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sabato 21 dicembre 2019

Città oscura

Peter Milligan è uno dei molti sceneggiatori britannici che hanno invaso il mercato supereroistico statunitense. Al pari di autori come Alan Moore e Neil Gaimann, ha iniziato la sua carriera su 2000 AD, per poi vedere la sua carriera svilupparsi soprattutto negli Stati Uniti, in particolare sugli albi della DC Comics, dove si divise tra i supereroi classici e gli albi dell'etichetta Vertigo. Tra i supereroi su cui lo scrittore ebbe modo di lavorare si conta anche Batman, per cui scrisse le storie sia su Detective Comics, sia su Batman. Alcune di queste storie sono state raccolte in Dark Knight, Dark City, stampato in italia dalla RW Lion, attuale licenziatario DC Comics, nel volume Cavaliere Oscuro, città oscura. In particolare la storia che da il titolo al volume, Città oscura, vicenda in tre parti disegnata da Kieron Dwyer gioca un ruolo fondamentale nella storia pre New 52 del personaggio. Quando, infatti, Grant Morrison lavorò sul personaggio, nella saga che riportò in vita Bruce Wayne dopo averlo "ucciso", integrò proprio la saga mistica di Milligan nella storia ufficiale del personaggio, legando le origini di Batman al demone dalle fatezze pipistrellesche ideato dal suo collega britannico.
Ritroviamo, però, la caratteristica misticheggiante di Città oscura anche nelle altre storie del volume, come L'erba famelica, dove le chine di Steve Leialoha forniscono una marcia in più ai disegni di Jim Aparo, un nervosismo in linea con il soggetto di Milligan.
La storia in due parti, Il golem di Gotham, ha purtroppo una sua forte attualità con il soggetto che si concentra sulle idee razziste e fasciste tuttora presenti negli Stati Uniti, ma non solo, mentre è molto più classica E il boia indossava i tacchi a stiletto, un vero e proprio noir narrato da Batman in prima persona con una spruzzata alla Dick Tracy. Entrembe queste storie, sempre disegnate da Aparo, vedono Mike De Carlo alle chine, che non modifica in maniera eccessiva il tratto del siegnatore titolare. Il volume viene concluso dalla psicologica Crisi d'identità, disegnata dal sempre ottimo Tom Mandrake, il cui tratto è perfetto per l'intensità narrativa della storia di Milligan.
Nel complesso un ottimo volume che fornisce uno spaccato interessante per uno dei supereroi più famosi e amati del fumetto supereroistico.

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