Stomachion

Visualizzazione post con etichetta favola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta favola. Mostra tutti i post

lunedì 29 giugno 2026

Esperimenti nel Paese delle Meraviglie


Coppola Editore, editore del sud, ha in catalogo nella collana de I fiammiferi, una serie di piccoli libercoli estremamente tascabili (dimensioni: 6.5x13), una raccolta di Racconti matematici di Lewis Carroll che, in effetti, sono una selezione dei racconti di A tangled tale, motivo per il quale non li ho acquistati quando con mia sorella siamo passati dallo stand dell'editore nel corso di Bookpride 2026. Mia sorella, invece, si è lasciata affascinare da tre libriccini di chiara ispirazione carrolliana: Drink me, Eat me e Regina di cuori.
I tre libriccini contengono in totale 25 racconti, più o meno equamente divisi tra ognuno di loro, che ricadono dentro il cappello di Human + AI, una serie di testi realizzati utilizzando l'intelligenza artificiale, come spiegato nella scheda di Corti circuiti.
Non avendo letto altri libri di questa serie a parte i tre di ispirazione carrolliana non posso confrontarmi con altri generi e altri romanzi, ma nel caso del Paese delle meraviglie, pur se ciascun racconto non dispiace, nel complesso siamo ben lontani dallo spirito matematico e surreale di Lewis Carroll e questo nonostante l'accreditato intervento (come curatore) di Maurizio Vicedomini, capoeditor della piccola casa editrice.
Se i pochi What if... presenti hanno un senso in quanto, appunto, storie ipotetiche ambientate nel Paese delle meraviglie, gli altri racconti sembrano avere più delle atmosfere da favola che non quelle dei due romanzi originali. I migliori, a mio giudizio, sono quelli che sembrano contenere spunti simili (se non forse ispirati) a quelli dei film di Tim Burton, come per esempio un paio dii racconti contenuti in Drink me e un altro paio in Eat me. Questi due, poi, sono i due libercoli più efficaci, per altro graditi proprio in quest'ordine, mentre Regina di cuori ho fatto un po' fatica a... digerirlo. Quest'ultimo volume ha fornito una versione troppo poco macchiettistica e lontana dalla Regina di cuori di Carroll per riuscirmi gradita e forse, per apprezzarne i racconti (anche quelli degli altri due volumetti) bisognerebbe essere digiuni sia di Carroll sia del Paese delle meraviglie e di Attraverso lo specchio.
Oltre a mancare, poi, gli stimoli e gli spunti logico-matematici presenti nelle opere originali, i volumi presentano una evidente discrepanza tra i nomi e le caratterizzazioni dei personaggi. In particolare la Lepre, ora Bisestile, ora Marzolina, a volte è la padrona del tempo, altre lo è il Cappellaio, che ha diversi nomi al pari della Regina di cuori.
Sicuramente tutto perdonabile, considerando che sono di produzione A.I., ma forse non un prodotto per estimatori di Alice e dei suoi compagni d'avventura.

martedì 29 aprile 2025

Attraverso lo specchio

20250429-attraverso-lo-specchio-cover
Nonostante conoscessi la storia contenuta nel seguito di Alice nel paese delle meraviglie, e anzi avessi letto diversi passi soprattutto grazie a Il libro dei rompicapi di Alice di John Fisher, non avevo mai affrontato la lettura integrale di Attraverso lo specchio. Mi era rimasto, però, il rimpianto di non aver acquistato l'ultima edizione italiana di The Annotated Alice di Martin Gardner risalente, se la memoria non mi inganna, a una quindicina di anni fa, quando ero appena arrivato a Milano. Per cui quando al Bookpride mi sono ritrovato di fronte all'edizione tascabile di Attraverso lo specchio di Alter ego non ho saputo resistere e l'ho acquistata.
L'edizione in oggetto, con la traduzione di Silvio Spaventa Filippi del 1914 riadattata dall'editore, non presenta il testo a fronte in inglese (e su questo si può anche soprassedere, anche se è un peccato visti i giochi di parole di cui è ricco questo seguito del Paese delle meraviglie), ma non può nemmeno essere considerata completamente aderente all'edizione originale, non solo per l'assenza delle illustrazioni originali di John Tenniell, ma soprattutto per l'assenza di qualsiasi riferimento alla partita a scacchi su cui si basa l'intero svolgimento dei capitoli.

