Stomachion

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lunedì 15 dicembre 2025

Einstein, un uomo per tutte le citazioni: la follia

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Albert Einstein, per molte persone, più che un fisico è un mito. Non è raro, infatti, che gli vengano assegnate frasi che non ha mai scritto o detto, come il caso della seguente citazione:
La definizione di follia è fare sempre la stessa cosa allo stesso modo e aspettarsi un risultato diverso.
Come raccontato dal sempre puntuale Quote Inspector, non esiste alcuna fonte che accredita in maniera esatta e precisa la frase ad Einstein. Anzi le prime occorrenze di frasi quasi identiche a questa risalgono al 1981 e una è associata a un anonimo partecipante a una associazione di alcolisti anonimiin Tennessee e l'altra viene da un opuscolo della Narcotics Anonymous, quindi nascono nell'ambito della lotta alle dipendenze da sostanze.
Solo nel 1990 alcuni hanno iniziato ad associare la frase con Einstein, ma ovviamente senza indicazione di alcuna fonte, cosa che d'altra parte era impossibile visto che non esisteva alcuna fonte a confermare tale associazione!

mercoledì 31 gennaio 2024

Il levriero e il ghepardo

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Notavo che, per uno strano caso del destino, questo gennaio si è all'improvviso ritrovato nella curiosa condizione di chiudersi con lo stesso numero di post dell'anno scorso, il tutto in una situazione in cui, al contrario, pensavo che ciò non sarebbe successo. Così ho pensato di finire il mese con un post leggero che riprende a sua volta un altro post finitomi nella timeline di tumblr. Di fatto è la versione italiana di una specie di favola moderna (per essere buoni, ovviamente) in cui un ghepardo si rifiuta di gareggiare contro una muta di levrieri su chi è più veloce. La morale della favola si sintetizza nella frase con cui si conclude:

venerdì 4 maggio 2018

Le grandi domande della vita: Terra piatta, uova cubiche e altre facezie

La domanda sul destino degli astronauti che cadono dentro un buco nero mi ha spinto a riprendere la serie, ma con maggior calma rispetto al precedente esperimento. La speranza è quella di riuscire a mantenere il più possibile una cadenza mensile con la collocazione sul primo venerdì del mese, in modo tale da non uscire a ridosso con il Carnevale della Matematica, nel caso in cui l'articolo contenesse materiale per tale rassegna (cosa che direi abbastanza probabile!).
Per la ripartenza della serie, ho deciso di andare su un classico, la Terra piatta.
DiscoTerra!
La teoria della Terra piatta è vecchia quanto la civiltà: si trovano, infatti, tracce di tale modello nell'antico Egitto e in Mesopotamia. Si riteneva, infatti, che la Terra fosse un disco piatto sospeso su una massa d'acqua infinita. Tale immagine era particolarmente diffusa presso molte culture antiche, con qualche leggera differenza: ad esempio presso i cinesi era diffusa la credenza che la Terra fosse quadrata e non circolare.
Se c'erano molti filosofi (tra cui Democrito) che ritenevano la Terra piatta, ne esistevano altrettanti che erano certi della sfericità del nostro pianeta. Ad esempio i pitagorici, o Aristotele, o il più famoso di tutti, Eratostene, che fu il primo a determinarne la circonferenza.
Invece dallo studio degli antichi testi indiani è emerso come quella cosmologia sia stata in continuo divenire: sono infatti presenti riferimenti a una Terra piatta, ma anche a una concava o a una sferica non molto diversa da quella dei pitagorici.
Durante il medioevo ci fu un sempre maggiore passaggio dalla Terra piatta a quella sferica, nonostante la forte posizione di tale Sant'Agostino, strenuo sostenitore della prima tesi. Le prove a sostegno del fatto che il modello sferico fosse il più gettonato aumentano sempre più con il passare dei secoli a partire dal VI secolo circa: quella che può essere considerata la prova definitiva è il globo crucigero, una sfera con su posta una croce utilizzata come simbolo da re e imperatori sin dal V secolo.
Nonostante ciò a partire dal 19.mo secolo si diffuse il mito che durante il medioevo fosse dominante la credenza della Terra piatta. Il primo a sostenere tale tesi fu lo scrittore statunitense Washington Irving, secondo il quale Cristoforo Colombo dovette vincere l'opposizione degli uomini di chiesa, ritenuti sostenitori della Terra piatta, per ottenere i fondi necessari alla sua missione di esplorazione. Tra i sostenitori di tale tesi ci furono John William Draper e Andrew Dickson White, che la utilizzarono come elemento principale per sostenere l'esistenza di un conflitto duraturo tra scienza e religione. In realtà studi successivi scoprirono che molti studiosi del medioevo, inclusi quelli studiati da Colombo, ritenevano che la Terra fosse sferica.