Stomachion

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lunedì 16 febbraio 2026

Topolino #3664: La forza dei sogni

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Si conclude Paperone in Atlantide con un dinamico e spettacolare finale congegnato da Fabio Celoni da un lato per chiuderele vicende della sua Atlantide, che come abbiamo visto nella recensione del numero precedente recupera per molti aspetti la visione classica, cosa, peraltro, confermata anche in questo quarto episodio, e dall'altro per introdurre dei nuovi avversari per Paperone, la società segreta dei paperi purpurei.
Neanche la storia con gli atlantidei sembra che sia conclusa, se è per questo, ma questo elemento sembra più uno dei classici elementi disseminati nelle storie disneyane che hanno raramente un vero seguito. Non mi aspetto che sarà così, ma se non dovessimo rivedere gli atlantidei, me ne farei una ragione.
Il fulcro dell'episodio, e in effetti anche della storia, alla fine è proprio la forza dei sogni, e quanto più questi sono forti, tanto più si trova la volontà di ricostruirsi e reinventarsi, come fa Paperone da ormai cinquant'anni e come ha fatto la stessa Atlantide di Celoni agli albori del mondo. E' significativa, nell'ottica di questa ricostruzione, la battuta che il saggio Fulcamel ci regala:

domenica 8 febbraio 2026

Topolino #3663: L'ultimo alchimista di Atlantide

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Il terzo episodio di Paperone in Atlantide di Fabio Celoni è quello dedicato alla scoperta dei segreti di questa particolare versione di Atlantide. E in effetti è una versione che ribalta completamente la visione più diffusa del mito dell'isola perduta, raccontato per la prima volta da Platone.
Nell'idea originale del filosofo greco, protagonista, vi ricordo, di una una storia pubblicata su Topolino #3653 all'interno della serie Newton e Pico in viaggio nel sapere, Atlantide rappresentava un'allegoria sull'arroganza dello stato, o quanto meno su un certo concetto di stato.
La visione moderna di Atlantide come una società antidiluviana tecnologicamente e culturalmente più avanzata delle altre società all'epoca presenti sul pianeta è dovuta a Atlantis: the Antediluvian World del 1882 di Ignatius Donnelly, politico e pseudoscienziato. A rinforzare tale visione ci pensò la mistica Helena Petrovna Blavatsky, che nel 1888 diede alle stampe The Secret Doctrine, che affermò essere stato dettato in sogno (se non ricordo male una storia di Martyn Mystere su questo argomento) da un atlantideo. In questo testo rinforsò l'idea di una cultura superiore, suggerendo che gli atlantidei tenevano in gran conto la cultura, e concludendo così il ribaltamento del mito originario di Platone.
Il filosofo greco, infatti, descrisse la società atlantidea come fortemente militarizzata, come giusto che fosse visto che la descrisse come un impero che aveva conquistato anche buona parte dell'Europa, e la cui espansione si infranse di fronte alle resistenze di Atene. Non dobbiamo dimenticare che quando Platone nacque si era conclusa da una ventina d'anno la terza guerra greco-persiana, per cui non è difficile immaginare che Atlantide, in realtà, fosse una trasfigurazione metaforica proprio dell'impero persiano.
Al di là di questi dettagli interpretativi, però, è evidente come una parte del ribaltamento operato da Celoni in realtà recupera gli elementi del mito platonico, come testimoniato proprio dalla militarizzazione dell'Atlantide dentro la quale si muovono i paperi, pur mantenendo lo spunto di Donnelly di una tecnologia avanzata.
L'episodio, però, si concentra sul più grande segreto di Atlantide: l'oricalco.