mercoledì 24 gennaio 2024

Storia di una panzanella e del gatto che se la mangiò

20240124-panzanella
Ho da diverso tempo in bozza un paio di articoli dedicati agli algoritmi di intelligenza artificiale, usualmente detti intelligenze artificiali, che vanno tanto in voga in questo periodo (sia queste intelligenze artificiali, sia gli articoli, ovviamente!). Quello che vi presento qui è il primo, e prende le mosse da un esperimento che Marco Castellani ha condotto con ChatGPT e con Bard, e su cui basò un articolo della sua rubrica poetica per EduINAF. Visto che nei giorni di uscita dell'articolo mi ero portato come pranzo una panzanella, ho provato a chiedere a Bard di Google di scrivere una storia su una panzanella e sul gatto che se la mangiò. Il buon Bard mi ha prodotto tre risultati differenti, che vado a presentarvi in ordine cronologico. Il primo, che è anche il mio preferito, l'ho editato in varie parti per eliminare alcune fastidiose ripetizioni, aggiungere qualche a capo e sistemare un po' la coerenza interna:
C'era una volta un gatto di nome Micio che viveva in una piccola casa di campagna con la sua padrona, una vecchietta gentile e premurosa. Micio era un gatto molto felice, amava giocare con la sua padrona e amava mangiare.
Un giorno la padrona di Micio preparò la panzanella, un piatto di pane raffermo condito con pomodori, cetrioli, cipolla e basilico. La panzanella era deliziosa, e la padrona di Micio ne mangiò un bel pezzo. Quando la vecchina ebbe finito di mangiare, mise ciò che restava della panzanella in frigo per il giorno dopo.
Micio aveva visto la padrona mangiare la panzanella, e ne aveva l'acquolina in bocca. La notte, quando la sua padrona si era addormentata, Micio si avvicinò al frigo e aprì la porta. Annusò la panzanella, e ne fu ancora più deliziato. Micio, allora, assaggiò un po' di quella panzanella: era deliziosa, e così ne mangiò ancora un altro po'. Alla fine Micio mangiò tutta la panzanella, e poi tornò a dormire.
Il giorno dopo, quando la padrona di Micio si svegliò, andò in frigo per prendere la panzanella. Ma la panzanella non c'era più. La padrona di Micio si arrabbiò molto, e chiamò il suo gatto. Micio arrivò dalla padrona, e la padrona gli chiese: "Dove hai messo la panzanella?" Micio non rispose, ma la padrona vide che aveva la bocca sporca di pomodoro. La padrona di Micio capì che aveva mangiato la panzanella, e si arrabbiò ancora di più. Così, per punizione, lo mandò fuori casa, e Micio rimase solo per tutto il giorno.
Il gatto era triste, ma la sera la padrona si pentì di averlo cacciato fuori di casa. La vecchina andò a prendere Micio, che così tornò a casa. La padrona diede a Micio un bel piatto di panzanella, che mangiò con gusto.
Micio e la sua padrona vissero felici e contenti.

giovedì 7 ottobre 2021

Peter Pan

20211007-peter-pan
Come molti, conoscevo la storia di Peter Pan solo grazie al film d'animazione Disney. Oltre questo avevo letto un libriccino illustrato, che mi era stato regalato da bambino (non ricordo che età avevo, ma ero alle scuole elementari) in cui veniva raccontata in maniera semplice la storia di questo bambino che non voleva crescere. Per cui ho colto l'occasione di uno sconto in libreria per acquistare il libro contenente la sceneggiatura teatrale con testo originale a fronte dell'opera ideata da James Matthew Barrie.
Rappresentata per la prima volta il 27 dicembre del 1904 al Duke of York's Theatre di Londra, ebbe fin da subito un successo tale da portarla già l'anno dopo a venire esportata, a New York.
La storia raccontata da Barrie è abbastanza nota a tutti, per cui non ripeto più di quanto già scritto. Ciò che, invece, vale la pena raccontare sono alcuni dettagli tecnici che possono risultare interessanti anche per chi non è addentro a queste questioni.

