Alice sottoterra (
Alice underground) è la prima versione di
Alice nel paese delle meraviglie di
Lewis Carroll. Il manoscritto originale, illustrato dallo stesso Carroll, venne regalato alla piccola
Alice Liddell per il Natale del 1864 e raccoglieva la storia che egli stesso aveva raccontato ad Alice e alle sorelle
Lorina ed
Edith in un pomeriggio d'estate, precisamente il 4 luglio del 1862. Questa prima versione del romanzo fantastico
carrolliano è, in ultima analisi, una versione ristretta di Alice, dove vengono aggiunti vari personaggi ed episodi completamente assenti in
Underground, come ad esempio la
Duchessa o il gruppo costituito da
Cappellaio Matto,
Lepre Marzolina e
Ghiro.
Più che concentrarsi, però, su ciò che manca, converrebbe concentrarsi su ciò che c'è: seguendo quanto suggerito da
Adele Cammarata nell'introduzione che quest'ultima ha scritto per la sua traduzione fatta per conto di
Stampa alternativa, assume una certa importanza l'albero dotato di porta che Alice attraverserà per entrare nel giardino della
Regina di Cuori, soprattutto perché completamente assente nel
Paese delle meraviglie.
Seguendo, infatti, la tradizione celtica, si scopre che la quercia è uno degli alberi sacri dei druidi, simboleggiando un collegamento tra cielo e terra
(1). In questo modo la quercia, che in celtico era identificata con
duir, rappresenta una vera e propria porta che mette in collegamento gli uomini con gli dei da un lato, e la nostra parte interiore dall'altro. Diventa, in ogni caso, etimologicamente evidente come una porta intagliata in un tronco d'albero è un simbolo squisitamente celtico, utilizzato, seguendo sempre l'interpretazione di Cammarata, come simbolo per identificare il passaggio di Alice verso una fase più stabile dopo i cambiamenti di dimensione subiti fino a quel momento.
Questi cambiamenti di dimensione, alludono sia al passaggio all'età adulta (Alice, infatti, cerca di
darsi un tono da
piccola donnina), dunque in perfetta connessione con la simbologia druidica di poc'anzi, sia con le più classiche
trasformazioni omotetiche, ovvero delle trasformazioni che, pur non modificando le proporzioni di una forma geometrica, ne modificano le dimensioni. Tutti questi cambiamenti restano immutati nel passaggio alla seconda versione, incluso l'incontro con il
Brucaliffo, che continua a chiedere alla nostra Alice la fatidica:
Chi sei tu?