domenica 1 febbraio 2026

Topolino #3662: La memoria di Paperone

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C'è un filo, neanche tanto sottile, che lega la seconda puntata di Paperine in Atlantide con il terzo episodio di Earth's Mightiest Duck: la memoria di Papereon de' Paperoni. Quando infatti i nipoti vengono ripescati dagli atlantidei e portati al cospetto di Paperone, questi mostra di non ricordarsi di loro. E più avanti non ricorda nemmeno di essere il papero più ricco del mondo, però come il Paperone di Aaron sa una cosa di se stesso: di essere Paperone. E' significativo, in questo senso, quello che pensa prima di gettarsi nel cosiddetto "oceano della memoria" di Atlantide:
Re o no resto sempre Paperone!

domenica 25 gennaio 2026

Topolino #3661: Alla ricerca di Atlantide

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Inizia, dopo una lunga attesa, la nuova storia da autore completo di Fabio Celoni. Le spettacolari pagine iniziali, completamente mute, fino alla doppia spalsh page con il titolo, Paperone in Atlantide, erano state anticipate nelle pagine conclusive di Topolino #3660 e vedevano Paperone mentre cercava di domare la sua barca, Il tallero, tra le onde di una tempesta in mezzo all'oceano. Poi il naufragio e lo sguardo finale su una città sommersa, che ovviamente tutti noi lettori supponiamo essere l'Atlantide del titolo.
Dopo questo prologo, la storia si apre su Paperopoli, con Paperino e nipoti che vengono a scoprire della scomparsa dello zio al largo dell'Oceano Atlantico, oltre le famose "Colonne d'Ercole", ovvero lo Stretto di Gibilterra che separa il Mediterraneo dall'oceano. I nipoti si precipitano al deposito per reperire indizi, scoprendo le coordinate dove dovrebbe essersi recato Paperone. Paperino si lancia nell'impresa di cercarlo con entusiasmo, quasi sfrontatezza, sicuramente molta spacconaggine.

domenica 18 gennaio 2026

Topolino #3660: A ognuno il suo talento

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Recensione modificata dopo la prima pubblicazione con la sostituzione dell'immagine d'apertura, la sistemazione della formattazione, l'aggiunta delle tag e la correzione di alcuni errori di battitura.
Con Topolino #3660 viene nuovamente celebrata la Giornata nazionale del dialetto. La storia d'apertura esce, infatti, in quattro regioni differenti, tra cui la Calabria col catanzarese, tradotta nei dialetti locali. In questo caso l'onore della traduzione è toccato a Paperino lucidatore a domicilio, di Vito Stabile e Francesco D'Ippolito.
Paperino, dopo molti anni a languire un po' nelle storie italiane, inizia una nuova attività in proprio, questa volta sfruttando il proprio talento da lucidatore. Come spesso succede la cosa non piace a Paperone, ma questa volta non tutto va come ci aspetteremmo!

sabato 16 agosto 2025

Superman: Inferno - Un team italiano per l'azzurrone

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La serie The World della DC Comics, inaugurata nel 2021 con un volume dedicato a Batman e proseguita nel 2024 con un volume dedicato al Joker, prevede storie autoconclusive dedicate al personaggio cui è dedicato quel volume realizzate da team creativi di tutto il mondo. L'Italia era presente su entrambi i volumi e ha bissato la sua presenza anche per Superman: The World, affidando l'azzurrone a un team di autori che ben conosciamo sulle pagine elettroniche di questo blog: i due autori disneyani Marco Nucci alla sceneggiatura e Fabio Celoni ai disegni.
Devo ammettere che se non fosse stato per questa coppia di autori, il volume che ha pubblicato separatamente la storia, Superman: Inferno, avrebbe fatto la fine dei due precedenti: rimasto sullo scaffale della fumetteria. Certo: anche l'uscita del film di James Gunn ha giocato un ruolo nella decisione di acquistarlo, ma se devo proprio dare un peso a tutti gli elementi messi sul piatto, direi che gli autori coinvolti e il soggetto hanno giocato un ruolo molto più imortante.

