sabato 8 maggio 2021

Il ritorno di Superman Classic

Come avevo scritto in occasione della recensione di Man of Steel, la miniserie di John Byrne che ha riscritto e riaggiornato le origini di Superman subito dopo la conclusione di Crisi sulle Terre Infinite, Dc Best Seller: Superman di John Byrne incomincia sin dal secondo numero a stampare le serie Superman e Action Comics dello stesso Byrne, cui dal terzo numero si affianca The Adventures of Superman di Marv Wolfman, lo scrittore di Crisis, e di un elegante Jerry Ordway. Quest'ultima serie, in effetti, prosegue la numerazione del Superman pre-Crisis, ed è proprio con l'iconica cover di Ordway che si apre il terzo numero dove, più che Byrne, a farla da padrone è proprio Adventures.
Wolfman, infatti, esordisce subito con una storia in due parti con una storia che costringe Superman ad affrontare un problema da sempre temuto negli Stati Uniti, ma che si è mostrato solo nel 2001: gli attacchi terroristici provenienti da paesi islamici. La visione di Wolfman del problema specifico è, però, molto americocentrica, fortemente influenzata dalla presenza, all'epoca, di un leader politico come Gheddafi, ritenuto il foraggiatore di molti dei terroristi degli anni Ottana del XX secolo. D'altra parte lo stesso stato terroristico fantastico del Qurac sembra fortemente ispirato proprio alla Libia e mostra l'atteggiamento acritico statunitense (e più in generale occidentale) relativamente alle proprie responsabilità nella creazione di ambienti fertili proprio per la propaganda terroristica.
Se questo dettaglio, con gli occhi del lettore di 34 anni più tardi, risalta con forza, mostrando anche uno spaccato della politica di quegli anni, l'altro elemento interessante della doppia storia è l'esordio del professor Emil Hamilton, personaggio che suo malgrado si ritrova dalla parte sbagliata. Hamilton è un inventore geniale. Esperto di campi magnetici, è riuscito a costruire un macchinario in grado di generare un campo di protezione che neanche Superman riesce a vincere. Hamilton cerca di venderlo al governo statunitense all'interno del progetto dello scudo spaziale, una delle idee di Ronald Reagan durante il suo mandato, ennesima trovata di genio all'interno della più vasta e (non troppo) silenziosa guerra fredda. Il progetto di Hamilton, però, viene respinto, perché ritenuto troppo pericoloso, e poi viene letteralmente rubato da Lex Luthor grazie a un cavillo giuridico. Wolfman sembra ispirarsi alla storia di un altro geniale inventore, statunitense di cittadinanza ma non di nascita: Nikola Tesla.
Tesla, infatti, non si vede riconosciuto il lavoro svolto per Thomas Edison, oltre a diventare, a quanto raccontano le teorie del complotto, inviso al governo federale. Alla fine Hamilton si comporta come un folle, ma risulta solo un disperato cui è stato sottratto tutto. Questa situazione lo porterà effettivamente alla follia, ma questa, come si suol dire, è un'altra storia. In questa storia, invece, a colpire è la capacità del professore di controllare i campi magnetici fino a ottenere la forma di "contenitori", "scudi", cosa che al momento può essere realizzata solo se il dispositivo è all'interno di ciò che deve essere protetto, e non all'esterno. E comunque non sarebbe in grado di proteggere contro missili o proiettili.
Ultima curiosità su Adventures #424-425 è l'esordio di Cat Grant in una scena divertente che mostra come Clark non sia completamente fissato su Lois Lane, risultando comunque influenzabile dal fascino femminile, come peraltro vedremo tra poco.
Nelle sue due storie, da Superman #2 e da Action Comics #585, Byrne approfondisce due aspetti della mitologia di Superman: il carattere di Lex Luthor e la vulnerabilità del supereroe alla magia.
Nel primo caso Byrne racconta come Luthor sia riuscito a scoprire, utilizzando un sofisticatissimo calcolatore elettronico, la vera identità di Superman. La cosa, però, gli sembra assolutamente incredibile, questo perché nella sua arroganza, ritiene che nessun uomo con il potere di Superman si fingerebbe un comune umano! Su Action Comics, invece, Byrne imbastisce un tem-up con lo Straniero Fantasma, un personaggio magico del DC Universe dalle origini ignote, in cui alla fine Superman è, in un certo senso, più una spalla che un protagonista, anche se questa situazione apparentemente impossibile da superare permette a Byrne di mostrare il carattere indomito di Clark Kent.
Ritroviamo lo Straniero Fantasma anche sul quarto numero di DC Best Seller: il personaggio è infatti coprotagonista di Legends, il crossover del 1987 di John Ostrander e Len Wein per i disegni proprio di Byrne.
Le tre storie legate a Legends e qui ristampate, una delle quali uscita su Adventures e dunque gestita da Wolfman e Ordway, sono ambientate su Apokolips, il pianeta infuocato di Darkseid. E' qui che viene trasportato dai raggi teletrasportanti sparati dagli occhi di Darkseid ed è qui che finisce per essere controllato da Darkseid che, per lo scopo, usa uno dei suoi accoliti, l'Adorabile Grace, una sorta di incanta uomini, che irretisce un Superman privo di memoria usando le armi più vecchie del mondo a disposizione delle donne. Tutto questo viene raccontato da Wolfman, mentre Byrne si occupa invece del ripristino dell'eroe, usando come vettore Orion e la scatola madre. Quest'ultima, uno degli oggetti dell'avanzatissima tecnologia dei Nuovi Dei, protagonisti insieme con Apokolips del Quarto Mondo di Jack Kirby, oltre a rimettere ordine nella mente di Supes, ne ricostruisce il costume, mostrando così di essere un avanzatissimo computer nanotecnologico. Sempre questa terza parte di Byrne ci fornisce un'altro interessante spunto: nella didascalia iniziale, infatti, viene detto al lettore che ciò che circonda Apokolips è al di là di spazio e tempo, suggerendo quindi che il mondo dei Nuovi Dei kirbiani si trovi in una sorta di universo parallelo, cosa in qualche modo confermata dalla didascalia successiva in cui lo si descrive come un luogo in cui le limitate regole dell'uomo vengono messe da parte. L'idea che il Quarto Mondo di Kirby non si trovi esattamente nell'universo usuale di Superman viene suggerita dal semplice principio di relatività secondo cui le leggi della fisica sono le stesse in qualunque angolo dell'universo.
Il quarto DC Best Seller si chiude con una storia che è un chiaro riferimento alla serie del 1954 Superman's Pal Jimmy Olsen: Byrne, infatti, recupera anche il rapporto amoroso di Jimmy con Lucy, la sorella di Lois. Questo spunto iniziale, che non è solo un gancio per i vecchi lettori, introduce a una storia di denuncia contro i drammi e i danni dovuti alla guerra del Vietnam e che ancora all'epoca erano ben presenti nella società statunitense.
E siamo così giunti alla fine: spero che la prossima volta riuscirò a scrivere di un solo numero: questa volta, per vari problemi, ho praticamente acquistato il #3 e il #4 a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro. Ad ogni buon conto Byrne dovrebbe proseguire ancora con i riferimenti kirbiani, uno degli autori preferiti del fumettista canadese. Quello che, però, vi posso anticipare è che i prossimi articoli fumettistici saranno dedicati al crossover Batman: Death Metal e a All Star Superman.

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