Stomachion

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giovedì 22 agosto 2024

Carrie, Thelma e la classificazione dei film

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Ero lì, che stavo vedendo Thelma, noir scandinavo del 2017 di Joachim Trier la cui trama ricalca in maniera quasi pedissequa quella di Carrie, romanzo di Stephen King. Ancora non l'ho letto, ma ho visto il film del 2013 di Kimberly Peirce e in effetti c'è una qual certa sovrapposizione tra le trame e i temi. Abbiamo in entrambi i casi due ragazze isolate, Carrie dai suoi compagni di scuola e Thelma da quelli dell'università. E abbiamo due famiglie profondamente religiose, entrambe in maniera in qualche modo disfunzionale, anche se in modi differenti. La madre di Carrie è, infatti, completamente pazza, mentre i genitori di Thelma sono religiosi al limite della superstizione. D'altra parte sembra che Thelma abbia dei poteri incontrollabili e pericolosi. Proprio come Carrie.
In effetti secondo alcune classificazioni Thelma è considerato un thriller soprannaturale, ma è anche classificato come Thriller psicologico o anche noir, e in effetti gli elementi più squisitamente noir della storia sono tali per cui si può concludere la visione del film ritenendo tutta la vicenda come per lo più svoltasi nella testa di Thelma e non, come nel caso di Carrie, come frutto di particolari poteri soprannaturali. Di fatto questo ha modificato il mio modo di fruire il film, Thelma nello specifico, vedendolo più come un noir in cui c'è un mistero da scoprire (nello specifico un ricordo rimosso nell'infanzia della protagonista) che come un horror soprannaturale. D'altra parte anche lo stile di narrazione si presta a mantenere questa ambiguità di fondo, con alcune scene che sembrano puntare su una lettura e altre sull'altra.
Al di là di queste considerazioni specifiche, però, la riflessione che mi è sorta è come spesso la classificazione che diamo ai film e ai prodotti di finzione che fruiamo diventa essa stessa parte della narrazione, perché influenza il nostro modo di fruire quel prodotto specifico. E in alcuni casi anche il parere che ci facciamo di quel film o romanzo, arrivando a disprezzare o a restare piacevolmente sorpresi a casua di classificazioni errate o ambigue.
Lo so, sono considerazioni abbastanza banali, ma concedetemelo: in fondo, d'estate, ci stanno anche queste!

lunedì 18 marzo 2024

L'uomo in fuga

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Alcuni (molti, in effetti...) anni fa avevo visto un film, di cui non ricordo il titolo ma che mi sembrava fosse francese, in cui un tizio accettava di diventare una specie di preda di una caccia all'uomo per le strade parigine trasmessa in televisione. Ovviamente se fosse riuscito a sopravvivere, avrebbe ottenuto una bella cifra di soldi.
La trama di questo ignoto film, che non mi sembra comparire nella corrispondente lista sulla Wiki, è in qualche modo una variazione sulla trama de La partita più pericolosa, racconto del 1924 di Richard Connell. Il protagonista, infatti, diventa suo malgrado la preda in una caccia all'uomo guidata da un folle ex generale russo.
Tra i molti adattamenti del racconto ci sono anche alcuni film di genere fantascientifico, stesso genere di un romanzo di Stephen King scritto sotto lo pseudonimo di Richard Bachman. Mi riferisco a L'uomo in fuga, pubblicato nel 1982, che mette insieme la trama del film da cui sono partito con una ambientazione distopica in cui la maggior parte della popolazione degli Stati Uniti è o sfruttata e sottopagata o completamente indottrinata dai programmi televisivi, come il reality show che da il titolo al romanzo. King, tramite la fuga di Bachman, strutturata come un unico conto alla rovescia iniziato da -100, in pratica descrive con incredibile lucidità uno sviluppo della società occidentale che nel complesso non sembra molto diversa da quella in cui ci troviamo oggi, immersa nei reality, e con un qual certo razzismo strisciante, non solo tra persone di colore diverso, ma anche di ceti sociali differenti, che mantiene le persone all'interno di compartimenti stagni che non si riesce ad attraversare.
E poi ci sono anche alcuni riferimenti a icone pop che King non poteva sapere che sarebbero durati ancora a lungo, come per esempio i Rolling Stones, ancora presenti in quel futuro per King piuttosto lontano, ma che alla fine è diventato il nostro presente. Inclusi i problemi di inquinamento dell'aria o la "difficoltà" delle aziende di farsi carico delle proprie responsabilità relativamente alla salute dei propri operai.