sabato 28 giugno 2025

Epic Mickey: Peter David e Topolino

Per ricordare Peter David, su cui ho scritto un mio personale ricordo di lettore, su LSB abbiamo pubblicato un "Essential 11", ovvero una lista di 11 fumetti scritti da David. Ho partecipato con un breve testo dedicato a Epic Mickey. Ve lo ripropongo qui sotto:
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Nel febbraio del 2006 il CEO della Disney Bob Iger intraprese una serie di azioni per riportare nella casa madre alcuni personaggi che erano, per vari motivi, usciti fuori dal controllo. Tra questi c'era Oswald il coniglio fortunato (Oswald the lucky rubbit), il primo personaggio mai ideato da Walt Disney e Ub Iwerks e che gli era stato sottratto dalla Universal grazie al tipo di contratto stipulato.
Subito dopo il ritorno a casa del personaggio e dei corti realizzati da Disney e Iwerks, Oswald venne posto al centro di un nuovo, interessante progetto, il videogioco Epic Mickey, distribuito nel 2010.
Per promuovere il videogame, che vedeva per la prima volta insieme Topolino e Oswald, la Disney produsse una trasposizione a fumetti, distribuita esclusivamente nel mercato extra-USA, e una miniserie prequel di fumetti digitali assegnati ad alcuni disegnatori italiani (Fabio Celoni, Paolo Mottura, Claudio Sciarrone) sotto la sapiente guida ai testi di Peter David.
Lo sceneggiatore, che aveva già dato prova in altre occasioni di essere in grado di gestire i registri comici con la stessa abilità di quelli drammatici, ha dimostrato non solo di essere in grado di caratterizzare in maniera fedele con lo standard il personaggio di Topolino, ma anche di sapersi districare tra i rimandi e le citazioni ai corti classici disneyani, come evidente in particolare in un paio dei digi-comics disegnati da Sciarrone (che inizia lì a sviluppare il suo attuale stile più cartoonesco), esplicite reinterpretazioni di altrettanti cortometraggi.

domenica 21 gennaio 2024

Topolino #3556: Omaggio a Praga

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Le storie con cui è, almeno personalmente, stato evidente il talento un po' barocco e un po' gotico di Fabio Celoni uscirono fondamentalmente in sequenza: Torna a casa Paperino, su testi di Fabio Michelini, uscita sul Topolino #2084, e Soul Papers, su testi di Nino Russo, pubblicata sul #2091. Se consideriamo che dal suo esordio con I 3 perocellini e la fata nel bosco, sempre di Michelini, uscita sul #1871, il suo tratto si è modificato molto poco, esordiendo sin da subito come uno dei disegnatori più personali del panorama disneyano, di fatto Celoni da qul momento in poi ha semplicemente raffinato la composizione della pagina, la recitazione dei personaggi e la ricerca delle atmosfere più congeniali proprio al suo tratto. Atmosfere che, in un certo senso, Michelini aveva fatto emergere benissimo proprio con Torna a casa Paperino e la nebbiosa scena posta nelle pagine finali di quella storia.
Inizio la recensione dell'ultimo numero di Topolino con questo tuffo nel passato perché Le nebbie di Meyrink, nuovo episodio de L'ora del terrore di Lord Hatequack (lo so che il titolo della serie è un altro, ma passatemi questa variazione!) di fatto riporta Celoni proprio a quella storia d'esordio, che in effetti sembra "tagliata" da Marco Nucci proprio sul suo stile di disegno.

