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domenica 6 gennaio 2019

Topolino #3293: Il buongiorno

In un certo senso se il buongiorno si vede dal mattino allora si deve concludere che ci saranno pochi topi nel 2019 di Topolino. Il sommario del primo numero del settimanale disneyano, infatti, vede la presenza di Topolino sull'ultimo episodio di Alla ricerca di Topolino, la saga scritta da Francesco Artibani per la Disney, e una breve quasi muta di Pietro Zemelo e Gigi Piras con Pippo protagonista.
Accontentandoci di quel che passa la redazione, consoliamoci con la seconda puntata della parodia di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen:
Dove un cuore viene spezzato e una rivelazione viene esternata
Il secondo volume riprende da dove era finito il precedente, in particolare con la richiesta di matrimonio da parte di Picollins a Elizabeth, che ovviamente rifiuta, protetta dalla forza d'animo della Nonna contro le rimostranze della zia Bridget. La scena è deliziosamente divertente, anche grazie a una vignetta metafumettistica in cui le parole di Picollins sommergono letteralmente la povera Lizzy che deve cercare spazio all'interno della vignetta facendosi largo tra i fumetti del logorroico cugino nonché esattore del burbero lord Paperon De Bourgh, ovvero il buon Paperon de Paperoni, che fa il suo esordio esattamente in questo episodio con una caratterizzazione che ricorda molto da vicino quella originale di Carl Barks.
Il tutto viene impacchettato in una confezione divertente, gradevole, ironica ma anche con quel pizzico di romanticismo tipico non solo della Austen ma anche delle storie di Teresa Radice, come sempre ottimamente supportata dal marito Stefano Turconi che conferma quanto già scritto relativamente al primo volume e propone una chicca interessante, visto che il simbolo della valuta sul palazzo di De Bourgh è lo stesso della valuta utilizzata in sudafrica che campeggia sul deposito di Cuordipietra Famedoro!
Dal flippismo al mezzopienismo
Il flippismo è una corrente filosofica fondata dal professor Picchiatelli che ha come obiettivo quello di risolvere i problemi con il lancio di una moneta. Ne veniamo a conoscenza sulle pagine de La filosofia flippista di Barks e vede come protagonista Paperino, travolto dall'entusiasmo di Picchiatelli. Bruno Sarda e Lucio Leoni a poco più di 65 anni di distanza coinvolgono Paperino in un altra corrente filosofica non molto lontana dal flippismo: Il mezzopienismo.
Vate di questa nuova disciplina è il buon Paperoga, illuminato dal tomo essenziale di Lotty Mist, che suggerisce di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. La storia, gradevole, si rivela incredibilmente educativa, visto che i guai che coinvolgono i due cugini vengono visti ogni volta in un'ottica positiva, almeno fino all'evento conclusivo che condurrà Paperoga a mettere in crisi l'essenza del mezzopienismo.
Una favola senza pensieri
Le storie di Fabio Michelini, soprattutto nell'ultimo periodo, hanno il gusto più di favole moderne che non di avventure vere e proprie. Ricche di ispirazioni barksiane, hanno una struttura abbastanza standard: Paperone ha un problema e si rivolge o ad Archimede o ai suoi esperti; si giunge a un'impasse e spesso è Paperino, a volte in maniera inconsapevole, a fornire l'idea risolutiva o, inevitabilmente, a mettere in crisi lo svolgimento degli eventi. Non sfugge a questa struttura, pur con le sue variazioni, nemmeno Il cappello spensatore, dove Paperone produce l'inconsueta invenzione di Archimede: un cappello in grado di svuotare i penseri delle persone, rendendole più leggere e rilassate.
Svuotare i pensieri è indubbiamente possibile e non c'è bisogno di alcun cappello, ma Michelini aggiunge all'operazione un imprevisto: i pensieri negativi che il cappello espelle dalla testa di chi lo utilizza e che forniscono l'energia necessaria ad Amelia per attaccare il deposito, che costituisce la seconda parte della storia, oltre che l'elemento più prettamente favolistico della storia.
Ai disegni troviamo, come sempre succede per le storie di Michelini di quest'ultima fase della sua carriera, Luciano Gatto, che continua a deliziare i lettori con il suo tratto rotondo e scarpiano, pur se a volte con qualche incertezza nelle espressioni dei personaggi.

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