martedì 25 luglio 2023

La zona morta

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Nel mio percorso di recupero dei romanzi di Stephen King non poteva mancare La zona morta, avendo seguito in maniera anche abbastanza assidua le vicende dello John Smith televisivo, interpretato da Anthony Michael Hall nel corso di sei stagioni trasmesse in Italia tra il 2003 e il 2009. Se la memoria non mi inganna, ho anche visto il film del 1983, uscito cioé 4 anni dopo il romanzo, diretto da David Cronenberg, che dovrebbe essere più fedele al romanzo rispetto alla serie televisiva.
Quest'ultima ripropone i personaggi principali del romanzo, ovvero lo stesso John Smith, quindi Sarah Bracknell, che era fidanzata di Johnny prima dell'incidente che lo portò in coma per alcuni anni, suo marito Walt Bannerman, sceriffo nella serie televisiva, avvocato e politico nel romanzo, e Bruce Lewis, il suo terapista. Inoltre anche i nomi dei personaggi subiscono qualche variazione.
E poi c'è Greg Stillson, il politico in ascesa che, secondo le visioni di John Smith, avrebbe portato alla rovina gli Stati Uniti e con essi il mondo intero.
Johnny, infatti, dopo essersi svegliato dal coma, scopre di essere in grado di prevedere eventi del futuro, per lo più luttuosi, che però cerca di usare, per quanto con una certa riluttanza, per aiutare le persone. In realtà, come ci racconta King nel prologo, questo potere non viene dall'incidente e dal coma, ma risale all'infanzia di Johnny, ma il nostro non lo ricorda e, quindi, lo riscopre in età adulta e solo la serie televisiva lo associa in maniera esplicita con l'incidente.
L'aspetto più interessante del libro, a parte la tematica, è però nella caratterizzazione di Stillson, che anticipa di diversi decenni un approccio alla politica molto simile a quello di Trump o di Salvini, e che oggi classifichiamo come populismo. Inoltre la facciata da uomo qualunque e persona perbene nasconde un politico arrivista disposto a tutto pur di salvare se stesso e preservare la sua carriera politica e la sua scalata al potere.
In definitiva ancora una volta un romanzo che nasconde qualcosa di più della storia di un veggente che cerca solo di tornare alla sua vita precedente di insegnante.

mercoledì 12 gennaio 2022

Gatti fuorilegge

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I gatti erano i gangster del mondo animale, vivevano come fuorilegge e spesso come tali morivano. Molti di loro non invecchiavano accanto al fuoco.
da Pet Sematary di Stephen King

