
A sommario troviamo Trappola al castello di Marco Gervasio ed Emmanuele Baccinelli, pubblicata originariamente sul Topolino #3571, e una serie di storie tuttosommato relativamente recenti, ma non così rilevanti, sul Paperinik classico. Se da un lato la scelta di queste storie risulta qualitativamente più alta del mese scorso, dall'altro c'è da dire che la storia "classica", non introdotta da alcun articolo specifico come invece accade su altre testate come Paperino e Zio Paperone, è sicuramente la mia preferita di questa porzione dell'albo.
Il "diabolico" pi.onir. di Fabio Michelini e Alberto Lavoradori, racconta di un pigiama prodotto da Paperone che presenta un effetto collaterale: spinge chi lo indossa a interpretare nella vita reale i suoi sogni. E questo porta, in una città come Paperopoli, allo spuntare di supereroi dilettanti dietro ogni angolo, con conseguente superlavoro per il povero Paperinik.
La storia, come la quasi totalità delle storie paperinikiane di Michelini, combina sapientemente gag divertenti con lo stesso Paperinik protagonista, ad altre scene in cui emerge la sua abilità e la sua determinazione, riuscendo quindi a raccontare un ritratto completo del personaggio.
Cerchi nel grano
Il pezzo forte dell'albo, però, è la storia di chiusura, PK: Halo, secondo episodio della miniserie scritta da Francesco Testi che riporta le atmosfere di PKNA sulle pagine di Paperinik nell'anno del trentennale della storica testata. La storia, disegnata da un ottimo Federico Franzò, vede il primo confronto aperto tra Paperinik e l'ammiraglio evroniano Zenith, che riesce ad attirare l'attenzione dell'eroe in un campo di grano, dove prepara una trappola per isolarlo da Uno, ritenendo in questo modo di indebolirlo tecnicamente, ma anche nello spirito.Testi, ancora di più in questo secondo episodio, dimostra di aver assimilato molto bene la lezione di PKNA. Da un lato propone riferimenti al passato di Paperino, in particolare alla sua infanzia alla fattoria, con il flashback iniziale, espediente peraltro utilizzato in alcuni degli episodi di PKNA, su tutti Trauma. Dall'altro rinverdisce lo scontro con gli evroniani, in questa miniserie ancora non concluso (e dunque dobbiamo considerarl come un'operazione di retrocontinuity), combinando i tipici elementi super di PKNA con uno dei punti cardine del Paperinik classico che gli autori si sono portati dietro in quella serie: Paperinik è molto di più dei super-aggeggi, di origine archimedea o ducklairiana è lo stesso, che si porta dietro.
Il risultato finale è un episodio di ottima fattura che aggiunge elementi interessanti al mito di PK.
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