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lunedì 9 dicembre 2019

Il cielo e la chimica dell'universo

Per questo mese di dicembre l'Osservatorio Astronomico di Brera chiude il 2019 con due proposte interessanti, l'ultima conferenza del ciclo dei Cieli di Brera e un evento organizzato insieme con la Royal Society of Chemistry - Italia. Iniziamo con:
Fast Radio Burst e molto altro: il cielo osservabile da SKA:
Lo Square Kilometre Array (SKA) sarà il più grande radiotelescopio per l'osservazione del cielo alle basse frequenze dello spettro elettromagnetico. Attraverso l'utilizzo simultaneo di migliaia di antenne localizzate in Australia e in Sud Africa, gli astronomi potranno osservare le diverse fasi di formazione ed evoluzione delle sorgenti luminose, a partire dall'"alba del cosmo", epoca, ad oggi, totalmente inesplorata. Chiara Ferrari, astronoma all’Osservatorio della Costa Azzurra, ci accompagnerà attraverso una panoramica dello sviluppo di questo progetto mondiale, illustrando alcune scoperte recenti nel campo della radioastronomia (come i Fast Radio Burst) che ne anticipano l'enorme potenziale scientifico.
Vediamo chi è Chiara Ferrari: direttrice di SKA-France e rappresentante scientifica per la Francia al Board dell'Organizzazione SKA. Ha conseguito la Laurea in Astronomia all'Università di Bologna nel 1999 ed il Dottorato di Ricerca all'Università di Nizza nel 2003. Dal 2008 ha una posizione permanente all’Osservatorio della Costa Azzurra. Interessata da anni allo studio della formazione delle grandi strutture dell’Universo ed all'emissione radio diffusa ad esse associata, è oggi fortemente implicata nella preparazione tecnica e scientifica dello Square Kilometre Array (SKA).
Per chi non potrà essere fisicamente a Brera, è possibile seguire la conferenza in streaming su YouTube.
L'altro evento, invece, è la Christmas Lecture della Royal Society of Chemistry dal titolo Polvere di stelle. La chimica dell'universo:
Quanta chimica c'è intorno a noi? La sezione italiana della Royal Society of Chemistry, in collaborazione con l'INAF-Osservatorio Astronomico di Brera, organizza all'Università degli Studi di Milano una delle sue celebri Christmas lecture per scoprire la chimica che c'è nelle stelle.
Ilaria Arosio e Gabriele Ghisellini ci spiegheranno dove hanno origine gli elementi chimici che compongono ciò che ci circonda, partendo dalle prime pioniere di questi studi fino alle più recenti ricerche nell'ambito dell'astrofisica.
Ingresso libero fino a esaurimento posti, previa compilazione del form.

sabato 9 marzo 2019

Dal rock al digitale: l'Osservatorio Astronomico di Brera sempre al top!

Sta arrivando un ricco panorama di proposte interessanti per gli appassionati di astronomia da parte dell'Osservatorio Astronomico di Brera che inizia sin dal primo giorno della prossima settimana:
Lunedì 11 marzo, ore 21:00, per il ciclo Pop Science, presso il Planetario "Ulrico Hoepli" di Milano, in collaborazione con L'Officina del Planetario, Ilaria Arosio dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - Osservatorio Astronomico di Brera, presenta la conferenza/spettacolo Tutte le stelle del rock. Cinquanta anni di astronomia attraverso una rivoluzione musicale:
8 giugno 2010. In un'afosa serata milanese trentacinque mila persone accalcate, urlano all'unisono le parole "supermassive black hole". Non sono astrofisici, non sono scienziati; è il pubblico presente allo stadio "G. Meazza di San Siro per il concerto dei Muse, rock band inglese, in occasione dell'uscita dell'album "Black Hole and revelation". Cantano e rimandano a un concetto squisitamente scientifico e specialistico. Einstein l'avrebbe mai immaginato? I Muse non sono i soli: dai Pink Floyd ai Genesis, passando per i Queen, Pearl Jam, David Bowie, Police e arrivando a Bruce Springsteen, Radiohead e Coldplay da 60 anni il rock'n'roll attinge alla scienza e all'astronomia giocando con concetti, formalismi, suoni e parole. La scienza ogni giorno ci restituisce immagini, idee e sensazioni che entrano nel bagaglio culturale collettivo; tutti le vivono, molti le colgono e qualcuno le restituisce... a tempo di rock!

