
Children of the sea è, d'altra parte, caratterizzato da molte illustrazioni eccezionali ed evocative in cui questo legame viene sancito spesso, ma Watanabe decide di raccontare questo legame con una scelta a metà strada tra 2001: Odissea nello spazio e le immagini astronomiche in falsi colori diffuse da NASA ed ESA. L'intensità narrativa delle scene senza dialogo è indubbiamente paragonabile alle immagini conclusive del film di Stanley Kubrick, ma Watanabe, avendo a disposizione le immagini astronomiche cui ispirarsi, decide di non seguire il regista statunitense nella sua strada psichedelica, adottando una narrazione in qualche modo più chiara. Però siamo già sul finale del film, in questo caso, la conclusione della ricerca dei tre protagonisti, la giovane Ruka e i figli del mare Umi e Sora.
