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martedì 3 dicembre 2019

I figli del mare e delle stelle

Diretto da Ayumu Watanabe, I figli del mare è la versione cinematografica di Children of the sea, manga in cinque corposi tankobon di Daisuke Igarashi. L'opera originale è così ricca di spunti e vicende che era indubbiamente molto difficile e complicato essere fedeli fino alle virgole con il manga, e infatti molti degli eventi raccontati da Igarashi si sono persi nella trasposizione cinematografica di Watanabe, ma ciò che non si perde è l'essenza della storia e il messaggio che il mangaka ha trasmesso ai lettori: il forte legame che ci lega all'universo.
Children of the sea è, d'altra parte, caratterizzato da molte illustrazioni eccezionali ed evocative in cui questo legame viene sancito spesso, ma Watanabe decide di raccontare questo legame con una scelta a metà strada tra 2001: Odissea nello spazio e le immagini astronomiche in falsi colori diffuse da NASA ed ESA. L'intensità narrativa delle scene senza dialogo è indubbiamente paragonabile alle immagini conclusive del film di Stanley Kubrick, ma Watanabe, avendo a disposizione le immagini astronomiche cui ispirarsi, decide di non seguire il regista statunitense nella sua strada psichedelica, adottando una narrazione in qualche modo più chiara. Però siamo già sul finale del film, in questo caso, la conclusione della ricerca dei tre protagonisti, la giovane Ruka e i figli del mare Umi e Sora.