Stomachion

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lunedì 1 dicembre 2025

AIDS Day: Un recap

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Un po' influenzato ancora dal post-Cartoomics 2025, un po' dalle cose di EduINAF, ma anche da altri impegni offline, preferisco rimandare la recensione di Topolino per scrivere anche solo un breve post dediato all'AIDS day.
La giornata mondiale contro l'AIDS, come ricorda it.wiki,
è dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV.
Ogni edizione ha un tema differente, e quello di quest'anno è Overcoming disruption, transforming the AIDS response. Il tema, come ricorda UNAIDS, è legato ai tagli che sono avvenuti nel corso del 2025 alle ricerche nel campo della lotta contro l'AIDS, che rischiano di vanificare decenni di progressi.
La situazione non è per nulla rosea:
I servizi di prevenzione dell'HIV sono gravemente compromessi. I servizi gestiti dalle comunità, fondamentali per raggiungere le popolazioni emarginate, stanno perdendo priorità, mentre l'aumento delle leggi punitive che criminalizzano le relazioni omosessuali, l'identità di genere e l'uso di droghe sta amplificando la crisi, rendendo inaccessibili i servizi per l'HIV.
L'obiettivo è quello di porre fine all'AIDS entro il 2030, cosa che UNAIDS considera possibile a patto di portare avanti uno sforzo globale.
Qui sotto, infine, vi lascio un boxino con gli articoli che negli anni ho scritto qui e sul Cappellaio in occasione dell'AIDS day.

domenica 1 dicembre 2024

AIDS Day: Un grafico per vedere come sta andando

Sarà perché negli anni passati ne ho scritto a singhiozzo, ma quest'anno ho pensato di scrivere un doppio post per l'AIDS Day. In un certo senso la necessità nasce dalle sempre maggiori news legate al sesso non protetto che sta tornando a diffondersi tra le giovani generazioni. Mentre sul Cappellaio Matto uscirà in serata un articolo all'interno de La scienza con i supereroi, qui ho pensato di pubblicare un grafico sull'andamento della pandemia (è ancora oggi considerata una pandemia): Il grafico raccoglie i dati tra il 1990 e il 2019 e, per mettere in evidenza gli andamenti e poterli confrontare, divide per 10 i dati relativi alle persone che vivono senza problemi con l'HIV. Infatti dopo il picco di contagi nel 1997 e il picco di decessi tra 2004 e 2005 stanno diminuendo sempre più velocemente, in particolare quelli dei nuovi contagi, il che suggerisce che le politiche di prevenzione stanno funzionando sempre di più. Il lavoro da fare è, comunque, ancora tanto, non solo per la ricerca di un vaccino, che sembra ancora lontana dalla conclusione, ma anche se consideriamo il dato relativo alle cause dei decessi: nel mondo l'HIV/AIDS causa il 5.1% delle morti (dati presi da Wolfram Alpha). La cosa che mi ha stupito di più è vedere l'Italia con un tasso sostanzialmente irrisorio, lo 0.15%, in parte spiegabile con l'alta età media della popolazione italiana: evidentemente nonostante la forte presenza della chiesa cattolica, da sempre contraria all'uso dei preservativi, quesi sono ampiamente utilizzati sul nostro territorio. Certo: i nuovi contagi sono comunque dell'ordine delle migliaia, ma possiamo comunque considerarla una buona notizia!

P.S.: In effetti avevo preso in considerazione di pubblicare un grafico aggiornato, ma sono riuscito a realizzarne uno in scala logaritmica che non aggiunge nulla al grafico che alla fine vi ho proposto, ma che a differenza di questo non mette così bene in evidenza l'andamento delle tre curve.

mercoledì 1 dicembre 2021

Madonna e il fumetto sull'AIDS

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Dopo aver scritto un articolo al riguardo, l'interesse verso l'uso dei fumetti nella sensibilizzazione del problema dell'AIDS e più in generale verso il racconto di questa malattia non è mai scemato. Dopo alcuni anni che ne scrissi sul Cappellaio Matto, torno qui su DropSea con una curiosità sulla cantante Madonna, che in occasione del concerto tenuto al Madison Square Garden di New York del 13 luglio del 1987 distribuì tra i suoi fan un opuscolo contenente un fumetto di Malcolm Ater, fondatore della Commercial Comics Company e considerato il padre dei fumetti politici.
Il fumetto in questione potete leggerlo su Flashbak oppure scaricare una sua versione in pdf.

sabato 1 dicembre 2012

L'immuno-dinamica dell'HIV

Mentre lo scorso anno mi sono dedicato al rapporto tra i fumetti e l'AIDS, in particolare alla sua prevenzione, quest'anno sono andato ad approfondire il rapporto con la matematica, che va evidentemente oltre la geometria dell'HIV che si basa sull'icosaedro. Lo descrive molto bene, questo rapporto, Denise Kirschner in Using Mathematics to Understand HIV Immune Dynamics:
Sin dai primi anni Ottanta c'è stato uno sforzo tremendo fatto nella modellazione matematica del virus umano dell'immunodeficienza (human immunodeficiency virus, l'HIV) il virus che causa l'AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome). Gli approcci in questo sforzo sono stati duplici: si possono separare nella epidemiologia dell'AIDS come malattia e nell'immunologia dell'HIV come patogeno (una sostanza estranea dannosa per l'organismo).
Come evidente, l'articolo che la Kirschner scrive per Notices si concentra sull'immunologia dell'HIV:
Il nostro obiettivo è allora una migliore comprensione dell'interazione dell'HIV e del sistema immunitario umano con lo scopo di testare strategie di trattamento.
Il funzionamento del sistema immunitario viene schematizzato in questo modo:

