L'immagine che vi propongo oggi è stata prodotta da MeerKAT, una rete di 64 telescopi radio in Sud Africa. Grazie a essi siamo in grado di vedere cosa succede nei pressi del centro galattico, cosa che è piuttosto difficile utilizzando i telescopi ottici. Nella foto il luminosissimo centro coincide con il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, mentre le altre zone più dense sono concentrazioni di gas dovuti a varie sorgenti (resti di supernove, nebulosa a emissione, ecc...). In alto a destra c'è lo zoom di una particolare regione catturata dal James Webb e ci può fornire un'idea della vastità della regione ritratta: basti pensare che l'immagine di Webb copre qualcosa come 44 anni luce!
In ogni caso, a me, la foto ha fatto pensare al fondale marino!
Stomachion
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martedì 2 settembre 2025
giovedì 8 settembre 2022
Al centro della Via Lattea
Era l'8 settembre del 1966 quando il primo episodio ufficiale di Star Trek, The Man Trap, Trappola umana, veniva messo in onda dalla NBC. Dopo i 55 anni da quella prima puntata festeggiati con lo Star Trek Day dell'anno scorso, anche in questo 2022 dedico un video alla fisica di Star Trek. In questa occasione, però, mi lascio ispirare dalla serie animata, che ha proseguito le vicende della serie classica a partire dal 1973 e fino al 1974 per un totale di 22 episodi.
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venerdì 13 maggio 2022
Da Fibonacci a Sagittarius A*
Quando uscì la recensione di Annihilator (che ho riproposto con qualche modifica su EduINAF proprio per l'occasione) scrissi un'introduzione il più accurata possibile dal punto di vista scientifico, che ho anche estratto e riproposto qui su DropSea. Alla fine, dopo un montaggio che ha preso più tempo del previsto (ma anche già l'audio ha richiesto lo stesso), ecco arrivare un video dedicato a questa nuova fantastica foto di un buco nero supermassiccio, Sagittarius A*, quello che si trova al centro della nostra galassia, la Via Lattea.
martedì 8 gennaio 2019
Disegnare un buco nero
Rispetto alla rappresentazione dell'intero universo cui ho dedicato diversi articoletti, rappresentare un buco nero è indubbiamente molto più semplice, avendo però sempre l'accortezza di ricordare che la forma del buco nero non è visualizzabile visto che non sappiamo praticamente nulla di questo particolare oggetto cosmico.
Dal punto di vista grafico si tende, infatti, a disegnare letteralmente un buco nel tessuto dello spazio tempo il cui bordo inferiore è nero e irraggiungibile: un modo pittorico per far comprendere come tutto cada al suo interno e nulla ne riesca a sfuggire. In effetti tale visione, se corretta, andrebbe replicata praticamente per ogni punto di una sfera arrivando così alla conclusione che un buco nero è una regione sferica di cui non conosciamo assolutamente nulla. Eppure esiste un modo più tecnico di rappresentare il buco nero ed è dovuto all'uomo che in pratica ha introdotto la topologia all'interno della fisica in generale e della relatività generale in particolare: Roger Penrose.
Dal punto di vista grafico si tende, infatti, a disegnare letteralmente un buco nel tessuto dello spazio tempo il cui bordo inferiore è nero e irraggiungibile: un modo pittorico per far comprendere come tutto cada al suo interno e nulla ne riesca a sfuggire. In effetti tale visione, se corretta, andrebbe replicata praticamente per ogni punto di una sfera arrivando così alla conclusione che un buco nero è una regione sferica di cui non conosciamo assolutamente nulla. Eppure esiste un modo più tecnico di rappresentare il buco nero ed è dovuto all'uomo che in pratica ha introdotto la topologia all'interno della fisica in generale e della relatività generale in particolare: Roger Penrose.
venerdì 16 gennaio 2015
Anteprima recensione: Annhilator e il buco nero di Fraser Irving
Questa volta estraggo, ma non come screenshot, una parte della recensione di "Annihilator", ultimo fumetto di Grant Morrison che sta arrivando in Italia a ridosso dell'edizione originale
I conigli sono degli animali estremamente prolifici, quasi leggendari nel loro tasso di riproduzione, tanto che Leonardo Fibonacci proprio grazie a questi simpatici roditori scoprì la serie che oggi porta il suo nome: 1 1 2 3 5 8 13 21 e così via, e dove ogni numero è la somma dei due precedenti.
È però stupefacente notare quanto sia pervasiva all'interno della natura questa serie numerica: possiamo ritrovarla, per esempio, nella disposizione dei semi dei girasoli(1), nella struttura dei carapaci delle tartarughe, nelle spirali delle conchiglie. O, ancora, nelle galassie a spirale(2).