venerdì 14 maggio 2021

L'uomo nella Luna

Tra poco si tornerà a parlare di Luna. O almeno mi unirò anche io al rumore generale che arriverà per la SuperLuna del 26 maggio. Vi anticipo, infatti, che se tutto va come previsto ci sarà un video sul mio canale YopuTube su una storia di Romano Scarpa a tema lunare. Inoltre, proprio il 26 maggio, sempre su YouTube, con EduINAF daremo il via a una diretta osservativa, ma non solo, della Luna. E ragionando proprio su quello che potrei iniziare (o ricominciare) a scrivere sul nostro satellite, mi è sovvenuto del fantastico Man in the Moon, l'uomo nella Luna, personaggio che compare in Roverandom, un racconto lungo (o romanzo breve) di J.R.R. Tolkien di cui non ho mai scritto nulla se non un accenno nel corso delle recensioni de Le Cronache di Narnia.

sabato 21 marzo 2020

Momotaro: favola giapponese

Pubblicato per la prima volta a puntate (se la memoria non mi inganna) sulle pagine de Il Giornalino nel 2006 e successivamente raccolto in uno spillato allegato al numero 9 del marzo 2009, Momotaro è uno dei tanti piccoli gioiellini nella vasta produzione di un maestro del fumetto come Sergio Toppi.
Come ho scritto nel post uscito un paio di giorni dopo la sua scomparsa, Toppi aveva una grande passione, quella per l'avventura, in particolare negli spazi aperti, immersa nella natura. Praticamente nessun fumetto della sua produzione (quanto meno nessuno dei suoi migliori fumetti, e sono veramente tanti) sfugge a questa regola, iniziando dalle riduzioni di grandi romanzi, come Il richiamo della foresta di Jack London, fino a opere originali, come la serie de Il collezionista. In queste ultime, spesso, Toppi ha mescolato lo stile realistico del suo tratto con trame velatamente fantastiche o favolistiche come nel caso di Momotoro. Quest'ultima raccoglie anche un'altra delle grandi fascinazioni di Toppi: le culture altre e quello che possiamo apprendere da esse. In questo caso è il Giappone a essere protagonista del racconto.

giovedì 6 febbraio 2020

Io sono febbraio

Seguendo l'idea del recupero di vecchie recensioni, dopo i due romanzi di Giorgio Fontana, passo a un piccolo libro abbastanza curioso e inconsueto in cui sono incappato diversi anni fa, Io sono Febbraio di Shane Jones.
Portato in Italia nel 2011 da Isbn, Light boxes, questo il titolo originale del romanzo, segna l'esordio di Jones, autore ad ogni modo piuttosto poco prolifico. Il romanzo è, in un certo senso, sfuggente quanto il protagonista del titolo, Febbraio, una sorta di vera e propria divinità, incarnazione stessa dell'inverno, che tiranneggia con la neve e il gelo il villaggio di Thaddeus Lowe. Quest'ultimo si unisce a un gruppo di compaesani per portare avanti la resistenza contro Febbraio e farla diventare una vera e propria ribellione per consentire alla cattiva stagione di andare finalmente via. E' significativo, in questo senso, l'uso delle maschere del medico della peste da parte dei congiuranti: da un lato è un modo per mascherare i propri volti, ma dall'altro è anche indicativo della necessità di dover curare qualcosa, nello specifico la natura che è rimasta bloccata in un'unica stagione e più metaforicamente il villaggio che non riesce a superare l'inverno. In questo senso la lettura metaforica di Io sono Febbraio viene anche avvalorata da alcune immagini metaletterarie legate all'identità di Febbraio stesso.
In questo senso il titolo italiano è, forse, più efficace ed evocativo di quello originale, riuscendo a trasmettere il mistero e la magia dietro quella che può essere considerata una sorta di distopia fantasy.