martedì 14 dicembre 2021

Il cimitero degli animali

Pubblicato nel settembre del 1902, La zampa di scimmia è un racconto di genere zombie di William Wymark Jacobs. E' incentrato su un amuleto, la zampa di scimmia del titolo, in grado di esaudire tre desideri al suo possessore. L'amuleto finisce in mano ai coniugi White, che come primo esiderio chiedono 200 sterline. Il problema è che l'amuleto esaudisce il desiderio nel modo peggiore: il loro unico figlio muore in un incidente sul lavoro e i White vengono risarciti proprio con 200 sterline.
A quel punto, vinti dal dolore, esprimono un secondo desiderio: che il loro unico figlio torni in vita.
"C'ho pensato solo ora", disse istericamente. "Perché non c'ho pensato prima?" Perché non ci hai pensato prima?"
"Pensato a cosa?" chiese egli.
"Agli altri due desideri" replicò subito ella. "Ne abbiamo espresso solo uno."
"E non era abbastanza?" domandò ferocemente.
"No", gridò lei, trionfante; "ne useremo un'altro. Vai giù e fallo subito, desidera che il nostro ragazzo viva di nuovo."(1)
E ancora una volta il desiderio viene esaudito in un modo imprevedibile e non gradito: il ragazzo, infatti, torna come uno zombie. Così, in una scena finale dalla tensione crescente, il marito esprime freneticamente il terzo desiderio, che annulla il secondo e impedisce alla moglie di incontrare il mostro che sta bussando alla loro porta.
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La citazione poco sopra apre la terza parte di Per Sematary di Stephen King. Lo stesso scrittore ha confermato l'influenza del racconto e la sua intenzione di portare quella storia alle estreme conseguenze. Il romanzo di King, infatti, non solo è suddiviso in tre parti, ma sembra avere anche una struttura a tre desideri, per così dire, visto che Louis Creed prima resuscita il gatto della figlia, Ellie, quindi il figlio Gage e infine la moglie Rachel, il tutto trascinato in un delirio e una follia crescenti che portano all'ennesima potenza lo stesso delirio della signora White nel racconto di Jacobs.
In questo caso, a differenza del racconto, non c'è nulla che riesce a far ragionare il genitore folle, che anzi si autoconvince di aver ogni volta commesso un errore che con la successiva sepoltura non commetterà. Interessante, poi, come Jud Crandall, vicino dei Creed e colui che rivelerà il segreto del cimitero degli indiani Micmac, racconta a Louis una storia simile a quella dei coniugi White, finita altrettanto male, ma spintasi comunque un po' più in là che ne La zampa di scimmia.
Il punto centrale del romanzo, però, è l'esplorazione del rapporto degli esseri umani con la morte. King scava in questo tema sin dai primi capitoli, in particolare quando presenta ai Creed il cimitero degli animali, dove i bambini del circondario vanno a seppellire i loro animali morti. Questa visita genera una serie di domande "scomode" da parte di Ellie al padre, un medico, e porta i coniugi Creed al litigio a causa del passato di Rachel, che ha assistito, sentendosi colpevole, alla morte della giovane sorella Zelda.
King, quindi, propone al lettore dei personaggi in qualche modo predisposti alle malizie del terreno maledetto che si trova poco oltre il cimitero degli animali, e conduce il lettore attraverso la distruzione della mente forse più razionale tra quelle dei personaggi presenti nel romanzo. Louis, vero protagonista della storia, viene costruito e poi distrutto un pezzo alla volta fino alla folle scena finale, in cui tutto si conclude con una semplice parola, che però perde qualunque senso rassicurante che, in un contesto normale, si porterebbe dietro.
Il problema, però, è proprio quello che da questo punto in poi hanno costruito le due trasposizioni cinematografiche di Pet Sematary.

venerdì 29 ottobre 2021

Le grandi domande della vita: Domande da paura

Ho pensato bene, vista la vicinanza con Halloween, ricorrenza che, almeno in questi termini, abbiamo importato dagli Stati Uniti, di realizzare una versione "da paura" de Le grandi domande della vita.
Pesante come un corpo morto
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Un po' ispirato dall'atmosfera di fine ottobre, un po' perché mi seccava tornare dalla libreria senza un suo romanzo (ero alla ricerca del libro su cui era stata pubblicata La nebbia) ho acquistato quello che è il mio terzo romanzo di Stephen King, Pet sematary. Non scendo oltre nel dettaglio, anche perché ve li lascio a quando pubblicherò la recensione, ma vi basti sapere che, a un certo punto, il gatto della famiglia protagonista del libro muore. Il capo famiglia, il medico Loius Creed, in quel periodo solo a casa per qualche giorno, recupera il corpo dal prato per metterlo in un sacco dell'immondizia. Ed ecco l'osservazione che ha generato questa prima parte dell'articolo:
Il gatto sembrava pesante, come se la morte vi si fosse installata dentro come un peso materiale.