martedì 11 dicembre 2018

Un espresso per stanarli

E arriva il momento della conclusione del ciclo 2018 della serie di conferenze pubbliche dei Cieli di Brera. Mercoledì 12 dicembre, sempre alle 18:00 presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera, in via Brera 28, in collaborazione con la Pinacoteca di Brera e l'Istituto Lombardo, l'Osservatorio Astronomico di Brera propone l'ultima conferenza del 2018, Esopianeti: un Espresso per stanarli, presentata da Marco Landoni:
A partire dalla prima scoperta di un esopianeta, 51 Pegasi b, avvenuta nel 1995 da parte degli astronomi svizzeri Michel Mayor and Didier Queloz una vera e propria rivoluzione nel campo dell'astrofisica moderna ha preso atto. Svariati strumenti, sia da terra che dallo spazio, sono stati progettati e costruiti al fine di rivelare un sempre maggior numero di pianeti extrasolari orbitanti attorno a stelle della galassia in cui viviamo.
Per la prima volta abbiamo la possibilità di disporre di uno strumento in grado di raggiungere la sensibilità richiesta per scoprire pianeti rocciosi simili alla nostra Terra ospitati da stelle simili al nostro Sole. Nell'intervento si affronterà una breve carrellata di come sia possibile scoprire pianeti al di fuori del sistema solare e quale sarà il ruolo dello spettrografo ESPRESSO (in cui l'Istituto Nazionale di Astrofisica ha coperto un ruolo fondamentale) nella ricerca di pianeti abitabili nella Via Lattea.

mercoledì 7 novembre 2018

Light in Astronomy 2018 all'Osservatorio Astronomico di Brera

Anche quest'anno il programma delle proposte dell'Osservatorio Astronomico di Brera per Light in Astronomy è ricco e interessante. Si parte l'11 novembre con l'apertura straordinaria del Museo Astronomico di Brera, dalle 10 alle 18, in collaborazione con il Touring Club Italiano grazie al progetto Aperti per voi.
La settimana prosegue mercoledì 14 novembre, alle 18, con la nuova conferenza de I cieli di Brera. Sempre presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera, Agnese Mandrino presenta Sotto lo stesso cielo? 1938-2018 Le leggi razziali e gli astronomi in Italia. Alla conferenza interverrà l'Onorevole Senatrice Liliana Segre. L'ingresso come al solito libero fino a esaurimento posti, 100 al massimo. Oltre la capienza della sala non sarà possibile accedere.
La conferenza, però, andrà in streaming sul canale youtube dell'Osservatorio di Brera, cui, per chi non troverà posto nella sala, sarà possibile assistere alla conferenza nella sala dell'Osservatorio adiacente alla Galleria degli strumenti antichi.
Infine, domenica 18 novembre alle 11:00, in concomitanza con Bookcity, presso la Cupola a fiore dell'Osservatorio si terrà Astrofisica sulla cresta dell'onda gravitazionale, incontro con Federico Ferrini autore del libro Le onde gravitazionali. Una nuova porta sul cosmo. L'incontro sarà moderato da Stefano Sandrelli, mentre anche in questo caso l'ingresso è libero fino a esaurimento posti (al massimo 40).
Alle 16:30, presso Cascina Turro, ma sempre stessa iniziativa, si terrà il Caffe scientifique: il gatto di Schrodinger con Fernando Palombo, Patrizia Caraveo, Stefano Sandrelli, Emanuele Manco, Piero Schiavo Campo e Armando Toscano.
Fin qui il programma per il pubblico, ma Light in Astronomy è anche iniziative per le scuole. In particolare si terranno tre conferenze gratuite per le scuole superiori:
  • Martedì 13 novembre: La fisica dei supereroi – Gianluigi Filippelli
  • Giovedi 15 novembre: AAA pianeta gemello della Terra cercasi – Mario Carpino
  • Venerdì 16 novembre: A cosa servono le stelle? – Ilaria Arosio
Per queste ultime prenotazione obbligatoria

martedì 16 ottobre 2018

Suonare le onde gravitazionali

Domani 17 ottobre per la serie dei Cieli di Brera sarà ospite Marica Branchesi con la conferenza A caccia di suono e luce con onde gravitazionali e fotoni:
Attraverso suoni e luci si racconta l'inizio di un nuovo modo di esplorare l'Universo, ripercorrendo le tappe che hanno segnato la recente nascita dell’astronomia delle onde gravitazionali, dal primo segnale rivelato a settembre 2015 all'astronomia multi-messaggera. Verranno svelati i segreti di buchi neri e stelle di neutroni fino a pochi anni fa invisibili. Verrà sottolineato come le sfide tecnologiche, osservative richiedano oggi per essere superate che comunità scientifiche differenti e ricercatori provenienti da tutto il mondo lavorino insieme.
Come al solito, la conferenza si svolgerà alle 18:00 presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera, Palazzo Brera, Via Brera 28, Milano, come sempre in collaborazione con la Pinacoteca di Brera e l'Istituto Lombardo. Ingresso libero fino a esaurimento posti (un massimo di 100 persone a sedere).
Potrete comunque seguire l'evento in streaming su youtube.
E visto che quello delle onde gravitazionali è stato uno degli argomenti della Notte dei Ricercatori di quest'anno, colgo l'occasione per (ri)proporvi una breve animazione che avevo realizzato:

