Stomachion

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venerdì 6 settembre 2024

Sono tornati!

Quando le strade dei Nightwish e di Tarja Turunen si separarono, penso che pochi, anche tra i fan più sfegatati, pensavano che chi lavrebbe seguita alla voce della band sarebbe riuscita a farla dimenticare. E in effetti, nonostante la bravura e la simpatia, Anette Olzon nei cinque anni di permanenza non riuscì mai a fare veramente breccia nel cuore dei fan (ma anche della band mi verrebbe da dire). E poi ecco arrivare Floor Jansen, che paragonarla alla Turunen per molti sarebbe quasi un'eresia, ma personalmente in questi dieci anni si è rivelata decisamente all'altezza, non solo del passato della band, ma anche del suo fulgido presente. Su cui mi soffermerò, però, in un prossimo post. Questa introduzione, infatti, mi serve per fornire un esempio pratico su quanto sia difficile sostituire in maniera efficace la "voce" in una band. E questo è uno dei motivi per cui pensavo che i Linkin Park non avrebbero mai sostituito Chester Bennigton, restando così ancora nascosti tra le ristampe e i remix dei loro progetti. A complicare la situazione c'era il rapporto di amicizia tra i membri della band e quello che Chester in particolare aveva stretto con il pubblico. E invece giusto una ventina di ore fa, i Linkin Park hanno rilasciato un livestream per quella che è la loro prima uscita pubblica da sette anni a questa parte. E sul palco, oltre al nuovo batterista, Colin Brittain, è salita anche Emily Armstrong, ormai ex-membro dei Dead Sara e nuova voce dei Linkin Park.

sabato 20 luglio 2024

E alla fine nulla ha più importanza

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I Linkin Park mossero i loro primi passi nel 1996 quando i tre compagni di scuola, Mike Shinoda, Rob Bourdon e Brad Delson reclutarono Joe Hahn, Dave Farrell e Mark Wakefield per entrare nella loro band, gli Xero. Il loro primo demo uscì nel 1997. In quello stesso anno aprirono un concerto dei System of a Down nel locale Whisky a Go Go.
La band, però, non decollava, così Wakefield abbandonò il progetto per prendere altre strade. E come spesso succede per le grandi band, questo fu un punto di svolta fondamentale: nel 1999, infatti, su consiglio di Jeff Blue, la band assunse nei suoi ranghi Chester Bennigton. Dopo un primo cambio di nome in Hybrid Theory, la band grazie a una perfetta alchimia tra Shinoda e Bennigton, intraprese una nuova strada al metal, una fusione tra l'hip-hop e il rock che risultò nel corso degli anni successivi un mix di successo. Solo che ebbe bisongo di un po' di tempo affinché la Warner si convincesse del successo della formula.
Il loro primo disco ufficiale, uscito dopo il definitivo cambio di nome in Linkin Park, venne rilasciato alla fine il 25 ottobre del 2000: era giunto tra noi Hybrid Theory.

mercoledì 22 gennaio 2020

Rolling in the deep

Non è che non sapevo cosa scrivere, ma mi sono perso tra articoli vari, video su YouTube e altre divagazioni, così alla fine è arrivata quasi mezzanotte e mi sono reso conto di aver dimenticato di caricare sul blog una delle recensioni già pronte. E allora, giusto per non saltare troppi giorni, torno a qualcosa che facevo alcuni anni fa: proporre musica a tarda ora. No, non sarà la norma, e poi ho già in testa uno dei prossimi articoli delle particelle musicali da mandare on-line a un orario decente. Per questa notte, invece, una cover completamente slegata da qualunque discorso serio. Buon ascolto:

venerdì 8 novembre 2019

Il catalizzatore

Il Griffith Observatory di Los Angeles venne fondato dal filantropo Griffith Jenkins Griffith. Inaugurato il 14 maggio del 1935 dopo due anni di lavoro, è sede di attività di ricerca e divulgative e nel 2010 ha anche ospitato gli MTV Music Video Awards. Sul palco costruito di fronte alla facciata dell'Osservatorio, tra gli altri, si sono esibiti anche i Linkin Park, iniziando la loro esibizione con The catalyst, penultimo pezzo di A thousand suns, concept album uscito quello stesso anno e di cui avevo già scritto qualcosa a proposito di Waiting for the end.

sabato 3 agosto 2019

A chi importa se una stella si spegne?