domenica 15 gennaio 2023

Topolino #3503: Una notte coi cucibocca

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E' andata un po' male a Francesco Artibani e Alessandro Perina quest'anno, visto che abbiamo vissuto uno degli inverni più caldi in uno degli anni più caldi. E quindi nemmeno al sud ha nevicato come viene mostrato nella cover story di questo numero, La notte della civetta, che segna il ritorno in Basilicata di Topolino e Pippo che riaccompagnano a Matera nonno Sassi.
A parte il piccolo inconveniente climatico, la storia risulta particolarmente interessante perché permette al lettore di entrare in contatto con una delle tante tradizioni italiane legatre all'Epifania, in particolare quella dei cucibocca di Montescaglioso in provincia di Matera, una specie di uomini neri che girano nella notte del 5 gennaio per spaventare i bambini cattivi e sperare, così, di mettergli un po' di sale in zucca, come si suol dire!
La storia è un tipico mistery quasi banale nella risoluzione, ma comunque efficace nella gestione del ritmo, senza dimenticare il prezioso contributo di Perina nel fornire al lettore l'atmosfera della festa e del piccolo borgo della Basilicata. Unica pecca l'assenza di un qualunque articolo di accompagnamento alla storia, che sarebbe stato sicuramente molto ben gradito.

domenica 8 gennaio 2023

Topolino #3502: 100 anni di magia DIsney

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Era il 16 ottobre del 1923 quando i fratelli Disney, Walt e Roy, fondarono il loro studio di animazione. I 100 anni ufficiali della Disney, quindi, arriveranno in una data ben precisa, il 16 ottobre, ma con il primo numero del 2023 Topolino si unisce alle celebrazioni del Disney100, iniziate già nel corso del 2022 con alcune iniziative in giro per il mondo. Alcune di queste, probabilmente, arriveranno anche in Italia. Altre, invece, sono nate, in qualche modo, con l'imprinting italiano con la serie Once upon a Mouse... in the future, una serie di otto storie che rielaborano in termini futuristici otto corti animati del passato.
Si inizia con Fantasmi del futuro di Francesco Artibani e Giovanni Rigano, che reinterpreta in una Topolinia di 100 anni nel futuro il corto del 1937 Lonesome ghosts, con Topolino, Pippo e Paperino acchiappafantasmi. Rispetto al corto originario, in questo caso i tre hanno problemi di affitto con Eli Squick padrone di casa. Inoltre Artibani è anche riuscito a trovare spazio a Gambadilegno e Basettoni, all'interno di una storia divertente e dinamica che, in qualche modo, risulta nel complesso avere una resa decisamente migliore di Horrifikland. Una buona mano a questo risultato finale lo ha dato anche Rigano, non solo con i disegni moderni e cartooneschi, ma anche con l'ottimo lavoro sui colori, che come confermato dal direttore Alex Bertani in una lunga intervista con Fisbio, non hanno la stessa resa rispetto a quelli effettivamente realizzati dall'autore e visibili nella copia digitale di Topolino.
Ad ogni buon conto vi metto qui sotto il video dedicato a questo numero evento con all'interno anche un messaggio dell'amico Andrea Bramini:

domenica 1 gennaio 2023

Topolino #3501: 90 anni di fumetto Disney in Italia

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Con il Topolino #3501, l'ultimo dell'anno 2022, il fumetto Disney in Italia ha raggiunto uno storico traguardo: i 90 anni di pubblicazioni in Italia. Mentre il traguardo degli 80 anni, raggiunto con il Topolino #2979, venne festeggiato con una copertina ad hoc e una storia d'apertura di Francesco Artibani e Corrado Mastantuono, il traguardo dei 90 non viene ricordato nemmeno con la copertina, che invece è dedicata al 2023 con una copertina che riprende la stessa illustrazione realizzata sempre da Andrea Freccero per il #3345 per festeggiare il 2020 (solo con un cambio di identità segreta di Paperino). Non viene annunciata nemmeno alcuna iniziativa particolare per festeggiare il traguardo. E questo, insieme con le celebrazioni a metà del #3500, ha reso di fatto i due numeri un po' deludenti, nonostante le storie proposte. A quel punto ecco l'idea di confrontare questo #3501 con altri tre numeri celebrativi, primo fra tutti il già citato #2979, cui ho aggiunto i #2264 e #3306, con cui sono stati celebrati rispettivamente i 50 e i 70 anni del Topolino tascabile. Tutto questo lo trovate nel mio primo video del 2023, proprio qui sotto:

