proprio a un bat-segnale.
L'immagine, che potete apprezzare in tutto il suo splendore sul sito dell'ESO, è la combinazione di osservazioni provenienti da diverse lunghezze d'onda, ma la forma a pipistrello che risalta grazie alla colorazione rossa proviene da osservazioni nel visibile.
Ci si potrebbe chiedere se questo bat-segnale non stia, in realtà, chiamando nel nostro universo il Batman-che-ride di Death Metal, ma per esorcizzare questa eventualità (e celebrare questa puntata speciale di SuperBits) ho sovrapposto all'immagine astronomica il nuovo logo di Batman che ha recentemente esordito negli Stati Uniti:
A distanza di poco più di 83 anni gli astronomi dell'ESO si sono trovati di fronte a una nube di gas e polveri cosmiche, posta al confine tra le costellazioni del Circino e del Regolo, che ha fatto pensare immediatamente ai più nerd tra loro proprio a un bat-segnale.
L'immagine, che potete apprezzare in tutto il suo splendore sul sito dell'ESO, è la combinazione di osservazioni provenienti da diverse lunghezze d'onda, ma la forma a pipistrello che risalta grazie alla colorazione rossa proviene da osservazioni nel visibile.
Ci si potrebbe chiedere se questo bat-segnale non stia, in realtà, chiamando nel nostro universo il Batman-che-ride di Death Metal, ma per esorcizzare questa eventualità (e celebrare questa puntata speciale di SuperBits) ho sovrapposto all'immagine astronomica il nuovo logo di Batman che ha recentemente esordito negli Stati Uniti:

lunedì 29 settembre 2025
Fate spazio: arrivo io!
Sembra quasi dire questo, WISPIT 2b, l'esopianeta che si trova all'interno del disco di accrescimento della stella WISPIT 2, nella costellazione dell'Aquila. Anche questa scoperta, come quella di cui avevo scritto un mesetto fa, è stata realizzata grazie al Very Large Telescope dell'ESO. Nello specifico il pianeta è il punto giallo all'interno di strisce che, colori a parte, a me ricordano molto lo scudo di Cap (e il punto giallo un proiettile che cerca di scalfirlo). Dite che ho troppa passione per i supereroi? Sarà come sarà, ma per intanto godetevi questo scatto di un altro pianeta (di tipo gioviano, comunque!) che si sta facendo largo nell'universo!
venerdì 8 agosto 2025
Un pianeta neo-nato

La stella, HD 135344B, è piuttosto giovane, visto che il suo disco di polveri e gas è ancora presente. All'interno del disco, però, grazie agli strumenti del Very Lage Telescope (il VLT), si riesce ad apprezzare la presenza di un "punto" che sta modellando grazie alle forze gravitazionali l'ambiente circostante. Secondo le supposizioni avanzate dagli astronomi, questo "punto" sarebbe un pianeta in formazione di dimensioni doppie rispetto al nostro Giove e distante dalla sua stella quanto Nettuno lo è dal Sole.
L'osservazione ha molteplici elementi di interesse. Innanzitutto c'è una questione prettamente tecnologica: grazie al VLT, ricordo uno strumento a Terra, è possibile osservare direttamente il pianeta nel corso della sua evoluzione. Inoltre si può studiare il modo in cui interagisce con l'ambiente circostante e da qui farsi un'idea su come, per esempio, Giove ha "fatto spazio" intorno a se.
Ovviamente la speranza è riuscire prima o poi a osservare processi simili per pianeti come la Terra: la sensazione, però, è che sia solo questione di tempo prima che i nostri strumenti siano capaci di qualcosa del genere.
giovedì 31 luglio 2025
La nascita di un nuovo sistema solare