Il 20 luglio del 2017 Chester Bennington si è impiccato. Non ha lasciaro scritto nulla, così in molti hanno supposto che il gesto di Chester sia stato ispirato dalla morte del suo amico più stretto, Chris Cornell, leader dei Soundgarden impiccatosi nella notte tra il 17 e il 18 maggio dopo un concerto. L'eredità in termini di umanità che Chester si è lasciato dietro, però, è incredibilmente forte e vitale, anche adesso. Non è allora un caso che una donna della Florida, Cristina Settanni, sia riuscita a impedire il suicidio di un uomo. Questi era seduto sul ciglio di un cavalcavia, pronto a gettarsi giù, e Cristina si è avvicinata a lui ricordandogli ciò che cantava Chester in One more light, title track dell'ultimo album dei Linkin Park:
Who cares if one more light goes out? Well, I do.

venerdì 19 ottobre 2018

Flying at the speed of light

cc @astrilari @Pillsofscience @lpitaly
Come scrivevo settimana scorsa, è stato difficile riprendere ad ascoltare i Linkin Park. Dopo aver ripreso, però, più o meno con lo stesso spirito con cui ho affrontato quattro delle più note canzoni degli Who, vorrei proporre un percorso non molto differente anche con i Linkin Park. Mentre nel caso degli Who il filo rosso era CSI, nel caso dei Linkin non ci sarà alcun legame particolare. Quest'oggi inizio con Waiting for the end, di cui ho utilizzato un verso per il titolo del post:

sabato 13 ottobre 2018

Le formule dei Linkin Park

Era da più di un anno che non ascoltavo i Linkin Park. D'altra parte il suicidio di Chester Bennington era arrivato in un periodo difficile e forse è più che normale che solo dopo così tanto tempo sia riuscito a tornare all'ascolto di questo gruppo così incredibilmente innovativo. La loro innovazione, però, si sposa anche a una buona tecnica musicale, alla commistione di generi, all'uso sapiente di strumenti elettronici e a una struttura di base delle loro canzoni che ha decisamente un gusto matematico. In questo senso non potevo non apprezzare l'esame di Friedemann Findeisen dello stile dei Linkin Park:

venerdì 5 luglio 2013

Similitudini

Le note musicali sono 7, o se contiamo anche i diesis (o i bemolle) si arriva a 12. Per cui, come sembra abbia detto Morricone (in una affermazione famosa a lui accreditata nel terzo video che vi linko in questo post), c'è da immaginare che sostanzialmente la musica abbia prodotto tutte le combinazioni possibili di note a disposizione. Se volete verificare l'affermazione nel modo matematicamente più corretto, vi potreste trovare di fronte ad alcune difficoltà, visto che rispondere alla domanda quante combinazioni si possono creare con 12 note? non è cosa banale e non tanto per la banalità o la semplicità nell'operazione contare le combinazioni di un insieme di oggetti (vedi, per esempio, il documento che ho caricato su issuu e che ho utilizzato come lezione in quest'anno scolastico), quanto per il fatto che ciascuna nota si porta dietro non solo la proprietà nota, ma anche un altro paio (o qualcosa del genere), come ad esempio il pitch, o il tempo, o il ritmo, senza contare poi che bisogna considerare il numero di battute, la lunghezza del brano, le indicazioni sull'esecuzione e via discorrendo: tutte caratteristiche che, seguendo i jazzisti, rendono unica qualunque esecuzione, anche di una stessa partitura.
Tutte queste considerazioni sono nate da una semplice domanda, sorta ascoltando Faint dei Linkin Park: ma sono stati loro o Britney Spears a copiare? La somiglianza dell'incipit di Faint con Toxic è infatti molto stretta, ma probabilmente anche il resto dei due pezzi non suonano troppo diversi, se il mashup che ho scovato su youtube suona così bene:

martedì 13 novembre 2012

Su strade non battute

Non piangere per strade non battute,
Non piangere per percorsi abbandonati,
Perché oltre ogni svolta
c'è un lungo accecante finale:
E' il peggior tipo di dolore che ho conosciuto.

Rinuncia al tuo cuore spezzato
E permetti all'errore di passare oltre,
Perché l'amore che hai perduto
Non valeva quanto è costato
E nel tempo sarai grato che sia andato...

Non piangere per strade non battute,
Non piangere per luoghi invisibili,
Possa il tuo amore non avere mai fine
E se hai bisogno di un amico...
C'è un posto qui accanto a me.
(mia traduzione di Roads untraveled dei Linkin Park)

martedì 25 maggio 2010

Buoni propositi

Devo ascoltare di più i Linkin Park. A voi il video di Faint: