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giovedì 3 gennaio 2019

Tolkien e le lingue di Arda

Dopo il recente trittico di articoli tolkeniani (la recensione di Kullervo, l'articolo dedicato all'ultima luna d'autunno e lo speciale de le grandi domande della vita sulla Terra di Mezzo) oggi, che è il giorno della nascita di J.R.R. Tolkien vi propongo un estratto dalla voce su it.wiki dedicata allo scrittore e filologo britannico:
Tra gli insoliti hobby di Tolkien vale infine la pena ricordare ciò che descrisse nel suo saggio Il vizio segreto (A Secret Vice, pubblicato nella raccolta Il medioevo e il fantastico), ovvero l'invenzione di nuovi linguaggi.
Tutto ebbe inizio quando il giovane Tolkien ascoltò per caso un gruppo di ragazzi parlare in "animalico" (o "animalese"), un linguaggio-gioco che si serviva esclusivamente di nomi di animali e numeri per comunicare qualsiasi tipo di informazione. Ad esempio "cane usignolo picchio quaranta" poteva voler dire "tu sei un somaro". Successivamente l'animalico venne dimenticato e sostituito da un nuovo idioma: il "Nevbosh", che storpiava in maniera irriconoscibile le parole inglesi sostituendole in alcuni casi con altre latine o francesi. Da allora l'interesse di Tolkien per le lingue non fece che aumentare. Nel suo saggio Inglese e gallese Tolkien ricorda il giorno in cui per la prima volta vide su una lapide le parole "Adeiladwyd 1887" ("Costruito nel 1887") e se ne innamorò. Il gallese divenne una fonte inesauribile di bei suoni e perfette costruzioni grammaticali, un linguaggio melodioso a cui poter attingere per le sue future invenzioni linguistiche. Infatti, dopo il gallese venne il finnico (suomi), e prima di esso il greco e l'italiano, e l'immaginazione prese il sopravvento.
La recensione del libro citato in questo estratto, Il medioevo e il fantastico, la trovate su SciBack insieme con l'articolo dedicato all'uomo verde, sir Gawain e lo scudo di quest'ultimo.

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