venerdì 31 maggio 2019

Le grandi domande della vita: Vita da astronauti

cc @stefacrono @astrilari @GeeKuna @Pillsofscience @Scientificast @mediainaf @malamiao @gruppolocale @md64
Come avevo promesso nell'ultimo articolo del resoconto dei tre giorni passati alla Altec, ho pensato bene di dedicare una puntata speciale alla vita nello spazio. L'idea è rispondere a tre domande particolari che, in qualche modo, sono emerse o che hanno trovato risposta durante questi tre giorni: come si fa a diventare astronauti? cosa vuol dire microgravità? e infine perché frutta e verdura fresche si degradano più in fretta rispetto alla Terra?
Iniziamo, dunque, il nostro viaggio nello spazio!
Lavoratori dell'era spaziale

Gagarin - via commons
L'era spaziale viene ufficialmente fatta iniziare il 4 ottobre del 1957 quando venne lanciato nello spazio lo Sputnik, il primo satellite artificiale dell'uomo. A inviarlo sopra le teste degli abitanti della Terra furono i russi, che inizialmente erano in vantaggio in quella che è oggi nota come la corsa allo spazio. Guidata dalle pressanti richieste di politici e militari, fu l'avanguardia e la parte più evidente e spettacolare della Guerra fredda dove la scienza giocò un ruolo fondamentale, sfruttando la contingenza politica per spillare i soldi necessari per far avanzare le conoscenze sceintifiche e sviluppare nuove tecnologie.
Passarono poco meno di 4 anni dal lancio dello Sputnik che ecco i russi riescono a mandare il primo uomo nello spazio, Jurj Gagarin: era il 12 aprile del 1961 e il cosmonauta sovietico, secondo la leggenda, disse dall'alto della sua posizione:
La terra vista dallo spazio è un posto bellissimo senza confini né barriere.

giovedì 30 maggio 2019

I rompicapi di Alice: Il movimento secondo Leonardo

I Codici di Madrid I e II sono due raccolte di manoscritti di Leonardo da Vinci ritrovati in una collezione all'interno della Libreria Nazionale di Madrid sul finire degli anni Sessanta del XX secolo. In particolare il Codice di Madrid I è costituito da 382 pagine di note accompagnate da qualcosa come 1600 tra schizzi e disegni e affronta un problema per il quale Leonardo è in qualche modo particolarmente noto come ingegnere e progettatore: quello degli ingranaggi.
Il punto di partenza di Leonardo, però, è lo studio dell'attrito. Questo è una forza che si oppone al moto, ma proprio grazie alla sua opposizione è possibile, per noi, camminare senza scivolare o perdere l'equilibrio. Come ben sappiamo oggi, però, l'intensità della forza d'attrito dipende dalle superfici che sono a contatto tra loro, da quanto sono liscie o ruvide, che è indipendente dall'area a contatto e che può essere ridotto utilizzando ad esempio un lubrificante o dei cilindri. Tutto questo, però, era già noto a Leonardo, come è possibile osservare dalla lettura del Codice di Madrid I. Inoltre è sempre Leonardo a introdurre il concetto di coefficiente d'attrito, definendolo come il rapporto tra la forza richiesta per far scivolare due superfici orizzontali una sull'altra e la pressione tra le due superfici. Leonardo stimò anche il valore di tale coefficiente d'attrito in $1/4$, coerente con i materiali più noti al fiorentino e con i quali poteva compiere degli esperimenti (legno su legno, bronzo su acciaio, ecc.)(1).
A questo punto Leonardo è pronto per sviluppare una serie di ingranaggi in grado di trasportare energia meccanica e produrre moto, riducendo al minimo l'attrito con l'utilizzo di sfere e cilindri, come ben si vede dai suoi numerosi disegni. In particolare, però, è l'utilizzo meccanico da parte di Leonardo di due particolari forme geometriche a colpire, perché anticipa di secoli la loro adozione effettiva: i denti epicloidali e l'ingranaggio globoidale.

