sabato 15 maggio 2021

I giorni di Evron

Poche idee, ma confuse.
Così inizia il riassunto del quarto volume di PK uscito nei cartonati di Topolino Fuoriserie. E sembra un perfetto riassunto della gestione del personaggio a opera di Roberto Gagnor nei primi tre volumi. Come avevo anche scritto nella recensione a quattro mani con Andrea Bramini relativa al primo volume, il problema di Gagnor non era tanto una carenza di buone idee, ma il modo in cui queste venivano presentate al lettore: gli albi venivano riempiti di spunti e di eventi che si susseguivano a un ritmo serrato, mentre i personaggi non venivano minimamente approfonditi. E l fatto che alla fine del terzo volume, dopo quasi 144 pagine, personaggi vecchi e nuovi spariscono oppure si dimenticano di Paperinik, e la cosa non disturba più di tanto, è significativo di quento seminato da Gagnor.
Esempio emblematico sono proprio i PK Corps, un'idea interessante introdotta da Gagnor e di cui Alessandro Sisti ne I giorni di Evron si sbarazza (ma fino a un certo punto, ho l'impressione) in poche vignette, mostrando al tempo stesso i guasti al tempo prodotti da Paperinik in Ur-evron e la spietatezza dell'impero evroniano, tornato in auge nel corso di uno sconvolgimento temporale cui è sfuggito il cronopirata più amato dai pkers: il Razziatore!
L'operazione di Sisti, infatti, risulta particolarmente intelligente: da amante dei racconti temporali, lo sceneggiatore accetta di buon grado lo sconvolgente finale lasciatogli da Gagnor e ci si butta a capofitto affrontandolo come una sfida, che per ora sta affrontando con il piglio giusto. Sisti, infatti, si diverte letteralmente a riscrivere i primi momenti dell'invasione evroniana sulla Terra, proponendo una serie di spunti interessanti per il lettore di vecchia data e ripescando vecchi personaggi della storica PKNA. Delle vecchie idee di Gagnor, Sisti si continua a portare dietro sia i galaxy gate, che risultano fondamentali in questa linea temporale sconvolta, sia la loro influenza sul carattere di Paperino.
Non ci aspettiamo certo che Evron vinca e nemmeno che venga mantenuto l'attuale status quo, ma è evidente anche un certo cambio di passo della serie: la densità narrativa, infatti, è molto maggiore rispetto agli albi sceneggiati da Gagnor. Lorenzo Pastrovicchio, che a mio modesto parere aveva realizzato disegni molto più efficaci per Il marchio di Moldrock o per L'orizzonte degli eventi, presenta infatti pagine ricche di vignette per lo più dalla costruzione classica, variando la griglia soltanto in alcuni momenti topici.
Nel complesso siamo su un albo di passaggio tra una gestione e l'altra, ma che già riprende gli elementi tipici della serie, con in più una migliore gestione del ritmo narrativo. E devo anche scriverlo sinceramente in chiusura: se Gagnor avesse portato a conclusione la sua storia, non avrei più continuato a leggere PK.

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