
La storia è di una attualità disarmante e questo è indubbiamente l'elemento di maggior pregio di quest'ultimo episodio. In questo senso sono significative le parole di Paperenea nel finale:
Potremmo provare a unire tutti questi villaggi, tutte queste genti per vivere in concordia in una sola grande città!In effetti solo sapendo che l'Eneide è un'opera incompiuta, che si chiude bruscamente con la conclusione del duello tra Enea e Turno, con quest'ultimo che viene ucciso per mano dell'eroe troiano (cosa che, ovviamente, Paperenea non fa con Gasturno), si può apprezzare l'originalità della chiusa di Artibani (anche se devo dire che forse avrei finito la storia una pagina prima).
Una città in cui aiutarci gli uni con gli altri, senza divisioni, dove ci sarà posto per tutti e nessuno si sentirà straniero!
E' un vero peccato, in questo senso, che tutta l'epica e il pathos dell'Eneide in questa parodia si siano concentrate nell'ultimo episodio: i primi due episodi, sicuramente divertenti, sono nel complesso ridicoli rispetto a quello che avrebbe meritato il poema di Virgilio e l'unica porzione di quei primi due episodi che si salva è la scena ambientata nell'antro della sibilla cumana. Forse, in questo caso, fari uscire gli episodi più concentrati (in un unico numero o in due) avrebbe giovato un po' al modo di approcciarsi alla storia.
Viaggi d'orrore
Paperina non transige e così ne Le ombre di villa Janger di Giulio Gualtieri e Roberto Vian, nuovo episodio della serie di Lord Hatequack presenta, Paperino è costretto a portare la fidanzata in vacanza. Essendo a corto di finanze, opta per una villa a prezzo stracciato in una località remota. Molto remota, come i nostri eroi scopriranno.Storia di fantasmi, mostri e ombre nascoste... nell'ombra, riesce in effetti ad avere la forza di un classico racconto di genere: ci fossero stati Gualtieri e Nucci all'epoca di X-Mickey, credo che la serie sarebbe durata un po' più a lungo. L'unica cosa che è saltata all'occhio è che Paperino e Paperina dormono in stanze separate. E' ovvio che non si mostrano ai lettori, soprattutto a quelli adulti, che in fondo anche loro due sono come tutti gli altri (e probabilmente qualche bambino sarà andato dai genitori a chiedere perché quando vanno in vacanza non prendono anche loro stanze separate come Paperino e Paperina: sarebbe fantastico!), però penso che si sarebbe potuto gestire il tutto in maniera meno esplicita, ma più realistica.
Ritorniamo alle storie a sommario. Più o meno a metà numero troviamo Paperino marchese d'Italia, ipercinetica e divertente commedia all'americana in cui Paperino compie un giro di mezza Italia per raggiungere un'improvvisa eredità abbianata anche a un titolo nobiliare. Scritta per il mercato estero (come intuibile dal codice) da Alessandro Ferrari, vede ai disegni Umberto Sacchelli e Mario Ferracina. La combinazione dei due disegnatori produce uno stile molto vicino a quello di Giorgio Cavazzano, decisamente adatto al dinamismo e all'umorismo della storia.
Tra l'altro proprio Cavazzano è presente in questo numero con una breve dedicata a SuperPippo, La giornata superproblematica, scritta da Marco Palazzi, per una volta saltato dall'altro lato del tavolo da disegno.
E visto che mi manca una sola storia a sommario, eccola qui: I mercoledì di Topolino. Francesco Pelosi, supportato da Ivan Bigarella ai disegni, fornisce un punto di vista interessante su Topolino che si cimenta come scrittore. Di fatto la storia rientra nello spirito de I mercoledì di Pippo, ma con un Topolino come appare nei romanzi di Pippo e non nella "realtà", cosa questa che un po' fa storcere il naso. Non troppo, perché in fondo è narrata dalla voce di Pippo e quindi può tranquillamente essere come il modo in cui quest'ultimo vede Topolino e non come lo vediamo noi.
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