domenica 25 dicembre 2022

Topolino #3500: celebrazioni a metà

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Se di numeri in doppio zero ne sono usciti 35, di numeri multipli di 500 ne sono usciti sette, incluso il recente Topolino #3500. Pubblicato in versione regular e variant, il numero nello specifico ha vissuto di una qual certa ambiguità di fondo che ha prodotto un sommario che per certi aspetti ha un po' deluso. Il motivo è la concomitanza dell'uscita con Natale e soprattutto con il 75.mo compleanno di Paperon de Paperoni, il personaggio ideato da Carl Barks su Walt Disney Comics&Stories #178 del 1947.
A livello di storie, infatti, il sommario celebra soprattutto Paperone, con la storia d'apertura, Il mistero del Monte Orso di Tito Faraci e Giorgio Cavazzano, e con quella di chiusura, il primo episodio ufficiale de IL destino di Paperone di Fabio Celoni, La civiltà sopra le nuvole, il sequel de Le lenticchie di Babilonia di Romano Scarpa.
La capatina di Faraci e Cavazzano su Monte Orso è la seconda, dopo quella realizzata per il Topolino #2717 del 2007, ovvero per i 60 anni di Paperone. Questa nuova storia è, però, meno divertente della precedente, molto più centrata sull'idea di celebrare il personaggio, il suo creatore e la sua storia d'esordio. Come qualcuno ha fatto notare, però, la storia si basa su una premessa apparentemente errata: Paperone e Paperino si conoscono prima della storia d'esordio dello zione. La cosa, però, sebbene sia stata in qualche modo sconfessata dall'ultimo capitolo della $aga di Don Rosa, non era stata smentita né da Barks né dalla storia stessa, che semplicemente presentava un nuovo personaggio nel cast dei paperi. D'altra parte il personaggio, all'epoca, non si sapeva se avrebbe avuto successo o meno. Vorrei poi ricordare che le storie di Paperino paperotto, così come le storie di Fantomius, raccontano di un Paperone molto più presente a Paperopoli e nella vita di Paperino rispetto a quanto narrato nella $aga stessa. E questo dobbiamo considerarlo il "canone", per chi è interessato a ciò, cui gli autori italiani si attengono.
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lunedì 19 dicembre 2022

Topolino #3499: Campioni!

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Mentre il campionato del mondo 2022 è stato vinto dall'Argentina, qualche giorno prima, in edicola, si concludeva la coppa del mondo giovanile disneyana, e come da pronostico a vincerla era la squadra meno pronosticata, il Calisota. Anche il modo in cui la partita si è svolta era abbastanza scontato: parità dopo tempi regolamentari e rigori. Ovviamente a fare la differenza è stata la capacità di Marco Nucci di trascinare il lettore fino alla fine, fino a quell'ultimo rigore dove i protagonisti assoluti diventano il rigorista e il portiere. E in questo senso è stato anche fondamentale il contributo di Donald Soffritti, in grado di enfatizzare il pathos del momento, tra l'arroganza dell'attacante, certo di segnare, e i dubbi del portiere su dove gettarsi sperando di riuscire a intercettare il pallone.
Alla fine, al netto delle incongruenze interne della storia, che pure ci sono state e sono anche troppe rispetto alle attese, la storia nel complesso è stata gradevole e divertente, grazie alla capacità di Nucci, già rilevata nelle recensioni precedenti, di adottare delle running gag sempre differenti e caratterizzanti della sfida che il Calisota andava ad affrontare di volta in volta.
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sabato 31 ottobre 2020