mercoledì 29 maggio 2019

I segni satanici di Gerberto

Nella storia dei numeri assume un ruolo curioso Gerberto di Aurillac, meglio noto come Silvestro II, 139° papa della chiesa cattolica.
Fu un personaggio eclettico: appassionato di scienza e matematica, si tramanda che sia stato l'introduttore delle cifre arabe in Europa:
Gerberto fu una figura di massima importanza come religioso, politico e scienziato, che non poté essere ignorata dai suoi successori al soglio pontificio. Considerato il massimo esponente intellettuale del X secolo e uno dei più importanti del Medioevo, poliedrico e profondo conoscitore delle arti del trivio e del quadrivio, Gerberto introdusse in Occidente, grazie al contatto con la più avanzata cultura islamica, l'uso dell'orologio, di una sirena funzionante a vapore acquoso, e fu inventore di complicati strumenti musicali e astronomici. Tutte invenzioni che utilizzò a Reims per la didattica nella scuola cattedrale. Per esempio, Gerberto aveva costruito un complesso sistema di sfere celesti volte a far calcolare le distanze che intercorrevano fra i pianeti e, sempre in ambito astronomico, chiese in una lettera del 984 a Lupito di Barcellona la traduzione di un trattato arabo di astronomia, le Sententiae Astrolabii. Sempre a Reims fece costruire un organo idraulico che eccelleva su tutti gli strumenti precedentemente noti, nel quale l'aria doveva essere pompata manualmente, e che nel XVI secolo era visibile ancora a Ravenna. Nel campo della matematica, a lungo si è attribuita a Gerberto l'introduzione dei numeri arabi in Europa, merito di difficile attribuzione: sicuramente il giovane aquitano li conobbe alla scuola di Hatto a Vich, ma nulla ci autorizza a pensare che le abbia poi fatte conoscere nel vecchio continente. Di sicuro, Gerberto ebbe il grande merito di contribuire agli studi sull'astrolabio e di reintrodurre l'abaco in Europa, di cui, secondo una cronaca antica, avrebbe appreso l'uso dagli Arabi.

lunedì 27 maggio 2019

Cosmo Explorers 2019: un video e un paio di pensierini

Oggi pomeriggio uno degli insegnanti che aveva partecipato alla formazione milanese mi ha invitato per assistere alle presentazioni degli studenti dei loro lavori conclusivi sull'Alternanza Scuola/Lavoro legata a Kerbal Space Program. Alcuni presentati molto bene, altri con qualche titubanza, alla fine tutti hanno portato a conclusione il lavoro proponendo, oltre alla presentazione conclusiva, anche articoli e un bel video. Presenterò il tutto nei prossimi giorni, non appena mi verrà inviato tutto il materiale, su Edu INAF, ma nel frattempo vi lascio con il video dello spettacolino realizzato dalla scuola media Don Bosco vincitrice della categoria corrispondente nel contest dei Cosmo Explorers, che mi sembra un ottima chiusura per la tre giorni in Altec:

domenica 26 maggio 2019

Topolino #3313: La scelta migliore è scomparire

Forse per via dell'attesa Topolino #3313 è risultato una parziale delusione un po' in tutte le storie del sommario. Questa settimana, non solo per festeggiare il towel day ma anche a causa degli impegni alla Altec, le consuete recensioni qui su DropSea e sul Cappellaio Matto vengono entrambe pubblicate di domenica. Per cui restate sintonizzati per la recensione del terzo episodio de Il grande gioco geniale. Nell'attesa leggete l'esame, forse puntiglioso, della storia, in due parti, che a quanto pare pone fine alla serie Sezione scomparsi.
Tutta questione di dettagli
L'ultima avventura della serie ideata da Giorgio Salati, pur restando fedele alle atmosfere da serial televisivo poliziesco impostate dallo sceneggiatore, risulta deludente e lascia la sensazione di essere stata scritta piuttosto male. Le perplessità iniziano sin da subito quando il commissario Basettoni avvisa la moglie Petulia che farà tardi, ma non attraverso una semplice telefonata, ma con una videochiamata sul portatile della moglie. Premettendo che tale mezzo di chiamata mi sembra comunque poco usato anche dai ragazzini, risulta abbastanza poco credibile immaginare Petulia una nerd così sfegatata da portarsi il portatile in cucina mentre spadella tra i fornelli, inoltre la brava moglie viene forzatamente utilizzata per introdurre delle gag che, al massimo, lasciano la sensazione di essere di fronte all'ennesimo personaggio femminile idiota e superficiale. Il principale interesse di Petulia, moglie di un poliziotto, è quello di portare la zuppa di cipolle o il piatto di spaghetti al marito, senza preoccuparsi della sua scomparsa né quando questi torna a casa, né quando il rapimento di Basettoni diventa di dominio pubblico grazie alla televisione: Petulia si rivela, così, molto superficiale e sarebbe stato molto più interessante provare a metterla nel panico o a mostrare i motivi per mantenersi calma e tranquilla.
Altro dettaglio che nel complesso risulta fuori posto è la trasformazione di termini come internet e bluetooth in toponet e bluefoot di fronte ad altri che mantengono le loro espressioni usuali, come smartphone e gps. Il senso umoristico delle prime trasformazioni viene così perso dall'affiancamento dei termini usuali: né internetbluetooth hanno una qualche valenza commerciale e sono termini entrati nell'uso comune e dunque, se uno sceneggiatore vuole storpiare le denominazioni in questo caso tecnologiche, sarebbe più efficace farlo con tutte anziché lasciarne alcune intatte.