lunedì 11 gennaio 2016

Un po' d'argento su Torino

Bruce Sterling, fondatore insieme con William Gibson del movimento letterario del cyberpunk, ama l'Italia. E' spesso nel nostro paese e ha acquistato casa a Torino. E quest'ultima è protagonista quasi incontrastata dei racconti di Bruno Argento, pseudonimo italiano di Sterling, che così diventa un po' anche uno scrittore italiano. La prima raccolta dei racconti italiani di Sterling viene pubblicata da Mondadori su Urania n.1622 e prende il titolo dal più lungo di questi.
Sterling dimostra una capacità rara di spaziare in vari generi, dal racconto storico a quello fantascientifico. Al primo gruppo appartengono Il bisturi partenopeo, ambientato nel risorgimento italiano, e Pellegrini del mondo rotondo, ambientato nel Medioevo, entrambi con Torino al centro, sebbene Il bisturi partenopeo è in effetti molto più sparpagliato sul territorio italiano. Mentre quest'ultimo racconto può essere classificato anche come freak story (nel senso che uno dei protagonisti presenta una qualche deformazione fisica), Pellegrini del mondo rotondo è un vero e proprio romanzo breve di stile medioevale di genere favolistico con la presenza del fantasma di una santa bambina, peraltro santificata da un papa eretico. Insieme con Città esoterica, racconto d'apertura ambientato ai giorni nostri dove la città piemontese è sede di un accesso all'inferno, è probabilmente quello che riesce a catturare meglio l'anima cosmopolita di Torino.
A completare la raccolta il racconto Cigno nero, un viaggio cyberpunk in un multiverso generato da una simulazione al computer e centrato intorno a Torino con i memristori come coprotagonisti, e il romanzo breve Utopia pirata, che da il titolo alla raccolta, ambientato in una Fiume alternativa dal sapore steampunk ambientata subito dopo l'impresa di D'Annunzio di liberare Fiume e ridarla all'Italia. Al di là del gioco costruito da Sterling, che nel finale mette in campo Harry Houdini, Howard Lovecraft e Robert Howard come spie degli Stati Uniti, lo scrittore di fatto mostra come persino le utopie costruite con le migliori intenzioni sembrano destinate in qualche modo a fallire, soprattutto quando non si liberano completamente delle strutture che vorrebbero sostituire.
A parte le considerazioni sui singoli racconti, emerge una passione e una buona conoscenza dell'Italia e della sua ricca e interessante storia che, come scritto all'inizio, rendono Sterling un po' più italiano di un semplice immigrato extracomunitario che frequenta spesso la nostra penisola!

venerdì 21 agosto 2015

Jaybird

Finanziato su Indiegogo, Jaybird dei fratelli Jaakko e Lauri Ahonen arriva in Italia nel maggio 2014 sulle pagine di Super G, fratello minore de Il Giornalino che propone fumetti per un pubblico di lettori mediamente più maturo della rivista di riferimento.
E Jaybird è nel complesso una scommessa vinta: pubblicata in un'unica soluzione narra del complesso rapporto tra genitori e figli, di come spesso i genitori, con i loro egoismi e le loro paure, ingabbiano i figli al passato della famiglia, senza permettere loro di sviluppare il proprio potenziale.
Probabilmente non è causale la scelta delle ghiandaie azzurre (una specie in grado di diventare particolarmente aggressiva) come protagoniste di questa favola nera, drammatica e malinconica, sviluppata sui silenzi, sulle paure, sulle menzogne.
C'è poi la reazione al dramma, in una negazione della morte che ha un che di inquietante e innaturale.
Al tempo stesso i disegni delicati di Lauri Ahonen, che ricordano quelli del nostro Toni Pagot, riescono a descrivere perfettamente le atmosfere favolistiche, riuscendo poi efficaci nei passaggi più inquietanti grazie a un cambio stilistico netto dove i neri predominano e le sagome sono rappresentate come se disegnate con la tecnica del graffito (per sottrazione del nero dal foglio bianco).
Una bella storia che ha il vantaggio di permettere ai ragazzi di approcciarsi a un argomento per tutti delicato come il rapporto con i genitori.

