Stomachion

sabato 14 novembre 2020

Pachiderma: un intreccio cosmico

La storia di aama parte da un soggetto abbastanza lineare, una spedizione scientifica su un esopianeta, per poi virare verso una surreale visione cyberpunk. Con Pachiderma, invece, Frederik Peeters parte quasi sin da subito con le assurdità.
Siamo in Svizzera, paese natale del fumettista, nel 1951, in piena seconda guerra mondiale. La protagonista, Carice Sorrell, sta cercando di raggiungere l'ospedale dove è ricoverato il marito Pierre a causa di un incidente. E' bloccata nel traffico, causato da un pachiderma steso sulla strada. Già questo indizio pone sul chi va là il lettore su una narrazione certo veloce, ma anche surreale, che si fonda sulle visioni della protagonista di un figlio mai nato o della sua versione futura più anziana. Non sono le uniche e si mescolano con la ricerca di Carice del marito all'interno di un ospedale labirintico, intrecciandosi con le vicende del secondo protagonista di Pachiderma, il dottor Barrymore. Rispettato chirurgo, è anche un affascinante donnaiolo, con un'anima filosofica, come rivela la quadrupla all'interno della scena in cui i due protagonisti finalmente incrociano le loro strade.
Gli intrecci, gli ammiccamenti, il vero e l'immaginato che si mescolano, la spy story che sembra l'intreccio principale, ma che si rivela solo la base su cui sviluppare il tutto, e di fondo quel titolo, spiegato apparentemente solo dall'incidente all'inizio del volume e dal ciondolo della signora Sorrell, ma che in effetti ci restituisce una chiave di lettura più profonda e filosofica.

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