sabato 25 maggio 2019

L'unico e solo bar radioattivo dell'universo

Prima di iniziare, un buon towel day a tutti i lettori!
La traccia con cui si apre What Remains Inside a Black Hole dei Man or Atro-Man? ha un titolo che sembra ispirato a Douglas Adams e al suo Ristorante al termine dell'universo:

Il secondo romanzo della serie è, come già il primo, un susseguirsi di divagazioni all'interno della galassia da parte dei protagonisti, Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian e Zaphod Beeblebrox, cui non dobbiamo dimenticare il robot depresso, Marvin, o la Cuore d'oro, l'astronave dotata del motore a improbabilità, che ovviamente sfrutta l'imporbabilità quantistica per muoversi all'interno dell'universo e compiere azioni altamente improbabili.
Ad ogni buon conto, divertendosi come nel miglior stile di Adams, le peregrinazioni dei nostri eroi li portano fino al Ristorante al termine dell'universo che viene così brillantemente pubblicizzato:
Se stamattina hai fatto sei cose impossibili, perché non concederti come settima una colazione da Milliways, il Ristorante al termine dell'Universo?

venerdì 24 maggio 2019

Cosmo Explorers: Una chiusura


Sistemata la formattazione e alcuni errori di battitura dopo la prima pubblicazione via smartphone.
Con la terza e ultima giornata della gita alla Altec si chiude ufficialmente il progetto dei Cosmo Explorers. La speranza è che si riescano a trovare le risorse per riproporlo negli anni a venire e sin dal prossimo anno scolastico, ma la realtà è molto più dura di questa speranza. Mettendo, però, da parte i sogni, cercherò di fare un piccolo consuntivo di tutto il progetto nel suo complesso, non senza aver ricapitolato brevemente anche questa terza giornata, che è stata conclusione e approfondimento degli argomenti trattati ieri.
L'ultima giornata alla Altec, conclusasi nel primo pomeriggio per consentire a tutti di ripartire, è stata un po' più disordinata. Abbiamo iniziato con un incontro con i responsabili della logistica Altec dedicata alla Stazione Spaziale Internazionale. Di fatto la logistica nel campo aereospaziale (ma anche in quello aereonautico) non si riduce al semplice stoccaggio, ma anche a operazioni di controllo sicurezza, impacchettamenti asettici, gestione e approvvigionamento dei pezzi di ricambio, gestione dello spazio sui cargo o sulla Stazione stessa e altri compiti che sono certo di aver dimenticato, ma che coinvolgono conoscenze di chimica, scienze dei materiali, fisica e quant'altro. A corredo di queste informazioni e' arrivata anche la visita alle stanze asettiche dove vengono conservati gli oggetti più piccoli.

giovedì 23 maggio 2019

Cosmo Explorers: Una gita alla Altec


Sistemata la formattazione e alcuni errori di battitura dopo la prima pubblicazione via smartphone.
La seconda giornata dell'evento legato al progetto dei Cosmo Explorers è consistita in una serie di incontri e presentazioni alla Altec su vari argomenti legati alle missioni spaziali, alla loro progettazione e alla loro messa in opera.
In particolare, dopo un'introduzione sulla Altec e sulla vita sulla Stazione Spaziale Internazionale, in particolare sugli aspetti legati alla buona salute, abbiamo visitato i centri di controllo legati alla missione Gaia e alla Stazione Spaziale.
Gaia è un satellite che, posto a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, sta mappando le stelle della Via Lattea. La seconda mappa realizzata con i dati raccolti è stata rilasciata l'anno scorso, a fine ottobre se non ricordo male, e in Altec è presente la sede del Data Processiong Center Torino che raccoglie i dati astrometrici della missione.

