Stomachion

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venerdì 18 luglio 2025

Racconti della prima fantascienza

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In un agile libercolo, Alter Ego presenta tre racconti dell'inizio della carriera di scrittore di Herbert George Wells: Il bacillo, un divertente racconto con risvolti catastrofisti che in effetti anticipa romanzi di fantascienza distopico/catastrofista in cui microscopici agenti letali sfuggono da laboratori di ricerca; Il sorprendente caso della vista di Davidson, forse il più squisitamente fantascientifico, perché il protagonista acquisisce temporaneamente un fantastico potere che gli permette di sperimentare ambienti differenti da quelli in cui si trova fisicamente (e grazie a questo potere Wells può mostrare la bellezza del mondo naturale, anche qui quasi a voler mettere sull'avviso il lettore della sua epoca su ciò che si potrebbe, e che in effetti stiamo pertendo); Il tesoro nella foresta, che in effetti è un vero e proprio racconto d'avventura, in linea con la ben più famosa Isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, ma con una conclusione molto più amara e drammatica per i protagonisti.
Un trittico di racconti dalla lettura veloce e di vario genere che non possono mancare nella libreria dei cultori delle origini della fantascienza e di Wells in particolare.

martedì 29 aprile 2025

Attraverso lo specchio

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Nonostante conoscessi la storia contenuta nel seguito di Alice nel paese delle meraviglie, e anzi avessi letto diversi passi soprattutto grazie a Il libro dei rompicapi di Alice di John Fisher, non avevo mai affrontato la lettura integrale di Attraverso lo specchio. Mi era rimasto, però, il rimpianto di non aver acquistato l'ultima edizione italiana di The Annotated Alice di Martin Gardner risalente, se la memoria non mi inganna, a una quindicina di anni fa, quando ero appena arrivato a Milano. Per cui quando al Bookpride mi sono ritrovato di fronte all'edizione tascabile di Attraverso lo specchio di Alter ego non ho saputo resistere e l'ho acquistata.
L'edizione in oggetto, con la traduzione di Silvio Spaventa Filippi del 1914 riadattata dall'editore, non presenta il testo a fronte in inglese (e su questo si può anche soprassedere, anche se è un peccato visti i giochi di parole di cui è ricco questo seguito del Paese delle meraviglie), ma non può nemmeno essere considerata completamente aderente all'edizione originale, non solo per l'assenza delle illustrazioni originali di John Tenniell, ma soprattutto per l'assenza di qualsiasi riferimento alla partita a scacchi su cui si basa l'intero svolgimento dei capitoli.

martedì 26 marzo 2024

L'assassino

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La cosa che mi lascia perplesso di questo libercolo edito da Alter Ego Edizioni è il bassissimo sforzo con cui il testo di Thomas De Quincey è stato proposto ai lettori. Stiamo infatti parlando di una traduzione dell'inizio del XX secolo di Carlo Linati che ha candidamente ammesso nell'introduzione originale dell'opera di aver operato una serie di aggiustamenti di stile e di aggiunte per rendere il testo più quinciano rispetto allo stile adottato per l'occasione dallo scrittore. De Quincey, infatti, in questo saggio si concentra sugli omicidi commessi nel dicembre del 1811 da tale John Williams.
Il problema dell'ammissione di Linati relativamente ai suoi interventi sul testo originale, rende un po' arduo valutare ciò che De Quincey ha effettivamente inserito nel suo saggio, ma in ogni caso restano alcuni elementi abbastanza certi, come l'idea di voler ricostruire, come un moderno profiler, le azioni dell'assassino e le sue motivazioni. Ciò che però manca al testo è qualsivoglia dubbio sull'identità finale dell'esecutore degli omicidi: Williams, infatti, si dichiarò innocente, cosa che scompare completamente dal testo quinciano, che anzi sembra tratte ulteriore prova della sua colpevolezza dal suo suicidio. Eppure le perplessità sulla sua identità sono presenti proprio nel testo ristampato da Alter Ego, con prove e testimonianze che in qualche modo sembrano un po' forzate, spinte più dalla poaura e dalla fretta di voler chiudere un caso che stava spaventando l'intera popolazione londinese.
La stessa postfazione, di Paolo Vitaliano Pizzato, si concentra più che sul caso, sullo scrittore, lasciandomi alla fine un po' interdetto innanzitutto sulla scelta di prendere una traduzione, per quanto in pubblico dominio, datata e con l'ammissione dello stesso traduttore di essere intervenuto nel testo, invece di optare per una traduzione ex-novo, che forse sarebbe stata più costosa, ma sicuramente più apprezzabile. Una scelta, questa, che generalmente confligge con quanto normalmente fa ABEdtiore, che solitamente presenta anche saggi scritti dagli stessi traduttori. Come vedremo presto in una prossima recensione di genere.
Il risultato finale, personalmente, è quello di un prodotto che, forse, avrei potuto lasciare posato sul tavolo di Book Pride 2023 da cui l'ho acquistato.