Stomachion

Visualizzazione post con etichetta arthur clarke. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arthur clarke. Mostra tutti i post

venerdì 20 settembre 2024

2001: Odissea nello spazio

Devo essere onesto: quando ho avuto la possibilità di vedere per intero, dall'inizio alla fine, e per giunta al cinema 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick sono uscito con dei sentimenti ambivalenti. Da un lato ero esaltato per la cura e il dettaglio con cui la scienza era stata trattata: praticamente ogni tecnologia umana descritta nel film era descritta come poi l'avremmo sviluppata nei decenni successivi, design a parte. Dall'altro, però, avevo trovato in particolare l'ultima parte lenta e noiosa, scoprendomi alla fine di essere caduto in una probabilmente ristretta cerchia di persone che si inserisce tra i due gruppi di coloro che amano incondizionatamente da un lato e di coloro che non sopportano il film di Kubrick. In ogni caso pensavo che tutta la prima parte del film fosse dovuta essenzialmente ad Arthur C. Clarke, che aveva collaborato con Kubrick alla stesura del film, mentre a quest'ultimo era dovuta la parte finale che non mi era piaciuta per nulla. E in un certo senso già questo mi predisponeva per le conclusioni cui sono giunto dopo la lettura del romanzo.

venerdì 16 marzo 2018

Un omaggio a Ramanujan

Arthur Clarke è, indubbiamente, uno dei più noti scrittori di fantascienza del XX secolo. Inserendosi nel filone di Isaac Asimov e Alfred Elton Van Vogt, Clarke ha utilizzato a piene mani la scienza per rendere il più verosimili e plausibili possibile i suoi romanzi e racconti. D'altra parte uno dei capolavori di Stanley Kubrik, 2001: Odissea nello spazio, è basato su un suo racconto, mentre la stessa sceneggiatura ha visto la collaborazione dello scrittore ed è stata solo il punto di partenza per una serie di romanzi intorno alla storia narrata nel film.
Per L'ultimo teorema, Clarke chiese l'assistenza alla scrittura di un altro grande scrittore della fantascienza statunitense, Frederik Pohl: la sintesi tra i due autori ha prodotto un romanzo appassionante che unisce la matematica con la geopolitica in un mix di spunti che indubbiamente colpiscono sia il lettore di fantascienza, sia quello più addentro alle "cose matematiche".
Il protagonista è Ranjit Subramanian, genio matematico dello Sri Lanka, la cui figura è evidentemente ricalcata su Srinivasa Ramanujan, il geniale matematico indiano. In effetti, se c'è una persona che ha mai incarnato il senso della parola "genio", questa è proprio Ramanujan, grazie alla sua quasi istintiva comprensione della matematica, anche a livelli più alti rispetto al semplice calcolo (basti pensare alle serie geometriche proposte per il calcolo del $\pi$).
Il romanzo di Clarke e Pohl, edito originariamente nel 2008 e giunto in Italia nel 2012 grazie a Urania, affronta anche un problema matematico tra i più spinosi: l'ultimo teorema di Fermat, da cui il titolo del libro.
Il teorema venne dimostrato nel 1994 da Andrew Wiles, cosa che gli valse il Premio Abel nel 2016, ma la sua dimostrazione ha sempre avuto un problema, almeno dal punto di vista della divulgazione matematica: è piuttosto complicata. Questo vuol dire che la dimostrazione che Pierre de Fermat millantava di avere ottenuto (e che non è stata ritrovata) o era errata o era molto avanti sui suoi tempi. Proprio la conoscenza di questi fatti ha evidentemente spinto Clarke a proporre per Subramanian proprio la ricerca di una dimostrazione più semplice dell'Ultimo teorema. Cosa che per altro, senza specificarla nei dettagli, riesce a scoprire. Il fatto curioso è che nel 2015 Ken Ono e Sarah Trebat-Leder scoprirono tra gli appunti di Ramanujan un lavoro sulle curve ellittiche che poteva essere collegato con la dimostrazione del famoso teorema di Fermat.
Ovviamente il romanzo non si limita solo a questo, ma racconta dei tentativi dell'umanità di raggiungere la pace sulla Terra: ciò, però, avviene solo grazie alla minaccia di un’arma satellitare, controllata dall'ONU. Questa, però, è per certi versi, una visione pessimistica da parte degli autori sulle possibilità che si possa raggiungere la pace senza un certo grado di coercizione politica.
Altro elemento interessante è il contatto con una razza aliena tecnologicamente avanzata, pacifica e che avrà conseguenze interessanti per la Terra e il protagonista del romanzo, che ovviamente invito tutti i lettori a recuperare in qualche banchetto al mercato.

venerdì 9 gennaio 2009

La poesia della fantascienza

Immagine di Spedizione di soccorso
Nonostante quello che molti critici hanno detto e scritto prima di me, Arthur C.Clarke è un poeta della fantascienza. Probabilmente per la mia formazione scientifica, ho apprezzato molto i racconti contenuti in Spedizione di soccorso, che mescolano piccoli trattati di divulgazione scientifica (in questo Clarke è abilissimo quanto altri suoi grandi e illustri colleghi come Asimov, che per inciso ho iniziato a leggere assiduamente proprio con i suoi saggi scientifici, o Bradbury, di cui consiglio l'ultima raccolta di saggi edita da Mondadori), a situazioni ora avventurose e ricche di tensione, ora ironiche nella loro conclusione. Ciò che però rende questi racconti poesia sta nelle vivide descrizioni dello spazio e dei pianeti, così fedelmente e intensamente reali, come se il lettore potesse essere lì, insieme agli esploratori: è il caso lampante de Gli anelli di Saturno, con la descrizione del pianeta e dei suoi anelli. Tutta la raccolta è però pervasa da uno spirito pionieristico di avventura ed esplorazione, iniziando sin dal racconto che da il titolo alla raccolta, Spedizione di soccorso, con un senso di ottimismo non solo nei confronti del genere umano, ma in generale dell'universo: l'uomo si fa piccolo di fronte ad esso e ai suoi misteri, Dio incluso come dimostrano La stella e l'incredibile I nove miliardi di nomi di Dio, ma non rinuncia allo spirito d'iniziativa, non rinuncia allo spazio immenso tra le stelle, anche se ciò potrebbe portarlo al sacrificio, come stava accadendo in Seguendo la cometa, forse uno dei racconti che meglio riassumono Clarke.
L'autore di fantascienza britannico, noto soprattutto per la sua collaborazione con Kubrik per 2001 - Odissea nello spazio (da cui Clarke ha poi tratto una trilogia) o per le fervide e scientificamente precise idee che lo hanno portato a collaborare con la NASA, è stato uno degli scrittori più completi e questa raccolta, ben lungi dall'essere esaustiva, anzi costringerà il lettore a cercare sempre più scritti di Clarke: è proprio quello che probabilmente farò nei prossimi mesi di questo 2009, anno dedicato all'astronomia.