mercoledì 22 maggio 2019

Cosmo Explorers: Gli esploratori del futuro


Sistemata la formattazione e alcuni errori di battitura dopo la prima pubblicazione via smartphone.
Come scritto su Edu INAF, oggi a Torino presso la ALTEC, azienda aereospaziale italiana, si è svolta la cerimonia di premiazione dei gruppi vincitori del contest nazionale legato al progetto Cosmo Explorers, che ha cercato nel corso dell'ultimo anno scolastico di proporre un modo alternativo di fare didattica a scuola: utilizzando un videogioco, nello specifico Kerbal Space Program.
Una volta giunti alla sede dell'azienda, mentre attendevamo l'ingresso degli studenti e la preparazione del servizio catering, insieme con i ragazzi del Planetario di Torino abbiamo sistemato i gadget per tutti sulle sedie: una shopping bagno con all'interno brochure del Planetario e una borraccia griffata Cosmo Explorers.
Dopo aver mangiato qualcosa (in effetti hanno portato a me e a Sandro Bardelli un paio di tramezzini, mentre cercavamo di mettere a posto un paio di video per la presentazione di Sandro), un gruppo di dipendenti della Altec ci ha fatto fare un giro per la struttura, almeno per le parti visitabili e fotografabili.

martedì 21 maggio 2019

Lettore, in guardia!

Spesso succede che soprattutto i romanzi della serie Giallo Mondadori mi arrivano tra le mani nei modi più inconsueti. E così succede anche con Lettore, in guardia!, poliziesco di John Dickson Carr, scrittore statunitense noto con lo pseudonimo di Carter Dickson. Il segreto del romanzo è, in qualche modo, contenuto nel titolo che ha una doppia lettura, anche in originale, The reader is warned. Protagonista del romanzo è, infatti, Herman Pennik che millanta dei poteri di lettura del pensiero in grado persino di uccidere un essere umano. Dunque il lettore che deve restare in guardia è proprio Pennik. O no? In realtà si trovano all'interno del romanzo anche alcuni riferimenti espliciti al lettore, inviti a fare attenzione ai dettagli.
Carr, infatti, mette sotto il naso al lettore del romanzo tutti gli elementi per giungere a una soluzione, o quanto meno per avvicinarsi a essa, mentre continua a puntare il dito su Pennik, in un gioco abbastanza scontato di mettere il presunto colpevole sotto i riflettori. In effetti il lettore, quello del romanzo, potrebbe tranquillamente decidere di tornare indietro e andare alla ricerca dei passaggi suggeriti, ma d'altra parte il ritmo narrativo e l'alternarsi degli eventi sono anche tali da spingere il lettore a restare incollato alla pagina e seguire tutti gli eventi in successione.
In questo senso la bellezza di questo poliziesco è proprio nella combinazione di elementi in qualche modo gotici grazie alla presenza del lettore del pensiero; elementi noir grazie al gioco iniziale, molto alla Derrick, in cui gli ospiti della casa in cui Pennik si trova si chiudono in un circolo di pensieri criminali; investigazione classica grazie agli indizi che Carr dissemina nella trama. Una combinazione mescolata con grande sapienza da Carr per ottenere un risultato appassionante e piacevole.

lunedì 20 maggio 2019

Senza parole: riflessione e rifrazione

\[\frac{n_1}{n_2} = \frac{\sin \vartheta_2}{\sin \vartheta_1} = \frac{v_2}{v_1}\] dove $v_1$, $v_2$ sono le velocità della luce nei due mezzi attraversati.
Leggi anche La rifrazione dell'aragosta | Post ispirato da sarpiotto su instagram | Codice LaTeX dello schema