Un'immagine di HOPS-315 con il suo disco di formazione catturata da ALMA
Ovviamente tutto ciò non siamo in grado di osservarlo, a meno di non riuscire a ricevere informazioni da altri sistemi solari in formazione. Cosa che effettivamente è avvenuta a metà mese. L'ESO, infatti, ha raccontato in un comunicato stampa che grazie alla combinazione di osservazioni provenienti da ALMA, Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, combinati con osservazioni provenienti dal James Webb Space Telescope, un team di astronomi è stato in grado di osservare i primissimi istanti di formazione planetaria intorno a una stella lontana lontana.
Stiamo parlando di HOPS-315 (che magari dopo questa scoperta potrebbe guadagnare un nome un po' più accattivante!) nella costellazione di Orione. Nel disco di polveri e gas intorno alla stella, i dati sembrano indicare che il monossido di silicio sta iniziando a solidificarsi, dando il via a un processo in cui si uniranno uno all'altro fino a formare pianeti rocciosi come la Terra o il nucleo di pianeti gassosi come Giove.
Studiare il sistema in formazione di HOPS-315, quindi, potrebbe permetterci di capire qualcosa di più su quegli stessi processi che hanno portato alla nascita del nostro Sistema Solare.
mercoledì 18 giugno 2025
La Galassia dello Scultore come non l'avete mai vista!
In effetti la Galassia dello Scultore è un po' difficile da osservare alle nostre latitudini. Si trova, infatti, nell'area coperta dalla costellazione dello Scultore, una piccola costellazione dei cieli meridionali definita dall'astronomo francese Nicolas-Louis de Lacaille durante i due anni trascorsi a Capo di Buona Speranza proprio con lo scopo di osservare i cieli dell'emisfero australe.
In particolare la Galassia dello Scultore, classificata come NGC 253, è una galassia a spirale scoperta nel 1783 da Caroline Herschel. Nota anche come Galassia moneta d'argento o dollaro d'argento, fa parte di un gruppo di galassie gravitazionalmente legate denimonato Gruppo dello Scultore.
Ora, grazie al Multi Unit Spectroscopic Explorer (MUSE), uno degli strumenti in uso al Very Large Telescope (VLT) dell'ESO, un gruppo di astronomi è riuscito a ottenere un'immagine della Galassia particolarmente dettagliata, in cui sono presenti alcune migliaia di colori (o se preferite migliaia di sfumature dei colori a noi noti). Se dal punto di vista visivo ciò ci restituisce un'immagine spettacolare e di rara bellezza, dal punto di vista scientifico questo implica avere migliaia di informazioni relative alle stelle e ai gas presenti nella costellazione. E dunque preziose informazioni sulla sua struttura. Senza dimenticare che questa foto spettacolare è stata prodotta con uno strumento a terra e non con un telescopio spaziale!
In particolare la Galassia dello Scultore, classificata come NGC 253, è una galassia a spirale scoperta nel 1783 da Caroline Herschel. Nota anche come Galassia moneta d'argento o dollaro d'argento, fa parte di un gruppo di galassie gravitazionalmente legate denimonato Gruppo dello Scultore.
Ora, grazie al Multi Unit Spectroscopic Explorer (MUSE), uno degli strumenti in uso al Very Large Telescope (VLT) dell'ESO, un gruppo di astronomi è riuscito a ottenere un'immagine della Galassia particolarmente dettagliata, in cui sono presenti alcune migliaia di colori (o se preferite migliaia di sfumature dei colori a noi noti). Se dal punto di vista visivo ciò ci restituisce un'immagine spettacolare e di rara bellezza, dal punto di vista scientifico questo implica avere migliaia di informazioni relative alle stelle e ai gas presenti nella costellazione. E dunque preziose informazioni sulla sua struttura. Senza dimenticare che questa foto spettacolare è stata prodotta con uno strumento a terra e non con un telescopio spaziale!
venerdì 10 gennaio 2025
Il cielo sopra Paranal: una scelta di strategia
Partiamo dalla notizia in sè, che risale a qualcosa come un mesetto fa: AES Andes, l'azienda pubblica che produce e distribuisce l'energia elettrica in Cile, ha in cantiere la realizzazione di una centrale di produzione di energia elettrica a "idrogeno verde". Il problema di questo mega progetto è che sorgerebbe a una decina di chilometri dall'osservatorio di Paranal dall'ESO, lo European Southern Observatory, l'area dove sorge il Very Large Telescope e dove è in costruzione l'Extremely Large Telescope. La principale preoccupazione degli astronomi è che sia la costruzione, ma soprattutto la messa in opera del complesso rischiano di abbassare e di molto la qualità del cielo sopra Paranal.
martedì 19 luglio 2022
Il primo buconero extragalattico
Un gruppo di ricerca che, generalmente, scova i falsi positivi nella grande famiglia degli annunci delle scoperte di nuovi buchi neri, ha scoperto il primo buconero extragalattico di massa stellare. Tra l'altro, oltre alla novità per il gruppo, che, come ricorda il leader Tomer Shenar, si è riunito per la prima volta per discutere di una scoperta e non di una cancellazione, c'è anche un interessante risvolto scientifico nella comprensione dell'evoluzione dei buchi neri. La stella che dovrebbe aver generato il buco nero appena scoperto grazie al Very Large Telescope non ha lasciato alcuna traccia di se e della sua esplosione: un interessante quesito cui rispondere!
giovedì 22 luglio 2021
Satelliti in formazione
Quando mi è arrivata l'e-mail della notizia un paio di giorni fa, ho letteralmente fatto un balzo: l'osservazione del processo di formazione di un satellite intorno a un pianeta extrasolare.
La scoperta del team di astronomi guidato da Myriam Benisty dell'Università di Grenoble in Francia (pdf dell'articolo) riguarda un disco protoplanetario, della cui esistenza si avevano indizi già nel 2019, e che è stato osservato con grande precisione grazie all'interferometro ALMA (Atacama Large Millimeter Array), ovvero un sistema (o reticolo) di 66 piccoli radiotelescopi posti nel deserto di Atacama, nel Cile settentrionale. Nell'immagine diffusa dall'ESO è possibile vedere una "radiofotografia" del sistema intorno alla stella PDS 70 (che ancora è nota solo con la sua sigla), posta nella zona di celo coperta dalla costellazione del Centauro. Distante all'incirca 370 anni luce dalla Terra, ha una massa di 0.76 masse solari e intorno a essa sono stati scoperti due pianeti, PDS 70b con una massa all'incirca uguale a quella di Giove, e PDS 70c, con una massa di quasi 4 volte e mezza quella del nostro Giove. Ed è proprio PDS 70c il pianeta con il suo disco di materiale intorno a essere protagonista dello zoom presente nel "ritratto" scattato da ALMA.
La scoperta del team di astronomi guidato da Myriam Benisty dell'Università di Grenoble in Francia (pdf dell'articolo) riguarda un disco protoplanetario, della cui esistenza si avevano indizi già nel 2019, e che è stato osservato con grande precisione grazie all'interferometro ALMA (Atacama Large Millimeter Array), ovvero un sistema (o reticolo) di 66 piccoli radiotelescopi posti nel deserto di Atacama, nel Cile settentrionale. Nell'immagine diffusa dall'ESO è possibile vedere una "radiofotografia" del sistema intorno alla stella PDS 70 (che ancora è nota solo con la sua sigla), posta nella zona di celo coperta dalla costellazione del Centauro. Distante all'incirca 370 anni luce dalla Terra, ha una massa di 0.76 masse solari e intorno a essa sono stati scoperti due pianeti, PDS 70b con una massa all'incirca uguale a quella di Giove, e PDS 70c, con una massa di quasi 4 volte e mezza quella del nostro Giove. Ed è proprio PDS 70c il pianeta con il suo disco di materiale intorno a essere protagonista dello zoom presente nel "ritratto" scattato da ALMA.