martedì 18 settembre 2018

Storia di un neutrino

Domani 19 settembre tornano i Cieli di Brera, le conferenze a tema astronomico organizzate dall'Osservatorio Astronomico di Brera. Per l'occasione alle 18:00 presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera, Palazzo Brera, Via Brera 28, Milano, in collaborazione con la Pinacoteca di Brera e l'Istituto Lombardo, ci sarà Chiara Righi con Storia di un neutrino: dalle fucine cosmiche al ghiaccio del Polo Sud:
I neutrini sono strane particelle di cui stiamo ancora cercando di capire le caratteristiche principali. Da una cinquantina di anni non smettono mai di stupirci, spingendo la nostra curiosità e tecnologia sempre ai limiti. Hanno la capacità di trasformarsi, di scappare dai nuclei delle stelle e di fare molta più strada di ogni altra particella che conosciamo. L'ultima volta che ci hanno meravigliato è stato nel settembre 2017, quando dal polo sud siamo riusciti ad osservare un neutrino ad energie altissime proveniente da una galassia lontana lontana. Più precisamente il neutrino che è diventato tanto famoso proveniva dal getto di un nucleo galattico attivo, una specie di acceleratore naturale di particelle che ci punta contro. Durante la serata cercheremo di capire meglio cosa sono i neutrini e perché sono così sfuggenti alla nostra comprensione. Ci concentreremo sui neutrini astrofisici di alte energie e cercheremo di capire qualcosa di più di quella parte dell'universo così sfuggente.
Visto che sono in argomento, vi ricordo un trittico di articoli neutrinici dall'archivio di DropSea: Come sempre, ingresso libero fino a esaurimento posti (100 al massimo). e per chiudere le classiche informazioni (in questo caso una sorta di... autobiografia!) sulla conferenziera:
Nata a Genova e laureata in Fisica, lascio il mare, la focaccia ed il pesto (pazzia!!) alla volta della Brianza per dottorarmi in Astrofisica. Adesso viaggio spesso alle Canarie, e studio le galassie lontane lontane... alla fine non mi è andata poi così male. La mia buona stella mi ha accompagnato anche nei successi lavorativi, partecipando attivamente (sia tramite osservazioni che dal punto di vista teorico) ad una delle scoperte più importanti negli ultimi dieci anni sui neutrini astrofisici. Mi piace poi tornare a Genova e raccontare ai miei amici delle mie disavventure, magari in spiaggia con fritto misto e birra...

giovedì 17 maggio 2018

Il lato oscuro dell'universo

Ieri sera, per la serie dei Cieli di Brera, è stato ospite e conferenziere dell'Osservatorio Astronomico Andrea Cimatti dell'Università di Bologna. Autore del libro L'universo oscuro, vincitore nel 2017 del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica nella categoria delle Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, si è presentato con un titolo con un neanche troppo velato rimando a Star Wars. Non è un caso, ad esempio, che su Quora si trova una domanda del tipo: La Forza è più simile alla materia oscura, all'energia oscura o a cos'altro?
Partiamo, però, dall'inizio: l'idea che nell'universo siano presenti corpi celesti scuri venne espressa per la prima volta da Lord Kelvin nel 1884 che stimò come la maggior parte delle stelle che costituiscono la Via Lattea siano scure e quindi invisibili agli occhi. Il termine di "materia oscura" venne però coniato nel 1906 da Henri Poincaré in un commento al lavoro di Lord Kelvin, mentre il primo a suggerire l'esistenza di tale materia a partire da misure astronomiche fu Jacobus Kapteyn nel 1922. Le successive osservazioni di Jan Oort (1932) e Fritz Zwicky (1933) fornirono ulteriori dati a supporto dell'esistenza di materia oscura nell'universo fino alle prime, robuste osservazioni di Horace Babcock sulla nebulosa di Andromeda (1939).