domenica 19 maggio 2019

Topolino #3312: Una questione di brevetti

Vista la ricorrenza dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, la storia in cinque parti scritta da Bruno Enna per celebrare il genio italiano sta occupando lo spazio dedicato alla recensione settimanale Al caffé del Cappellaio Matto, però sul numero in edicola questa settimana ci sono ben due storie che forniscono un particolare interesse scientifico. Iniziamo con...
Una capatina all'ufficio brevetti
Sebbene l'idea dietro ai brevetti risalga al tempo della Magna Grecia, in particolare alla città di Sibari, la prima vera legge che regolamenta i brevetti risale al 19 marzo 1474, contenuta all'interno dello statuto del senato della Repubblica di Venezia. L'idea fondamentale dei brevetti stessi è quella di stabilire da un lato la paternità di un'invenzione e dall'altro i diritti di sfruttamento della stessa. Il problema è che ciò non azzera le diatribe né protegge completamente gli inventori stessi, questo perché depositare e mantenere un brevetto per un certo tempo costa denaro all'inventore stesso.
Il caso più eclatante in questo senso è proprio quello del telefono: per molti anni negli Stati Uniti la co-paternità dell'invenzione ad Antonio Meucci non venne accettata, ritenendo il solo Alexander Graham Bell inventore del dispositivo. Il fatto è che Meucci non poteva permettersi di depositare un brevetto vero e proprio per via dei costi molto più alti, accontendandosi del così detto caveat, che però non prevedeva di depositare un progetto più complesso. Questo, in pratica, lasciava margine per depositare un progetto più completo a chiunque si trovasse a lavorare su un sistema simile, proprio come nel caso di Bell.

venerdì 17 maggio 2019

Isotropofunk

#astronomia #cosmologia #musica #funk #cosmicmusic #astronomyforabetterworld cc @cosmobrainonair @astrilari @Scientificast @stefacrono @Pillsofscience
Come avrà notato chi mi segue su Instagram, ho recentemente postato le fotografie di una serie di vinili di Daniele Baldelli esposti in una vetrina su una viuzza intorno a Palazzo Brera. E visto che, nonostante la mia predilezione per blues, jazz e metal, in particolare nella sua accezione progressive, sono di natura curioso e interessato a scoprire nuovi generi e nuovi artisti, sono andato a cercare un po' che genere di musica propone questo famoso dj italiano. Ovviamente la curiosità era stata stimolata da due particolari dettagli: il primo è il titolo del progetto, Cosmic Temple, il secondo dalle custodie dei vinili. Mettendo le 6 custodie una accanto all'altra nell'ordine corretto, si compone un'immagine psichedelica su cui campeggia un bel Cosmic:
In un certo senso, e non solo per via dei titoli di molti dei suoi pezzi o per quelli di alcuni dei suoi album, può essere considerato come l'iniziatore della così detta cosmic music. In qualche modo, infatti, il tipo di musica non è molto differente da quella dei Deproducers, ma in qualche modo anche più stimolante, visto che si trovano anche commistioni con ritmi africani o con generi a me più congeniali come il jazz e soprattutto il funk, come ad esempio l'Isotropofunk che da il titolo a questo articoletto e che, in qualche modo, potrebbe servire come colonna sonora per il concetto fisico che andrò ad esplorare grazie proprio a Baldelli.

giovedì 16 maggio 2019

Una fine non allitterante

Una delle caratteristiche salienti dei titoli della Serie di sfortunati eventi sono i titoli con allitterazione. Questa è una figura retorica che si basa sulla ripetizione di suoni o serie di suoni uguali o simili all'inizio di due o più vocaboli successivi. Questa particolarità non viene usata da Lemony Snicket, narratore dietro il quale si nasconde lo scrittore della serie Daniel Handler, per l'ultimo dei volumi della serie, il tredicesimo, La fine.
La storia vede i tre orfani Baudelaire naufragare, alla fine di una tremenda tempesta, insieme con il conte Olaf, su un'isola dispersa in mezzo all'oceano. Questa è stata popolata nel corso degli anni da vari naufraghi guidati da Ismaele, il facilitatore dell'isola. La struttura sociale è solo apparentemente libera: gli abitanti, infatti, sottopongono qualunque relitto trovato sulla spiaggia e più in generale qualunque proposta all'esame di Ismaele, che generalmente la boccia, ma con un fare molto sottile e apparentemente disponibile. Il facilitatore, infatti, lascia al proponente la scelta finale, facendo però intendere abbastanza chiaramente che andare contro il suo parere rischierebbe di far "oscillare la barca". Quindi nessuna idea nuova, nessun meccanismo che permetta di migliorare la vita sull'isola o di depurare l'acqua per non bere la bevanda alcolica a base di cocco che rende tutti tranquilli e disposti ad accettare le decisioni di Ismaele. Quest'ultimo, però, nasconde un segreto dall'altra parte dell'isola, quella dove vengono portati i relitti bocciati da Ismaele (praticamente tutti!), mostrandosi alla fine altrettanto ipocrita dello stesso conte Olaf.
E' evidente in questo romanzo conclusivo come l'intento dello scrittore sia quello di criticare le strutture democratiche e più in generale quelle sociali che tendono a soffocare l'individuo, le sue particolarità e i suoi talenti. Quelli di Violet, Klaus e Sunny vengono, infatti, continuamente frustrati e mai bene accolti, tanto che di fronte alla minaccia del Mycelium Medusoide portato da Olaf sull'isola, gli isolani preferiscono fuggire piuttosto che affidarsi ai Baudelaire.