Topolino #3388: A tutto Halloween

E' un numero quasi completamente dedicato ad Halloween, quello attualmente in edicola, con le sole eccezioni dell'episodio conclusivo della "prima stagione" degli Italici paperi e dei primi due episodi di X-Music. E dunque, anticipo a oggi l'usuale recensione Topa dedicandomi alle storie del terrore presenti in questo numero, iniziando dall'attesa seconda avventura con Mr. Vertigo.
Un Maro Nucci da paura
In effetti in questo numero Marco Nucci, insieme con Pietro Zemelo, è l'autore più presente sul Topo. Il numero si apre con la prima puntata de L'incubo di Mister Vertigo, questa volta disegnata da Ottavio Panaro. Il cambio ai disegni si vede non solo nelle differenze di tratto, ma soprattutto nelle scene più inquietanti: Panaro, rispetto a Fabrizio Petrossi, ha un'inchiostrazione meno marcata. Questo, però, non inficia la qualità del prodotto finale grazie alla semplice constatazione che Panaro, come Petrossi, è un disegnatore dal tratto classico e gradevole, che aiuta il lettore a concentrarsi sulla storia e, sopratutto, sui suoi dettagli.
Questo ritorno di Mr. Vertigo, in effetti, è molto più hitchcockiano dell'esordio e conferma quanto già evidenziato nella precedente doppia storia: il vero Mr. Vertigo è il personaggio incappucciato che si è intravisto in un paio di vignette e che aveva un ruolo probabilmente eccessivo nella copertina realizzata all'epoca da Andrea Freccero.

domenica 20 gennaio 2019

Topolino #3295: Dal Klondike all'Egitto e ritorno

Come scrivevo nell'introduzione all'articolo dedicato a Lo scatto di soppiatto, il #3295 si è rivelato un numero migliore rispetto alle attese e non solo per la gradita presenza della nuova storia della serie de La storia dell'arte di Topolino. Ma bando agli indugi e iniziamo subito con la storia di copertina:
Ritorno al Klondike
Se tra gli autori storici a prendere spunti dalla linea narrativa di Don Rosa ci sono Carlo Panaro e Francesco Artibani, anche forti della tradizione scarpiana, sono soprattutto i nuovi sceneggiatori a proporre soggetti di chiaro gusto donrosiano, ovviamente conditi con un certo grado di italianità. Ad esempio Vito Stabile sviluppa i soggetti con un occhio alla linea letteraria di Rodolfo Cimino, mentre in questo numero con I tempi del Klondike tocca a Pietro Zemelo il compito di affrontare il passato di Paperon de Paperoni.
L'episodio che Zemelo approfondisce è, in pratica, l'ultima ricerca di un tesoro nel grande nord da parte di Paperone. Il soggetto, detto così, è effettivamente alla Don Rosa, ma la sua declinazione è più complessa. Infatti, subito dopo il flashback iniziale, la trama ha una svolta che ricorda in qualche modo Il debito d'onore di Giorgio Cavazzano, anche se il coprotagonista della vicenda non è un minatore come nella storia del 1989. Lo sviluppo successivo, invece, è un chiaro riferimento Ricomincio da capo, film del 1993 diretto da Harold Ramis e con Andie MacDowell e Bill Murray. Il lieto fine, in qualche modo scontato, non ne inficia la qualità, sia nello sviluppo del soggetto, ricco di spunti disneyani ma non solo, sia nella gestione dei personaggi. In questo senso anche i soliti e un po' stantii battibecchi tra zione e nipote risultano più sopportabili del solito anche grazie all'importanza narrativa che Zemelo assegna loro.
A dare un'ultima spinta alla storia ci pensano, infine, i sempre belli ed evocativi disegni di Fabio Celoni. Il disegnatore mette in campo tutto il suo repertorio, mostrato quasi sin dai suoi esordi, come ben sa chi ha letto Torna a casa Paperino del 1995 scritta da Fabio Michelini: ricordi che compaiono accompagnati da un vento mistico che trasporta ombre e nebbia; vignette d'atmosfera che enfatizzano i momenti chiave della trama; alcune scelte di inquadratura nonché alcune vignette che in qualche modo richiamano alla parodia Dottor Ratkyll e Mister Hyde.87 Tutto alla fine concorre alla realizzazione di una bella storia d'apertura, completata dall'altrettanto bella copertina di Cavazzano.

