Stomachion

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giovedì 17 maggio 2018

Il lato oscuro dell'universo

Ieri sera, per la serie dei Cieli di Brera, è stato ospite e conferenziere dell'Osservatorio Astronomico Andrea Cimatti dell'Università di Bologna. Autore del libro L'universo oscuro, vincitore nel 2017 del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica nella categoria delle Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, si è presentato con un titolo con un neanche troppo velato rimando a Star Wars. Non è un caso, ad esempio, che su Quora si trova una domanda del tipo: La Forza è più simile alla materia oscura, all'energia oscura o a cos'altro?
Partiamo, però, dall'inizio: l'idea che nell'universo siano presenti corpi celesti scuri venne espressa per la prima volta da Lord Kelvin nel 1884 che stimò come la maggior parte delle stelle che costituiscono la Via Lattea siano scure e quindi invisibili agli occhi. Il termine di "materia oscura" venne però coniato nel 1906 da Henri Poincaré in un commento al lavoro di Lord Kelvin, mentre il primo a suggerire l'esistenza di tale materia a partire da misure astronomiche fu Jacobus Kapteyn nel 1922. Le successive osservazioni di Jan Oort (1932) e Fritz Zwicky (1933) fornirono ulteriori dati a supporto dell'esistenza di materia oscura nell'universo fino alle prime, robuste osservazioni di Horace Babcock sulla nebulosa di Andromeda (1939).