mercoledì 15 maggio 2019

Analogie spaziotemporali

Uno dei modelli per raccontare la teoria della relatività generale più utilizzati è quello del telo elastico con al centro una massa che lo deforma. Questo permette di mostrare come palline più piccole "orbitino" intorno alla palla più grande al centro in un modo simile ai pianeti, almeno fino a che l'attrito non ha ragione del moto circolare, rallentando le palline che quindi cadono dentro la "sacca gravitazionale".
In qualche modo questo modo "concreto" di vedere la relatività generale è diretta conseguenza del modo matematico "visuale" generato dai diagrammi di incorporamento e dai parabolodi di Flamm.
Questa analogia è, però, problematica non solo per il fatto di essere, come tutte le analogie, inesatta, ma anche perché potrebbe generare, soprattutto negli studenti, un po' di confusione su spazio e spaziotempo distorto. Ci si potrebbe cioé chiedere perché il foglio elastico viene distorto? A causa del peso della palla? Questo, però, implicherebbe l'uso di una argomentazione circolare: usare la gravità per spiegare la gravità. E se allora la palla non si trova nello spaziotempo, dov'è?(1)

martedì 14 maggio 2019

Cronache del dopobomba

Cronache del dopobomba è uno dei romanzi più corali di Philip Dick tra tutti quelli che ho finora letto. Lo spunto del romanzo è duplice: da un lato lo scoppio di una guerra lampo nucleare che decima la popolazione della Terra e rende le condizioni sulla superficie del pianeta difficili per i sopravvissuti, dall'altro la prima missione umana verso Marte, che fallisce proprio a causa di questa guerra e lascia intorno al pianeta una navicella con a bordo Walt Dangerfield. L'astronauta, grazie alle periodiche trasmissioni da quello che viene chiamato "satellite", diventa anche l'unico in grado di fornire informazioni tra le varie comunità umane, separate da distanze diventate sempre più grandi a causa della riduzione delle risorse come il carburante.
Dick si "diverte" a immaginare il mondo dopo la catastrofe atomica e come gli esseri umani si siano adattati alla nuova situazione: la riscoperta di vecchi mezzi di locomozione, un'economia che si basa su monete di metallo, attività industriali che si arrangiano con quel po' che è rimasto in giro, ritorno alla pesca e alla pastorizia. Per fare ciò mette in campo una quantità di personaggi piuttosto ampia, caratterizzati alcuni con poche battute, altri con forti approfondimenti psicologici. Non mancano anche i personaggi con poteri particolari in grado di influenzare in qualche modo il mondo intorno a loro.

lunedì 13 maggio 2019

Leonardo, il Sole e la Luna


da Il segreto della Gioconda di Bruno Concina e Massimo De Vita - vedi anche Il grande gioco di Leonardo da Vinci Al Caffé del Cappellaio Matto
Nel poderoso Leonardo da Vinci. Scritti edito da Rusconi nel lontano 2002, vengono raccolti e curati da Jacopo Recupero vari testi, tra trattati e appunti, di Leonardo da Vinci, di cui quest'anno ricorre il cinquecentenario della morte, avvenuta il 2 maggio del 1519. All'interno del volume di oltre 700 pagine, i testi vinciani sono suddivisi in tre sezioni, una delle quali è dedicata agli scritti scientifici, per lo più centrati sul Trattato del volo. Sono però presenti anche vari appunti sia in campo matematico e fisico, sia in campo astronomico. Questi ultimi, però, si trovano in apertura della sezione degli Spettacoli naturali all'interno degli Scritti letterari nonostante l'argutezza delle osservazioni.
Eliocentrismo
Dalla lettura di questi appunti, emergono alcuni elementi interessanti sulle posizioni astronomiche di Leonardo. Emblematica è quella che segue:
Il sole non si move.