martedì 20 marzo 2018

I cieli di Brera 2018

Mercoledì 21 marzo parte il nuovo ciclo delle conferenze pubbliche dell'Osservatorio Astronomico di Brera, I cieli di Brera, sempre in collaborazione con l'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, che ospita gli incontri presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera in Palazzo Brera, via Brera 28, a Milano. Ognuna delle sette conferenze avrà inizio ale 18:00
Con questo ciclo di conferenze l'Osservatorio Astronomico di Brera (OAB), oggi moderno centro di ricerca dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), intende celebrare l'eccellenza dell'astronomia italiana, che ha dato e continua a dare prestigio al Paese, nel segno della continuità con il celebre astronomo Schiaparelli.
I ricercatori presentano al pubblico con linguaggio semplice e accessibile la ricerca scientifica da loro svolta, avvalendosi di strumenti multimediali e sfruttando contaminazioni multidisciplinari in linea con la tradizione polivalente di Palazzo Brera.
Questo l'elenco completo delle conferenze della 10,ma edizione:
  • 21 marzo: Convivere con la nostra stella: dalla quiete apparente del sole alle tempeste spaziali di Alessandro Bemporad, INAF - Osservatorio Astrofisico di Torino
  • 16 maggio: Il lato oscuro dell'universo di Andrea Cimatti, Università degli Studi di Bologna
  • 13 giugno: BepiColombo, scienza e tecnologia alla scoperta di Mercurio del Bep-it! team, INAF & Università La Sapienza
  • 19 settembre: Storia di un neutrino: dalle fucine cosmiche al ghiaccio del Polo Sud di Chiara Righi, Università degli Studi dell'Insubria, Como
  • 17 ottobre: A caccia di suono e luce con onde gravitazionali e fotoni di Marica Branchesi, Gran Sasso Science Institute
  • 14 novembre: Sotto lo stesso cielo? 1938 - 2018 Le leggi razziali e gli astronomi in Italia di Agnese Mandrino, INAF - Osservatorio Astronomico di Brera
  • 13 dicembre: Esopianeti: un Espresso per stanarli di Marco Landoni, INAF - Osservatorio Astronomico di Brera

martedì 21 novembre 2017

Giovanni Losurdo: La nascita dell'astronomia gravitazonale


Foto di Laura Barbalini
Praticamente tutte le sedi dell'INAF quest'anno per la settimana della luce, o Light in Astronomy, hanno messo in programma un incontro dedicato alla scoperta delle onde gravitazionali, in particolare all'osservazione delle controparti elettromagnetiche avvenuta il 17 agosto di quest'anno. In particolare l'Osservatorio Astronomico di Brera ha proposto un aperitivo con Paolo D'Avanzo e un caffè pomeridiano con Gabriele Ghisellini, entrambi appartenenti alla sede di Merate dell'Osservatorio e soprattutto un incontro divulgativo serale all'interno del ciclo dei Cieli di Brera con Giovanni Losurdo di VIRGO. In effetti Losurdo aveva tenuto un seminario scientifico anche in Osservatorio, per cui alcune delle cose che ha raccontato nel pomeriggio confluiranno nella sintesi che andrò a scrivere di seguito, come il titolo della prima sezione.
VIRGO: storia di un ritardo tutto italiano
I due esperimenti che negli ultimi tre anni sono stati protagonisti di buona parte delle notizie scientifiche ogni anno, LIGO e VIRGO, sono stati progettati e proposti alle istituzioni sostanzialmente nello stesso periodo (metà anni Ottanta del XX secolo, all'incirca). All'inizio erano da considerarsi esperimenti concorrenti, ma grazie al lavoro di Adalberto Giazotto, ideatore di VIRGO, si è andata a costruire una più stretta collaborazione, tanto da considerare i due LIGO e VIRGO come i pezzi di un unico rilevatore. D'altra parte i due nuovi interferometri (quello in costruzione in Giappone e quello approvato che verrà costruito in India) sono il passo successivo in un progetto che dovrebbe effettivamente rendere la Terra (per ora solo l'emisfero settentrionale) un vero e proprio rilevatore di onde gravitazionali.
Di fatto, però, tra LIGO e VIRGO ci sono, allo stato attuale, un paio di anni di differenza, che a un certo punto erano diventati 5, sostanzialmente dovuti ad alcuni fattori intrinseci all'Europa e all'Italia. VIRGO, infatti, è cofinanziato dalla Francia e all'epoca fu piuttosto complesso convincere le comunità scientifiche francese e italiana a investire nella costruzione dell'interferometro, mentre negli Stati Uniti l'approvazione dei fondi fu molto più celere. Alla fine, dopo due anni di trattative, VIRGO era stato accettato.
I tre anni ulteriori vennero acumulati a causa delle particolarità burocratiche dell'Italia: tra espropri del terreno, interrogazioni parlamentari, denunce e citazioni in aula si arrivò a un ritardo complessivo di cinque anni, che poi venne parzialmente recuperato prima con la costruzione e successivamente con la messa a punto vera e propria dell'esperimento.
Insomma, una tipica storia italiana, ma nonostante ciò, giusto tra giorni prima di quel fatidico 17 agosto, VIRGO aveva rilevato la sua prima onda gravitazionale, all'incirca due anni dopo la prima onda gravitazionale di LIGO.