Victory awaits him who has everything in order - luck, people call it. Defeat is certain for him who has neglected to take the necessary precautions in time; this is called bad luck.
(Roald Amundsen)
Il
14 dicembre del 1911 la spedizione guidata da
Roald Amundsen, esploratore norvegese, raggiunse il Polo Sud anticipando di 35 giorni, in una appassionantesfidatra i ghiacci, la spedizione concorrente guidata da
Robert Scott. Insieme con Amundsen facevano parte di quella spedizione anche
Olav Bjaaland,
Helmer Hanssen,
Sverre Hassel e
Oscar Wisting e di quell'impresa e di quella sfida ricorrono proprio quest'anno i 100 anni, celebrati con varie mostre (anche in
Italia).
Roald Engelbregt Gravning Amundsen nasce il
16 luglio del 1872 a
Borge, vicino
Oslo, e fino al compimento del 21.mo anno di età, quando la madre morì, cercò di mantenere la promessa fattale di tenersi lontano dal mare e dall'industria marittima di famiglia, al momento tenuta dal padre
Jens, per indirizzarsi verso gli studi di medicina. Sentitosi sciolto dalla promessa con la morte della madre, Roald seguì il richiamo del mare, quasi come un tipico personaggio
lovecraftiano, ispirato però da
Fridtjof Nansen e dalla sua spedizione in
Groenlandia.
Le quattro spedizioni principali per cui viene oggi ricordato sono: la prima spedizione in Antartide, guidata da
Adrien de Gerlache, dove conobbe il medico statunitense
Frederick Cook, che salvò la vitaa tutto l'equipaggio, bloccato in quelle lande ghiacciate dove la nave, la
Belgica, si era trovata molto probabilmente per caso.
L'equipaggio della prima spedizione di Amundsen
Dopo una sorta di esplorazione casuale, però, Amundsen portò a termine la sua prima impresa di successo, l'apertura del
Passaggio a nord-ovest, impresa compiuta tra il 1903 e il 1906. Lasciò Oslo a bordo della
Gjøa ed ebbe una certa importanza non solo sotto l'aspetto esplorativo. Il Passaggio a nord-ovest, infatti, fu una sfida per gli esploratori europei a partire dalla fine del XV secolo, e la spinta per aprirlo era ovviamente di carattere commerciale. I tentativi precedenti furono condotti da gente del calibro di Francisco de Ulloa, John Davis, Henry Hudson, John Franklin. Quest'ultimo, in particolare, organizzò una spedizione molto ben equipaggiata che però perì per cause non meglio chiarite prima di raggiungere il proprio obiettivo. Probabilmente fu proprio per arrivarelà dove Franklin non riuscì che Amundsen decise di accettare una sfida che altri avevano già combattuto e perso. E durante l'esplorazione, il gruppo raccolse molti dati scientificamente rilevanti sul magnetismo terrestre e sull'esatta posizione del Polo, aggiungendo a questo anche delle preziose informazioni sui costumi e sulla sopravvivenza della popolazione locale dei
Netsilik. Forse questi contatti furono preziosi per il successo finale della spedizione, ma certo sono da ritenersi un importante esempio positivo di cooperazione e di scambio tra culture differenti che troppo spesso nei tempi moderni dimentichiamo.
Il grande successo di Amundsen, però, fu, come ricordato all'inizio, la
conquista del Polo Sud in una spedizione partita nel 1910 a bordo della
Fram, nave già usata da Nansen, un po' in sordina. Il norvegese, infatti, probabilmente scottato dal non essere riuscito ad arrivareper primo al Polo Nord, decise di non rivelare subito il suo vero obiettivo, lasciando che a farlo, il 2 ottobre, fosse il fratello Leon. Lo stesso equipaggio non venne informato immediatamente, ma solo una volta giunti a Madera, dove, constatato che tutti i suoi uomini erano disposti a seguirlo fino in Antartide, inviò un telegramma al suo principale contentende nella corsa all'Antartide, Scott:
Beg to inform you Fram proceedeing Antarctic
All'inizio del 1911 il gruppo di Amundsen approda alla baia delle Balene, ispirandosi al precedente tentativo di
Ernest Shackleton, che avrebbe così costituito una sortadi guida per la prima parte del viaggio e rivelandosi alla fine un importante vantaggio rispetto alla sceltadi Scott di partire da capo Evans. Fu così che iniziarono i preparativi per il tentativo di conquista.
In effetti di vere e proprie spedizioni su terreno antartico Amundsen ne dovette realizzare 2, la prima partita l'8 settembre, naufragata però a causa di un improvviso abbassamento delle temperature. Grazie all'esperienza degli esploratori, tutti riuscirono a salvarsi dalle rigide condizioni meteorologiche. Questaprima spedizione, però, porta alla luce alcuni dissapori:
Prestrud e
Hanssen, infatti, accusano dei principi di congelamento ai talloni, e così si programma velocemente il rientro. Nelle avverse condizioni di quel periodo (una tempesta di neve),
Johansen è costretto a trasportare Prestrud fino al rifugio di
Framheim, dove accuserà Amundsen di aver sconsideratamente lasciato al suo destino il giovane. A quel punto Amundsen decide di modificare il gruppo che avrebbe portato a termine la conquista del Polo, escludendo sia Prestrud sia Hanssen dalla spedizione principale. A loro e a
Stubberud assegnò il compito di esplorare la penisola di Edward VII: questo compito minore, unito con il fatto di aver assegnato la guida di questa spedizione al giovane Prestrud, spinse Hanssen al suicidio, una volta rientrato in patria.
Il gruppo principale, invece, partì il 19 ottobre forte di 4 slitte e 52 cani per giungere, con 16 cani (il resto venne ucciso per consentire la sopravvivenza degli esploratori), il 14 dicembre, 99 giorni dopo, al Polo Sud. Il racconto di questa spedizione è stato raccolto dallo stesso Amundsen nel libro
The South Pole: An Account of the Norwegian Antarctic Expedition in the "Fram", 1910–1912, e potete consultarne una copia sul
Project Gutenberg (
versione audio sull'Internet Archive).