lunedì 6 gennaio 2014

Del perché cani e gatti sono nemici

C'erano una volta un uomo e sua moglie che possedevano un anello d'oro. Era un anello fortunato, e chiunque lo possedeva, aveva sempre abbastanza di che vivere. Ciò, però, essi non lo sapevano, e quindi vendettero l'anello per una piccola somma. Ben presto, da che si separarono dall'anello, essi iniziarono a diventare sempre più poveri, fino al punto da non sapere quando avrebbero mangiato il prossimo pasto. La coppia aveva un cane e una gatta e anche loro erano affamati. Allora i due animali si consultarono tra loro per capire come poter riottenere la loro precedente buona sorte. Alla fine il cane ebbe un'idea:
"Devono avere indietro il loro anello", disse il cane alla gatta.
La gatta rispose: "L'anello è stato attentamente rinchiuso in uno scrigno, da cui nessuno può prenderlo."
"Devi catturare una topina", disse il cane, "che deve scavare un buco nello scrigno e tirare fuori l'anello. E se non vuole, dille che lo morderai a morte, e vedrai che lo farà."
Ciò convinse la gatta, che catturò una topina. Allora essa volle andare nella casa dove era stato portato lo scrigno, e dopo arrivò anche il cane. Essi andarono a un grande fiume. E poiché la gatta non sapeva nuotare, il cane se la caricò su e guadò il fiume con lei. Allora la gatta portò la topina nella casa in cui era conservato lo scrigno. La topina scavò un buco nello scrigno, e portò fuori l'anello. La gatta portò l'anello nella sua bocca e tornò verso il fiume, dove il cane la stava aspettando, e quindi guadò il fiume insieme a lei. Allora si avviarono insieme verso casa, con l'obiettivo di portare l'anello fortunato ai loro padroni. Purtroppo il cane poteva correre solo sulla terra: quando c'era una casa lungo la strada doveva sempre aggirarla. La gatta, invece, saltava velocemente sui tetti, e così raggiunse la casa prima del cane, e portò l'anello alla sua padrona.
Allora l'uomo disse alla moglie: "Che buona creatura che è questa gatta! Le daremo sempre abbastanza da mangiare e la cureremo come se fosse un nostro figlio!"
E quando il cane tornò a casa, essi lo picchiarono e lo sgridarono, poiché non aveva aiutato a riportare l'anello a casa. E la gatta sedeva sul camino, e faceva le fusa senza dire una parola. Allora nel cane crebbe odio per la gatta, poiché gli aveva rubato la sua ricompensa, e quando la vedeva, la inseguiva e cercava di afferrarla.
E da quel giorno cani e gatti sono nemici.
Mia traduzione della fiaba Why dog and cat are enemies tratta dal volume The chinese fairy book del 1921

giovedì 2 gennaio 2014

Cacciatori di sogni

Hayao Miyazaki è uno degli animatori giapponesi più famosi al mondo. I suoi lungometraggi, ricchi di avventure ed emozioni, sono delle visioni perfette per tutta la famiglia, ottimi per essere ammirati in maniera genuina dai bambini e con sottotrame interessanti anche per gli adulti. Questo in un certo senso permette di essere sicuri della qualità del prodotto che il suo studio di animazione propone e ne semplifica anche la diffusione a livello mondiale, anche solo con passaggi attraverso rassegne cinematografiche più o meno minori.
Quando i suoi lungometraggi arrivano all'estero, così come qualsiasi lungometraggio che viene esportato in paesi dalla lingua differente rispetto a quella di origine, devono inevitabilmente essere adattati e tradotti per il paese ospitante. Caso volle che per l'uscita de La Principessa Mononoke Harvey Weinstein della Miramax chiese a Neil Gaiman di lavorare all'edizione in inglese del film. Lo scrittore britannico, ben felice di essere coinvolto nel progetto, iniziò una approfondita ricerca nel mondo mitologico giapponese, incontrando all'interno del volume Fairy Tales of Old Japan(1), curato dal reverendo B. W. Ashton, la storia de La volpe, il monaco e il Mikado dei sogni di tutte le notti. A detta di Gaiman la storia presentava tutti gli elementi del suo Sandman, così quando Karen Berger chiese a Gaiman di scrivere un racconto per il decennale di Sandman, lo scrittore chiese di adattare proprio quella leggenda giapponese. Per le illustrazioni del libro volle al suo fianco Yoshitaka Amano, artista giapponese che era stato chiamato poco tempo prima da Jenny Lee per realizzare delle illustrazioni sempre per il decennale della serie gaimaniana.
Il risultato è una splendida favola, magicamente illustrata, ambientata nel Giappone medievale, che inizia con la sfida tra un tasso e una volpe per prendere possesso di un tempio abitato solo da un monaco, che ovviamente doveva essere scacciato via.
Un monaco viveva in solitudine vicino a un tempio sul pendio di una montagna. Era un piccolo tempio, e il monaco era un giovane monaco, e la montagna non era né la più bella né la più solenne del Giappone.
Il monaco custodì il tempio e trascorse i suoi giorni in pace e tranquillità fino al giorno in cui una volpe e un tasso passarono nei paraggi e videro il monaco che zappava l'orticello di patate dolci con cui si nutriva per la maggior parte dell'anno.
L'impresa non solo si rivelerà difficile, ma sarà solo un antipasto per la sfida successiva, o dal punto di vista letterario un semplice espediente per presentare i personaggi positivi della storia, il monaco e la volpe, prima di introdurre il cattivo, una presenza costante in ogni favola che si rispetti.
Lontano sia da sud che da occidente, nella sua casa di Kyoto, il Maestro di Yin-Yang, l'onmyoji, accese una lampada su un tavolino, sul quale aveva sistemato una pezza di seta dipinta, e su quella uno scrigno laccato e una chiave di legno nero. Sistemati in direzione dei cinque punti cardinali della bussola, c'erano cinque piattini di porcellana: su tre c'erano delle polverine, su uno una goccia appena di un liquido e sull'ultimo piattino niente di niente.

