Lungo articolo realizzato per l'AIDS Day. La delicatezza dell'argomento trattato e l'uso di alcune immagini, che potrebbero offendere la sensibilità di qualche lettore, suggeriscono la lettura ai soli adulti, o comunque accompagnati da persone con la testa sulle spalle!
I fumetti, con il crescere del loro successo, forse anche per dimostrare che Fredric Wertham, lo psicologo autore di
Seduction of the innocent, aveva semplicemente torto, divennero non solo un sistema di intrattenimento e di diffusione di valori positivi, ma anche un modo per affrontare i problemi della vita reale. Uno dei problemi sicuramente tra i più spinosi è quello della dipendenza dalla droga. Se da una parte addirittura un eroe è dipendente da una medicina per ottenere i propri superpoteri (
Hourman che ottiene, grazie alla
pillola miracolo ottiene, giusto per un'ora, alcuni straordinari superpoteri), dall'altra sono molti gli eroi che affrontano il problema.
Tra i primi ci sono sicuramente
Lanterna Verde e
Freccia Verde. Al tempo dei fatti dietro le due maschere c'erano
Hal Jordan e
Oliver Queen che grazie agli autori
Dennis O'Neil e
Neil Adams intrapresero un giro per gli Stati Uniti, una versione supereroica del classico romanzo di genere
on the road. Ritornati dal loro giro trovarono il figlioccio di Oliver,
Roy Harper, destinato a diventare
Speedy e poi
Arsenale e infine
Freccia Rossa, dipendente dalla droga, come testimonia questa splendida copertina di Adams
(1):
Roy, nei panni di Speedy, sarebbe poi stato protagonista della copertina del primo numero di una miniserie in tre uscite realizzata all'interno di una campagna contro la droga. Lo speciale, realizzato dagli autori della serie regolare
New Teen Titans,
Marv Wolfman e
George Perez, vede Roy nella copertina del primo numero
(2) portare in braccio un ragazzo morto per overdose:
Tra gli altri eroi da citare per la loro esplicita lotta contro la droga ci sono sicuramente
Capitan America(2)
e l'
Uomo ragno(2)
Una battaglia collegata anche (ma non solo) con la droga è sicuramente quella contro l'AIDS, cui mi sono molto velocemente interessato lo scorso anno quanto scrissi una
breve news su un concorso fumettistico sulla lotta e prevenzione dell'AIDS. In quell'occasione scovai un articolo,
AIDS Educational Comics(3), scritto da
Leonard Rifas,
cartoonist impegnato nell'uso educativo dei fumetti e per questo scopo ha dato vita al progetto
Edu Comics. L'articolo, datato 1993, iniziava così
Il fumetto è un'industria, una sottocultura, un campo. Il fumetto educativo non è nulla di tutto questo. E' flessibile, è arte popolare che è costantemente reinventata da diverse persone che lavorano in isolamento le une dalle altre. Come cartoonist educativo, sono stato al corrente per anni di questa mancanza di comunicazione. Randy Scott della Michigan, il più importante bibliotecario di fumetti, mi ha inviato una lista di fumetti sull'AIDS che sono inclusi nell'Educational Materials Database del National AIDS Information Clearinghouse. Ero stupito. A giugno del 1990 la loro lista includeva 46 titoli da quasi tre dozzine di fonti. Dopo anni di ricerche, avevo scovato solo 15 di questi titoli.(3)
A completare la rassegna che ha realizzato Rifas a partire dal database del NAIC c'è un articolo di
Matthew McAllister, dove tornano anche i fumetti dei supereroi, su tutti quelli della Marvel con
X-Men,
Alpha Flight e
DP-7, mentre in casa DC Comics si ritorna, guarda un po' il caso, su
Green Arrow, a quel tempo in mano a
Mike Grell (se non ricordo male) che riprese le tematiche e le atmosfere del duo O'Neal-Adams.
I fumetti di larga produzione e distribuzione sono stati creati con già le caratteristiche per rappresentare l'AIDS e per la loro stessa esistenza meritano considerazione come parte della diversità nei discorsi sull'AIDS. Inoltre precedenti ricerche centrate sui fumetti hanno notato due caratteristiche che rendono questo medium particolarmente opportuno per coloro che sono interessati allo studio del ruolo dei mass media nella crisi dell'AIDS. La prima caratteristica è l'us dei fumetti come strumento educativo, la seconda è la presenza di commenti e critiche sociali presenti nei fumetti.(4)
Riguardo la loro utilità, poi, è interessante dare un'occhiata alla rassegna di
Jane Bertrand et al.(5), dove gli autori hanno classificato, tra gli altri studi, proprio uno sull'uso dei fumetti per la sensibilizzazione sull'AIDS, distribuiti tra gli studenti delle scuole superiori del
Gabon(6) (età media 19 anni), introdotti in classe da medici che fornivano alcune spiegazioni preliminari.