giovedì 28 ottobre 2021

La nebbia

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Altro classico di John Carpenter, La nebbia è un horror soprannaturale del 1980. Racconta la storia della cittadina costiera di Antonio Bay, che si appresta a festeggiare i 100 anni dalla sua fondazione. Il problema è che, dal mare, si sta avvicinando verso la città una nebbia letale, che si alza a mezzanotte: tutti coloro che hanno la sventura di incappare nelle misteriose creature che popolano la nebbia vengono barbaramente trucidati.
Carpenter, dimostrando una sapiente conoscenza del genere, lega la nebbia a una sanguinosa leggenda che sarebbe alla base della fondazione della città. Molto ben raccontati i personaggi, in un racconto decisamente corale. Su tutti spicca, per antipatia, è il piccolo Andy, interpretato da Ty Mitchell, figlio della padrona della stazione radio locale, Stevie Wayne, interpretata da Adrienne Barbeau. Sua, poi, è una delle prestazioni più ansiogene del film, quando Stevie si rende conto che il figlio è in pericolo e inizia a chiedere alla radio un aiuto da parte di chi si trova in città.

mercoledì 13 novembre 2019

Shining: alle radici della follia

E domenica mia sorella dice: "Ce lo vediamo Shining?" E così ecco una tranquilla domenica pomeriggio nel cuore della paura!
La luccicanza
La storia è semplice: Jack Torrance, interpretato da Jack Nicholson, che cinque anni prima aveva interpretato Qualcuno volò sul nido del cuculo, è uno scrittore scalcinato al momento disoccupato che accetta di fare il custode di un hotel di montagna durante la stagione delle nevi, durante il quale l'hotel resta chiuso a causa dell'inagibilità delle strade. Jack, che ha un passato da alcolista, va all'Overlook Hotel insieme con la moglie Wendy e il figlio Danny. Quest'ultimo è in possesso della luccicanza, un potere paranormale che il bambino identifica con una voce nella sua testa, che lo mette in guardia dall'hotel, facendogli avere visioni di morte e fantasmi nei corridoi dell'albergo. Giunti all'Overlook, dopo che il resto del personale è andato via, questi fantasmi compaiono a Jack, portandolo sempre più velocemente sull'orlo di una crisi di follia omicida, molto simile a quella che colpì Delbert Grady, custode dell'hotel dieci anni prima.
La pellicola, una delle migliori in assoluto, oltre a essere stata valutata come il secondo miglior film horror di tutti i tempi dopo L'esorcista, è tratta dall'omonimo romanzo di Stephen King e mostra tutta la maestria e l'attenzione ai dettagli di Stanley Kubrick, uno dei registi più eclettici della storia del cinema.

lunedì 21 maggio 2018

Sotto la cupola

Finché ci sarà la Cupola, credo che legale sarà tutto quello che decideremo noi che debba esserlo.
È in questa frase del capo della polizia di Chester Mills, Peter Randolph, il senso di The dome di Stephen King. Al di là di qualunque considerazione sugli elementi fantascientifici, mistici, orrorifici o di qualunque altro genere presenti nel romanzo, il nodo centrale che King sviluppa con una prosa dettagliata, ma sempre ironica, è quello delle libertà individuali e di come qualunque stato di crisi costituisca un'ottima scusa per limitarle o sospenderle. Indipendentemente da una reale necessità.
In questo senso il personaggio che spicca su tutti è indubbiamente Jim Rennie, secondo consigliere di Chester Mills, ma vera mente dietro le decisioni del municipio. Rennie è un trafficone che giustifica le proprie azioni un po' con il bene comune, un po' con il diritto divino, ma che nei fatti portano a un maggiore controllo da parte sua sulla popolazione e una serie di cospicui introiti nelle sue tasche, molti di questi di provenienza illegale o quasi. L’arrivo della cupola non fa altro che enfatizzare il suo controllo su Chester Mills, aumentandone la brama di potere e la follia latente. Follia che, invece, è particolarmente manifesta nel figlio di Rennie e che creerà non poche situazioni inquietanti nel corso della narrazione.
Nel complesso è un romanzo corale, di lettura veloce e dinamica nonostante l'ampia foliazione, dove King pone al lettore una serie di interrogativi, di chiara matrice libertaria, sul potere politico e religioso. Viene anche citato Brian Vaughan, che successivamente avrebbe lavorato alla serie televisiva tratta dal romanzo. Serie che risulta, sotto certi aspetti, edulcorata, soprattutto nei personaggi “negativi” rispetto al romanzo, ovviamente per tenere conto dei gusti del pubblico e di una serialità che nel romanzo è evidentemente assente.
Traduzione Tullio Dobner