giovedì 1 dicembre 2011

AIDS Day: i fumetti come educazione alla prevenzione

Lungo articolo realizzato per l'AIDS Day. La delicatezza dell'argomento trattato e l'uso di alcune immagini, che potrebbero offendere la sensibilità di qualche lettore, suggeriscono la lettura ai soli adulti, o comunque accompagnati da persone con la testa sulle spalle!
I fumetti, con il crescere del loro successo, forse anche per dimostrare che Fredric Wertham, lo psicologo autore di Seduction of the innocent, aveva semplicemente torto, divennero non solo un sistema di intrattenimento e di diffusione di valori positivi, ma anche un modo per affrontare i problemi della vita reale. Uno dei problemi sicuramente tra i più spinosi è quello della dipendenza dalla droga. Se da una parte addirittura un eroe è dipendente da una medicina per ottenere i propri superpoteri (Hourman che ottiene, grazie alla pillola miracolo ottiene, giusto per un'ora, alcuni straordinari superpoteri), dall'altra sono molti gli eroi che affrontano il problema.
Tra i primi ci sono sicuramente Lanterna Verde e Freccia Verde. Al tempo dei fatti dietro le due maschere c'erano Hal Jordan e Oliver Queen che grazie agli autori Dennis O'Neil e Neil Adams intrapresero un giro per gli Stati Uniti, una versione supereroica del classico romanzo di genere on the road. Ritornati dal loro giro trovarono il figlioccio di Oliver, Roy Harper, destinato a diventare Speedy e poi Arsenale e infine Freccia Rossa, dipendente dalla droga, come testimonia questa splendida copertina di Adams(1):
Roy, nei panni di Speedy, sarebbe poi stato protagonista della copertina del primo numero di una miniserie in tre uscite realizzata all'interno di una campagna contro la droga. Lo speciale, realizzato dagli autori della serie regolare New Teen Titans, Marv Wolfman e George Perez, vede Roy nella copertina del primo numero(2) portare in braccio un ragazzo morto per overdose:
Tra gli altri eroi da citare per la loro esplicita lotta contro la droga ci sono sicuramente Capitan America(2)
e l'Uomo ragno(2)
Una battaglia collegata anche (ma non solo) con la droga è sicuramente quella contro l'AIDS, cui mi sono molto velocemente interessato lo scorso anno quanto scrissi una breve news su un concorso fumettistico sulla lotta e prevenzione dell'AIDS. In quell'occasione scovai un articolo, AIDS Educational Comics(3), scritto da Leonard Rifas, cartoonist impegnato nell'uso educativo dei fumetti e per questo scopo ha dato vita al progetto Edu Comics. L'articolo, datato 1993, iniziava così
Il fumetto è un'industria, una sot­to­cul­tura, un campo. Il fumetto edu­ca­tivo non è nulla di tutto que­sto. E' fles­si­bile, è arte popo­lare che è costan­te­mente rein­ven­tata da diverse per­sone che lavo­rano in iso­la­mento le une dalle altre. Come car­too­nist edu­ca­tivo, sono stato al cor­rente per anni di que­sta man­canza di comu­ni­ca­zione. Randy Scott della Michi­gan, il più impor­tante biblio­te­ca­rio di fumetti, mi ha inviato una lista di fumetti sull'AIDS che sono inclusi nell'Edu­ca­tio­nal Mate­rials Data­base del Natio­nal AIDS Infor­ma­tion Clea­rin­ghouse. Ero stu­pito. A giu­gno del 1990 la loro lista inclu­deva 46 titoli da quasi tre doz­zine di fonti. Dopo anni di ricer­che, avevo sco­vato solo 15 di que­sti titoli.(3)
A completare la rassegna che ha realizzato Rifas a partire dal database del NAIC c'è un articolo di Matthew McAllister, dove tornano anche i fumetti dei supereroi, su tutti quelli della Marvel con X-Men, Alpha Flight e DP-7, mentre in casa DC Comics si ritorna, guarda un po' il caso, su Green Arrow, a quel tempo in mano a Mike Grell (se non ricordo male) che riprese le tematiche e le atmosfere del duo O'Neal-Adams.
I fumetti di larga produzione e distribuzione sono stati creati con già le caratteristiche per rappresentare l'AIDS e per la loro stessa esistenza meritano considerazione come parte della diversità nei discorsi sull'AIDS. Inoltre precedenti ricerche centrate sui fumetti hanno notato due caratteristiche che rendono questo medium particolarmente opportuno per coloro che sono interessati allo studio del ruolo dei mass media nella crisi dell'AIDS. La prima caratteristica è l'us dei fumetti come strumento educativo, la seconda è la presenza di commenti e critiche sociali presenti nei fumetti.(4)
Riguardo la loro utilità, poi, è interessante dare un'occhiata alla rassegna di Jane Bertrand et al.(5), dove gli autori hanno classificato, tra gli altri studi, proprio uno sull'uso dei fumetti per la sensibilizzazione sull'AIDS, distribuiti tra gli studenti delle scuole superiori del Gabon(6) (età media 19 anni), introdotti in classe da medici che fornivano alcune spiegazioni preliminari.