lunedì 30 dicembre 2013

I paralipomeni di Alice: Alice underground

Alice sottoterra (Alice underground) è la prima versione di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. Il manoscritto originale, illustrato dallo stesso Carroll, venne regalato alla piccola Alice Liddell per il Natale del 1864 e raccoglieva la storia che egli stesso aveva raccontato ad Alice e alle sorelle Lorina ed Edith in un pomeriggio d'estate, precisamente il 4 luglio del 1862. Questa prima versione del romanzo fantastico carrolliano è, in ultima analisi, una versione ristretta di Alice, dove vengono aggiunti vari personaggi ed episodi completamente assenti in Underground, come ad esempio la Duchessa o il gruppo costituito da Cappellaio Matto, Lepre Marzolina e Ghiro.
Più che concentrarsi, però, su ciò che manca, converrebbe concentrarsi su ciò che c'è: seguendo quanto suggerito da Adele Cammarata nell'introduzione che quest'ultima ha scritto per la sua traduzione fatta per conto di Stampa alternativa, assume una certa importanza l'albero dotato di porta che Alice attraverserà per entrare nel giardino della Regina di Cuori, soprattutto perché completamente assente nel Paese delle meraviglie.
Seguendo, infatti, la tradizione celtica, si scopre che la quercia è uno degli alberi sacri dei druidi, simboleggiando un collegamento tra cielo e terra(1). In questo modo la quercia, che in celtico era identificata con duir, rappresenta una vera e propria porta che mette in collegamento gli uomini con gli dei da un lato, e la nostra parte interiore dall'altro. Diventa, in ogni caso, etimologicamente evidente come una porta intagliata in un tronco d'albero è un simbolo squisitamente celtico, utilizzato, seguendo sempre l'interpretazione di Cammarata, come simbolo per identificare il passaggio di Alice verso una fase più stabile dopo i cambiamenti di dimensione subiti fino a quel momento.
Questi cambiamenti di dimensione, alludono sia al passaggio all'età adulta (Alice, infatti, cerca di darsi un tono da piccola donnina), dunque in perfetta connessione con la simbologia druidica di poc'anzi, sia con le più classiche trasformazioni omotetiche, ovvero delle trasformazioni che, pur non modificando le proporzioni di una forma geometrica, ne modificano le dimensioni. Tutti questi cambiamenti restano immutati nel passaggio alla seconda versione, incluso l'incontro con il Brucaliffo, che continua a chiedere alla nostra Alice la fatidica:
Chi sei tu?