mercoledì 4 dicembre 2019
E alla fine ne restò solo uno

La notizia, che è stata rilasciata da pochissimo dall'ESO, risulta secondo me particolarmente interessante nell'ottica del successore del VLT, l'Extremely Large Telescope, che avrà una risoluzione molto maggiore rispetto al VLT e dunque potrebbe arrivare molto vicino anche a vederli realmente i pianeti e non solo a catturarne gli scampoli di luce che vengono smorzati dal loro passaggio di fronte alla loro stella madre.
venerdì 15 novembre 2019
Un cielo pieno di stelle

Unire i puntini nel cielo
L'artwork del singolo, così come quello di Ghost stories, è realizzato dall'artista ceca Mila Fürstová, che per il cd realizza una serie di accurate illustrazioni in cui oggetti vari si incastrano uno sull'altro all'interno del bordo di una figura più grande come le ali di un angelo o una colomba. Per A sky full of stars, invece, la forma principale è quella della sfera, ma in questo caso le figure non riempiono la forma, ma, come in molti cataloghi celesti, come ad esempio l'Hevelius, queste immagini si sovrappongono sopra le stelle sullo sfondo, suggerendo così la forma dietro le costellazioni presenti nel cielo.Le costellazioni, infatti, altro non sono che delle stelle prospetticamente vicine che, unite, costruiscono la forma stilizzata di un qualche personaggio dei miti. Gli antichi, infatti, greci ma non solo, guardando il cielo ricordavano le storie che vi erano rappresentate. Spesso, infatti, le costellazioni vicine erano legate una all'altra da un qualche racconto a base di eroi, dame in pericolo e divinità più o meno vendicative o dispettose, come ad esempio la leggenda di Perseo che, sul dorso di Pegaso, va a salvare Andromeda, o quella di Orione contro il Toro, ostacolo per il raggiungimento delle Pleiadi. In effetti, se potessimo vedere le costellazioni in tre dimensioni, ci accorgeremmo che molte di queste stelle sono decisamente molto distanti l'una dall'altra:
giovedì 11 aprile 2019
Una ciambella di luce asimmetrica
La prima fotografia in onde radio di un buco nero(1) ha ormai fatto il giro del mondo. Tutti ne parlano, tutti ne scrivono, incluso il sottoscritto con un lungo articolo al Caffé del Cappellaio Matto.
Tra gli aspetti più curiosi che non ho avuto modo di approfondire più di tanto c'è quello relativo all'asimmetria dell'anello di luce intorno al buco nero. Prima di proseguire, però, permettetemi di spiegare perché mi riferisco alla luce relativamente a un segnale non visibile. In questo caso utilizzo luce come sinonimo di onda elettromagnetica, visto che i due fenomeni sono fondamentalmente inscindibili. Ovviamente, a causa della frequenza, è luce non visibile, ma sempre di luce si parla. Detto ciò, vediamo cosa si trova scritto nel quinto articolo(2) della serie di 6 relativamente a questa asimmetria:

sabato 7 ottobre 2017
Un'emozione estremamente grande
Mentre cercavo su YouTube i canali degli Osservatori Astronomici dell'INAF (almeno quelli che ce l'hanno: l'obiettivo è quelo di trovare un po' di materiale per i video della settimana su Edu INAF), mi viene in mente di voler trovare a tutti i costi un video particolare. Partiamo dall'inizio, anzi da una settimana fa: durante il Meet Me Tonight di quest'anno era presente, sia al Museo della Scienza e della Tecnica, sia al Museo di Storia Naturale Roberto Tamai dell'ESO (European Southern Observatory) per presentare l'Extremely Large Telescope, o ELT per gli amici! A un certo punto Tamai tira fuori dal cilindro un video così bello da essere emozionante:
Emozionati? Lo spero proprio, anche perché la sensazione è che con l'ELT l'ESO stia "giocando" (mi scuso per il termine vista l'importanza dell'operazione) esattamente come il CERN ha fatto con LHC.
Emozionati? Lo spero proprio, anche perché la sensazione è che con l'ELT l'ESO stia "giocando" (mi scuso per il termine vista l'importanza dell'operazione) esattamente come il CERN ha fatto con LHC.
sabato 6 ottobre 2012
Astronomia ed emozioni

Iscriviti a:
Post (Atom)



