La domanda sul destino degli
astronauti che cadono dentro un buco nero mi ha spinto a riprendere la
serie, ma con maggior calma rispetto al precedente esperimento. La speranza è quella di riuscire a mantenere il più possibile una cadenza mensile con la collocazione sul primo venerdì del mese, in modo tale da non uscire a ridosso con il Carnevale della Matematica, nel caso in cui l'articolo contenesse materiale per tale rassegna (cosa che direi abbastanza probabile!).
Per la ripartenza della serie, ho deciso di andare su un classico, la
Terra piatta.
DiscoTerra!
La teoria della
Terra piatta è vecchia quanto la civiltà: si trovano, infatti, tracce di tale modello nell'antico Egitto e in Mesopotamia. Si riteneva, infatti, che la Terra fosse un disco piatto sospeso su una massa d'acqua infinita. Tale immagine era particolarmente diffusa presso molte culture antiche, con qualche leggera differenza: ad esempio presso i cinesi era diffusa la credenza che la Terra fosse quadrata e non circolare.
Se c'erano molti filosofi (tra cui
Democrito) che ritenevano la Terra piatta, ne esistevano altrettanti che erano certi della sfericità del nostro pianeta. Ad esempio i pitagorici, o
Aristotele, o il più famoso di tutti,
Eratostene, che fu il primo a determinarne la circonferenza.
Invece dallo studio degli antichi testi indiani è emerso come quella cosmologia sia stata in continuo divenire: sono infatti presenti riferimenti a una Terra piatta, ma anche a una concava o a una sferica non molto diversa da quella dei pitagorici.
Durante il medioevo ci fu un sempre maggiore passaggio dalla Terra piatta a quella sferica, nonostante la forte posizione di tale
Sant'Agostino, strenuo sostenitore della prima tesi. Le prove a sostegno del fatto che il modello sferico fosse il più gettonato aumentano sempre più con il passare dei secoli a partire dal VI secolo circa: quella che può essere considerata la prova definitiva è il
globo crucigero, una sfera con su posta una croce utilizzata come simbolo da re e imperatori sin dal V secolo.
Nonostante ciò a partire dal 19.mo secolo si diffuse il mito che durante il medioevo fosse dominante la credenza della Terra piatta. Il primo a sostenere tale tesi fu lo scrittore statunitense
Washington Irving, secondo il quale
Cristoforo Colombo dovette vincere l'opposizione degli uomini di chiesa, ritenuti sostenitori della Terra piatta, per ottenere i fondi necessari alla sua missione di esplorazione. Tra i sostenitori di tale tesi ci furono
John William Draper e
Andrew Dickson White, che la utilizzarono come elemento principale per sostenere l'esistenza di un conflitto duraturo tra scienza e religione. In realtà studi successivi scoprirono che molti studiosi del medioevo, inclusi quelli studiati da Colombo, ritenevano che la Terra fosse sferica.