Ferdinando Brusotti è stato un fisico e un inventore italiano che ha decisamente precorso i tempi, ma con scarsa fortuna, nonostante la fama internazionale raggiunta.
Si occpuò di teoria cinetica della materia e di elettrostatica, e sono soprattutto due applicazioni in questo campo a interessarci. La prima è la costruzione di un'apparecchiatura telefonica con cui condusse una serie di esperimenti tra Pavia e Lomello usando la locale linea telegrafica. Il progetto era indubbiamente di un certo valore, visto che il brevetto di Antonio Meucci era del 1871, mentre quello di Alexander Bell ed Elisha Gray era del 1876. E' interessante notare che solo nel 1877 negli USA si riuscì a realizzare una comunicazione a grande distanza, all'incirca 22 chilometri, mentre la linea tra Pavia e Lomello era lunga ben 36.5 chilometri!
L'invenzione che, però, lo rese famoso e che, con più oculatezza, probailmente anche ricco era... la lampadina!
Oggi sappiamo che la lampadina a incandescenza è un'invenzione di Thomas Alva Edison. L'inventore statunitense non rubò l'idea a Brusotti (d'altra parte il fisico italiano non lavorava con Edison, come Nikola Tesla), ma quella della lampadina era un'idea che si trovava nell'aria già da diverso tempo. Risale, infatti, al 1815 la lampada di Davy, inventata da Humphry Davy, il primo dispositivo a generare luce a partire da energia elettrica.