sabato 12 gennaio 2013

Dracula di Bram Topker

Leggendo i contenuti speciali del volumetto, lo Speciale Disney #60, ci si rende conto come il Dracula di Bram Topker sia una delle Grandi Parodie più curate e appassionate mai realizzate, con un lavoro in stretta simbiosi tra sceneggiatore, Bruno Enna, disegnatore, Fabio Celoni, e colorista, Mirka Andolfo.
Partiamo con i disegni: Celoni, sin dal suo esordio, dimostra di essere un disegnatore originale e perfetto per le storie di atmosfera, quelle noir o gotiche. Ad esempio Torna a casa Paperino, scritta da Fabio Michelini, presenta una scena finale meravigliosa, al tempo stesso drammatica, romantica e malinconica. Degno erede di artisti come Carpi, Scarpa, Bottaro, anche grazie ai colori di Mirka Andolfo (con la quale lavora a stretto contatto) riesce soprattutto in questa occasione a realizzare uno dei suoi fumetti migliori, con una piccola nota curiosa: Gambadilegno, che interpreta in maniera sorprendente (sarebbe stato più indicato uno tra Paperoga o Sgrizzo, ma questi sono personaggi paperopolesi, in effetti) Renfield, ad esempio sembra uscito da un cartone animato della concorrenza, la Warner Bros.!
Ad ogni modo sia dal punto di vista grafico, sia da quello della sceneggiatura, il punto di partenza della Parodia è il Dracula di Coppola, con però una contaminazione abbastanza evidente per i cultori del genere parodistico, che verranno poi confermate dalle affermazioni degli autori, in particolare dal diario di Enna: i film di Mel Brooks. In particolare Frankenstein jr. (un esempio su tutti, l'arrivo alla stazione di Pippo van Helsing, che ribalta la scena della partenza del nipote di Frankenstein verso il castello dell'avo) e, aggiungo io, Dracula, morto e contento (Gambafield sembra il Redfield brooksiano!) sono i due film che in particolare forniscono spunti e ispirazione allo sceneggiatore disneyano, che come il maestro del cinema parodistico, è riuscito nel complesso a unire le atmosfere gotiche con quelle leggere della commedia, realizzando un fumetto in un certo senso ossimorico, in grado di spaventare e divertire. A titolo di esempio la frase probabilmente emblematica di tutto questo Dracula:
Non so che cosa fosse! Un attimo prima sembrava un uomo, ma poi, dopo il passaggio di un banco di nebbia, al suo posto mi è parso di vedere un lupo, e poi uno struzzo, e infine (ma non crediate che sia uscita di senno) un pipistrello.
E' quello che dice Minna per descrivere il fuggevole incontro con quello che ancora non sapeva essere Dracula, interpretato, con giusta scelta, dal sempre cattivissimo Macchia Nera. E come potete notare la paura nella frase e l'assurdità negli accostamenti delle trasformazioni si uniscono in un mix perfetto che accompagna il lettore praticamente ad ogni pagina.
Alla fine la parodia, pur con tutte le licenze dinseyane che gli autori si sono concessi (sono anche riusciti a parlare di morte in un modo ancora più esplicito rispetto a Don Rosa nella Saga con la scena finale del primo tempo, il momento in cui Clara-Lucilla, rapizzata in maniera apparentemente irreversibile, viene piantata nella serra), questo Dracula di Bram Topker risulta fedelissimo (o quasi!) con il romanzo originale di Stoker, che nella sua trasformazione disneyana diventa l'alias, lo pseudonimo dietro cui si nasconde Horace Sorchwood, uno dei protagonisti della storia nonché uno dei pretendenti alla mano di Clara-Lucilla.
Il comic-trailer | Discussione sul Papersera
Recensioni di Pia Ferrara per fantasy magazine e Andrea Bramini per Lo Spazio Bianco