Stomachion

venerdì 22 maggio 2026

Cryogen: Europa, la regina di ghiaccio

Winter's end, she's Europa
20260522-europa
Europa è la luna più piccola e più leggera delle quattro lune galileiane di Giove, ovvero i satelliti scoperti da Galileo Galilei quando puntò il suo telescopio per osservare il gigante gassoso del nostro sistema solare. Grazie alle osservazioni compiute da strumenti molto più sofisticati di quello utilizzato dal fisico pisano, in particolare la sonda Galileo, abbiamo oggi maggiori informazioni sulla sua composizione e sulla sua superficie. In particolare le foto scattate dalla sonda nel 1997 mostrano una superficie ghiacciata solcata da diverse spaccature, che in colorazioni successive vennero evidenziate con il colore rosso.
Immaginate, quindi, di camminare sulla superficie di Europa, mentre l'atmosfera pullula di cristalli di ghiaccio spazzati dai venti e noi, con indosso una giacchetta rossa, che camminamo stretti stretti cercando di non congelare:
Through a polar desert wilderness
Europa è sostanzialmente composta da carbonio, azoto e acqua. Inoltre si trovano anche grandi quantità di anidride carbonica ghiacciata. Le striature rosse che vediamo nelle foto sono, in pratica, delle spaccature della superficie ghiacciata del satellite. Queste sono probabilmente composte da magnesio e ossidanti, come l'acido solforico.
Un ambiente che non sembra per nulla ospitale per la vita così come la conosciamo. Almeno in superficie.
Crystallise, freeze my blood into diamonds
In effetti si suppone che sotto la sua superficie potrebbe esserci della vita, tipo batteri o anche qualcosa di leggermente più complesso (ma non troppo). E ci sono anche un paio di progetti della NASA che avrebbero lo scopo proprio di chiarire meglio questa faccenda: uno Europa Lander e un veicolo subacqueo autonomo detto Buoyant Rover for Under-Ice Exploration, che ovviamente chissà se e quando potrebbero diventare delle effettive missioni in viaggio verso Europa.
Torniamo a noi, però. Siamo sulla sua superficie a vagare, con scarsa visibilità, mentre sotto la sua superficie sta succedendo qualcosa: un misterioso oggetto si sta per attivare.
Yeah, this girl is nitrogen
E' un oggetto di forma circolare. Perpendicolarmente alla sua circonferenza ci sono altre circonferenze di raggio variabile. Ha un aspetto metallico e, a un certo punto, inizia a risalire, rompendo la superficie ghiacciata del satellite. E quindi resta sospeso proprio sopra la nostra testa.
E' così che si conclude Cryogen, singolo dei Muse tratto dal loro prossimo album, The Wow! Signal, la cui uscita è ormai imminente, il 26 giugno 2026, e come avrete intuito ambientato su Europa.
20260522-cryogen-finale
Il titolo dell'album si riferisce al cosiddetto Segnale Wow! registrato il 15 agosto del 1977 presso il radiotelescopio Big Ear dell'università statale dell'Ohio. All'interno del segnale registrato dal radiotelescopio, l'astronomo Jerry Ehman scoprì, un paio di giorni dopo, un'anomalia, ovvero proprio il segnale passato alla storia come Wow! signal. Ovviamente le ipotesi sulla sua origine furono molteplici, inclusa quella di una origine intelligente, sia terrestre (riflessione di un nostro stesso segnale causata da un qualche oggetto cosmico), sia extraterrestre.
Tale affascinante ipotesi venne sostenuta anche dallo stesso Ehman nel 2019, anche se onor del vero l'astronomo aveva anche sostenuto l'idea di un segnale terrestre riflesso. In ogni caso nel 2024 in un preprint un gruppo di ricerca affermò che, dai dati presi dal radiotelescopio di Arecibo, il Segnale Wow! era stato probabilmente provocato da un raro evento astrofisico, in cui le emissioni stellari hanno energizzato una nube di idrogeno freddo, provocandone un improvviso aumento di luminosità.
Un aspetto interessante del frame conclusivo del video, che lo lega alla storia del titolo dell'album, è che sotto i piedi del protagonista, mentre l'oggetto spaziale è sospeso sulla sua testa, compare una parte della costellazione del Sagittario, zona dalla quale ha avuto origine il Segnale Wow! Nonostante questo, però, la prossima tappa di questa specie di navicella spaziale non sarà la costellazione del Sagittario, come abbiamo visto sul visualiser di Hexagons, uscito giusto un paio di giorni fa. Questa, però, è un'altra storia, anche se qualcuno può già intuire che storia è anche senza aver visto il visualiser.
Prima di lasciarvi al video ufficiale di Cryogen una piccola osservazione. I Muse sembrano giocare su due concetti in qualche modo contrastanti: da un lato l'immobilità dovuta alla criogenia, cryogen, e alla cristallizazione, crustallise, dall'altro l'azione, raccontata dal cry again, gridare ancora.

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