mercoledì 6 febbraio 2013

Il profeta di Zongo Street

More about Il profeta di Zongo Street
Una delle cose più interessanti della piccola fiera del libro di Milano (dove sono andato con sorella e una amica) è che era costituita quasi esclusivamente (se escludiamo la Newton Compton) da piccoli editori, quindi c'era sicuramente la possibilità di avvicinarsi a libri che normalmente sono difficili da trovare nelle librerie. Uno di questi è sicuramente Il profeta di Zongo Street di Mohammed Nassehu Ali.
Come recita la sua breve biografia sulla costa della retrocopertina, Mohammed è
Nipote di un emiro con trentatre figli e primogenito di un padre, anch'egli emiro, che di figli ne ha avuti sedici da quattro mogli diverse
A 16 anni (ottobre 1988) si trasferisce negli Stati Uniti, a Interlochen in Michigan, dove riesce ben presto a mostrare le sue capacità di scrittore: è il 2001 che inizia a pubblicare i suoi racconti. Nel frattempo avvia anche l'attività di musicista fino a che, l'11 aprile del 2005, il New Yorker non pubblica uno dei suoi racconti, Mallam Sile, uno dei racconti contenuti in questa raccolta della 66thand2nd. Come una metà circa dei racconti contenuti nella raccolta, Mallam Sile è ambientato a Kumasi, città reale del Ghana, nel quartiere immaginario di Zongo Street, un vero e proprio microcosmo dove lo scrittore racconta le persone o, più ancora, di tipologie di persone, come il venditore di té modesto e umile, timido quasi fino a sembrare stupido, protagonista di Mallam Sile.
Il primo racconto, però, La storia del giorno e della notte, è però anche una sorta di manifesto di tutto il libro, che viene così identificato come un insieme di storie e di leggende. La storia del giorno e della notte, infatti, oltre a introdurre al quartiere di Zongo Street, ci presenta una delle classiche situazioni che accompagnano gli esseri umani sin dalle loro origini: il racconto intorno al fuoco. In questo caso quella che potremmo considerare l'anziana del villaggio, o la depositaria delle storie di Zongo Street, circondata dai bambini del quartiere, tutti intorno al fuoco, racconta una storia sulle origini del mondo. Come, però, da tradizioni africane probabilmente pre islamiche, per raccontare la storia si chiede l'aiuto del Re delle Storie, il Signor Ragno, Anansi, che si accompagna a Mallam Gizo.
Ga'ta na, ga'ta nanku
Tajé, tako'mo'

martedì 13 ottobre 2009

La storia infinita

Michael Ende, figlio di Edgar pittore surrealista, ha trasfuso l'esperienza del genitore e tutto quello che da lui ha imparato nelle sue opere di letteratura, in particolare ne Lo specchio nello specchio, anche esplicitamente citato all'interno de La storia infinita.
La trama del romanzo è abbastanza nota a tutti: Bastiano, un ragazzino cicciotto e tiranneggiato dai compagni di classe perché studia (il classico nerd, insomma), bocciato un anno perché, a causa della morte della madre, aveva perso qualunque interesse nella scuola (interesse che non nutre particolarmente nemmeno ora, a causa dei suoi problemi), finisce nella libreria del signor Coriandoli, dove scorge un libro particolare, dal titolo La storia infinita. Il bambino, lettore vorace, prende il libro e fugge per rifugiarsi nella soffitta della scuola e leggere fino a notte fonda le avventure di Atreiu e del Dragone della Fortuna Fùcur per salvare Fantàsia e l'Infanta Imperatrice dall'avanzare del Nulla.

mercoledì 16 settembre 2009

Coraline

More about CoralineNeil Gaiman, tra l'attività di romanziere e di sceneggiatore di fumetti, soprattutto sulle pagine di Sandman in quest'ultimo caso, è riuscito a modernizzare e rendere adulto un genere particolare e prettamente infantile: le favole. Le storie di Gaiman non possono essere banalmente classificate come fantasy, ma sono delle vere e proprie favole che riscoprono, anche, la drammaticità e la crudezza degli avvenimenti, proprio come le favole originarie, non risparmiando la bruttezza degli avversari ai propri lettori.
Qualcosa del genere avviene anche in Coraline: la protagonista, Coraline appunto, è una bambina vivace e con lo spirito dell'esploratore che si è trasferita da poco con i suoi genitori, che lavorano da casa, ma che sembra abbiano poco tempo da dedicare alla loro bambina. E' su questo che sembra fare leva la cattiva della storia, una sorta di bambola di pezza vivente con le sembianze della madre e che si nasconde nell'appartamento accanto a quello della famiglia di Coraline, dietro la 14.ma porta della sua casa, una porta chiusa dietro la quale c'è un muro di mattoni. Eppure, un giorno, questo muro di mattoni non c'è più, e Coraline, spinta dal suo solito spirito esplorativo, incontra l'altra madre, l'altro padre e tutta una serie di bizzarri personaggi, all'inizio apparentemente simpatici e rassicuranti. Solo un senso di pericolo appena appena vago, un piccolo talismano prestatole da due attrici in pensione che abitano al piano di sotto e l'aiuto di un gatto consentiranno a Coraline di liberare i prigionieri di quella malvagia creatura e ritornare alla sua casa insieme ai genitori.