Quasi nulla sfugge dall'orizzonte degli eventi di questo mostro cosmico: immaginate la materia mentre, strato dopo strato, cade al suo interno, scomposta nei suoi costituenti fondamentali, e l'unica traccia di questo pasto è una semplice, piccola radiazione X(7), un leggero calore che riesce a sfuggire, la prova di una digestione millenaria. È in questa zona di confine che viene portato Max Nomax, avventuriero e genio, alla ricerca di "una cura per la morte", un modo per ricongiungersi in vita con la sua amata, protagonista di una classica storia di fantascienza cosmica scritta dall'altrettanto geniale Ray Spass, sceneggiatore hollywoodiano in crisi creativa e tormentato dal suo manager, che lo pressa per ottenere la sceneggiatura per una nuova serie di film, Annihilator.
I conigli sono degli animali estremamente prolifici, quasi leggendari nel loro tasso di riproduzione, tanto che Leonardo Fibonacci proprio grazie a questi simpatici roditori scoprì la serie che oggi porta il suo nome: 1 1 2 3 5 8 13 21 e così via, e dove ogni numero è la somma dei due precedenti.
È però stupefacente notare quanto sia pervasiva all'interno della natura questa serie numerica: possiamo ritrovarla, per esempio, nella disposizione dei semi dei girasoli(1), nella struttura dei carapaci delle tartarughe, nelle spirali delle conchiglie. O, ancora, nelle galassie a spirale(2).
Viaggiando nell'universo
La materia galattica, infatti, ruota intorno al suo centro realizzando, spesso, delle strutture spiraleggianti, bracci di materiale solido e gassoso che prendono delle forme descrivibili proprio grazie alla serie di Fibonacci mentre cadono verso il centro, fagocitate lentamente da un oggetto apparentemente assurdo ma assolutamente reale che porta il nome di buco nero supermassiccio. All'interno di ogni galassia a spirale si trova proprio un buco nero(3, 4), che al tempo stesso rappresenta il motivo dell'esistenza(5) e il destino ultimo di strutture come la nostra Via Lattea, al cui centro si trova Sagittarius A*(6).Quasi nulla sfugge dall'orizzonte degli eventi di questo mostro cosmico: immaginate la materia mentre, strato dopo strato, cade al suo interno, scomposta nei suoi costituenti fondamentali, e l'unica traccia di questo pasto è una semplice, piccola radiazione X(7), un leggero calore che riesce a sfuggire, la prova di una digestione millenaria. È in questa zona di confine che viene portato Max Nomax, avventuriero e genio, alla ricerca di "una cura per la morte", un modo per ricongiungersi in vita con la sua amata, protagonista di una classica storia di fantascienza cosmica scritta dall'altrettanto geniale Ray Spass, sceneggiatore hollywoodiano in crisi creativa e tormentato dal suo manager, che lo pressa per ottenere la sceneggiatura per una nuova serie di film, Annihilator.
giovedì 20 febbraio 2014
Un buco nero nel taschino
Grazie alla gif animata qui sotto, condivisa da +Marco Cameriero (ma ora, dopo la pubblicazione automagica su G+ gli andrà una notifica matemistica?), recupero, in italiano, un post che ho pubblicato a settembre 2013 su Doc Madhattan.
L'immagine qui sopra è una foto ai raggi X di Sgr A*(4):
La gif animata è, in ogni caso, estratta da un video su YouTube condiviso su io9.

Sagittarius A* (Sgr A*) è una sorgente radio astronomica brillante e molto compatta al centro della Via Lattea, vicino al confine delle costellazioni del Sagittario e dello Scorpione. SGr A* è parte di una più grande figura astronomica nota come Sagittarius A. Si crede che sia la posizione di un buco nero supermassiccio(1, 2), come quelli che generalmente si ritiene si trovino al centro di molte galassie ellittiche e a spirale. Osservazioni della stella S2 in orbita intorno a Sgr A* sono state utilizzate per mostrare la presenza, e produrre dati sul buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, e hanno portato alla conclusione che Sgr A* sia il sito di quel buco nero(3).

Le emissioni X da Sgr A* possono essere descritte come la sovrapposizione di una sorgente puntiforme dovuta al buco nero stesso, e di una nuvola di emissione più grande di circa 2". All'interno di questa nuvola, possiamo identificare oltre un centinaio di stelle brillanti risolte individualmente, e dedurne più di un migliaio troppo piccole per essere rilevate(5).Inoltre:
la temperatura e il profilo di densità della nube di gas che circonda la nuvola di Sgr*. the temperature and density profile of the gas cloud surrounding Sgr A* (...) mostrano che più del 99% del gas non raggiunge mai il centro del buco nero, ma piuttosto è rigettato dal sistema(5)Ci sono anche alcune questioni non risolte: ad esempio se il tasso di accrescimento osservato è dovuto esclusivamente a Sgr A* o se esiste un'altra sorgente aggiuntiva; o quale sia la causa della sua bassa luminosità, inferiore di diversi ordini di grandezza del suo potenziale teorico(5).
La gif animata è, in ogni caso, estratta da un video su YouTube condiviso su io9.
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