sabato 27 dicembre 2008

Incubi, incubi

Immagine di Gli incubi di HazelAttirato un po' dalla copertina, un po' dalle illustrazioni, un po' tanto dalla trama, una sorta di Nightmare before Christmas ma con una bambina come protagonista, come in Una serie di sfortunati eventi, cui è esplicitamente accostato, Gli incubi di Hazel di Deeny Leander è una sorta di favola oscura, un viaggio nei demoni interiori degli esseri umani, una scoperta dei sentimenti e un insegnamento sulla tolleranza, un invito a cercare di comprendere le persone che ci circondano.
Un bel libro, una bella scoperta sotto l'albero tra mille pacchi natalizi!

lunedì 27 ottobre 2008

Gli orsi in Sicilia

Immagine di La famosa invasione degli orsi in SiciliaLa Sicilia è una delle due isole principali dell'Italia (la secona è la Sardegna, la terza sarebbe dovuta essere la Corsica), posta giusto sotto lo stivale e separata dalla Calabria dall'anticamente terribile Stretto di Messina. Con un'idea travolgente e interessante, Dino Buzzati ambienta in un non meglio definito passato dell'isola La famosa invasione degli orsi in Sicilia. Dopo anni di ricerche, ispirate dalla lettura di Topolino e la valle degli orsetti del grande Massimo De Vita, riesco finalmente a trovare questo piccolo romanzo di Buzzati, il primo libro dell'autore lombardo che leggo.
L'opera di Buzzati si divide in due fasi: la prima, che ha come prologo il rapimento del figlio del re degli orsi, è l'invasione vera e propria della Sicilia da parte della comunità dei plantigradi che, spinti da un freddo intenso e terribile, vanno verso fondovalle in cerca di ristoro; la seconda narra del regno di re Leonzio in Sicilia e della permanenza degli orsi tra gli umani.
Gli orsi, soprattutto nella prima fase, vengono descritti come spiriti puri, a contatto con la natura, ma non per questo privi di sentimenti e difetti prettamente umani (Leonzio, per esempio, per la vergogna, preferisce dire che il figlio è caduto da un dirupo piuttosto che ammettere di averlo perso!). Nella loro discesa verso la valle non si aspettano le armi e le astuzie che gli umani mettono in campo contro di loro: la loro avanzata è così rallentata e i nostri eroi affrontano personaggi e luoghi inquietanti, rappresentati con un gusto un po' macabro ma comunque in voga già nei primi cartoni prodotti e realizzati da Disney e Iwerks. Giunti in città, in nostri resteranno per 13 anni e qui Buzzati rappresenterà come la società degli orsi venga negativamente influenzata da quella umana, come una società ingenua e contadina (si potrebbe dire) venga distorta e conosca l'inganno e il complotto, l'avidità e il doppio-gioco della... civiltà!
Buzzati ripropone, in forma favolistica, ma non per questo meno complessa, la contrapposizione già presente in Conan e che poi sarà marchio di fabbrica di un altro autore disneyano, Rodolfo Cimino, tra un rapporto più semplice e sincero tra gli esseri umani e uno, che spesso viene spacciato come civiltà, in cui la menzogna e l'inganno è spesso l'unico modo per comunicare con gli altri.
Una di quelle letture imprescindibili, e che personalmente possa essere un buon punto di inizio per la scoperta di un grande autore dell'immaginario italiano (da notare che le illustrazioni del libro, uscito per la prima volta a puntate su Il Corriere dei Piccoli, sono di Buzzati stesso).

martedì 13 maggio 2008

Di giganti e piccoli uomini

Immagine di Il GGGNon certo quella che definirei la mia opera preferita di Dhal, ma niente di assolutamente brutto questo Il GGG, favola moderna in cui viene raccontata dell'amicizia tra un'orfanella ed un gigante buono, unico tra gli altri nove giganti del suo paese, tutti mangiatori di uomini. A differenza di Momo di Ende, basato tutto su una neanche tanto velata denuncia della società moderna, Il GGG presenta solo pochi passaggi di vera critica ai costumi umani, pur essendo un romanzo divertente e a tratti umoristico (basti leggere Colazione reale, con una perfetta descrizione dei tipici maggiordomi inglesi, o Il Piano, con una altrettanto perfetta descrizione dei militari).