Leonardo da Vinci - ritratto di Francesco Melzi - via commons
Non è l'unica osservazione che fa capire come Leonardo fosse un sostenitore del sistema eliocentrico. In un'altra annotazione, infatti, Leonardo propone un'argomentazione a metà tra la filosofia e la scienza a favore dell'eliocentrismo. Egli, infatti, bacchetta chi vorrebbe mettere la Terra al centro affermando che è l'energia del Sole a illuminare tutti gli altri astri e donare energia a essi. Inoltre il calore, secondo Leonardo, è associato all'anima, che peraltro è secondo lui una proprietà posseduta da tutti gli animali vivi, e dunque non può essere la Terra al centro, non essendo essa origine di alcun calore paragonabile a quello proveniente dal Sole.
In altri degli appunti leonardeschi, il geniale tuttologo italiano mostra come l'universo sia vasto e le stelle risultano così piccole a causa della loro distanza. Inoltre mostra le sue posizioni su come Terra, Luna, Giove, Saturno, Marte siano corpi celesti simili, della stessa natura, che risplendono perché riflettono la luce proveniente dal Sole.
In queste posizioni, però, si mostra l'influenza della visione di Nicola Cusano, o Nikolaus Krebs von Kues, cardinale tedesco sostenitore del modello eliocentrico:
Dal 1444 Cusano si era inoltre appassionato all'astronomia, alla quale dedicò i suoi studi insieme a Georg von Peuerbach. In questo periodo ebbe modo di conoscere un collaboratore di Peurbach, Regiomontano, il quale, venuto a sua volta a conoscenza degli scritti di Cusano, assertori di una visione eliocentrica dell'Universo, intrattenne con lui un vivo dibattito essendo egli rimasto un geocentrico, seguace di Tolomeo.
Cusano sosteneva, proprio contro Tolomeo e Aristotele, che la Terra non è immobile, ma ruota intorno al proprio asse e che non è possibile determinare il centro dell'universo, essendo questo infinito; che le stelle sono simili al Sole, che intorno ad esse possono ruotare dei pianeti e che alcuni pianeti possono essere abitati; produsse quindi delle teorie molto simili a quelle dell'astronomia a noi contemporanea. Si trattava, in effetti, di una visione dell'universo appartenente alla tradizione neoplatonica e che era stata sostenuta anche nel Medioevo, dai testi di Ermete Trismegisto ad Alano di Lilla (XII secolo). Cusano si occupò inoltre di una possibile riforma del calendario e apportò miglioramenti alle Tavole alfonsine.(1)

domenica 12 maggio 2019

Topolino #3311: Nel segno dei libri

Mentre inizia la saga leonardesca scritta da Bruno Enna, questa settimana con l'episodio disegnato da Andrea Freccero, il Topolino di questa settimana è dedicato al Salone del Libro di Torino non solo con la storia d'apertura, La grande barriera di Tito Faraci e Paolo Mottura, ma anche con lo speciale cartonato Topolino. Il gioco del mondo, che poteva essere acquistato in un'unica soluzione insieme con il Topolino regolare.
Ovviamente, mantenendo la tradizione, in questa sede mi occupo del numero in edicola, in particolare della storia d'apertura di Faraci e Mottura.
Il tesoro più grande
La Grande Muraglia è una delle opere più imponenti mai costruite dagli esseri umani. Lunga poco più di 8800 chilometri, venne costruita per volere dell'imperatore Qin Shi Huang con l'obiettivo di fortificare i suoi possedimenti, da poco unificati sotto il suo regno. La muraglia che, invece, si trovano di fronte Topolino e Gambadilegno non è costruita da mattoni, ma da libri. La grande barriera, infatti, protegge la città di Fo-Glin dagli attacchi di terribili briganti a cavallo di draghi sputafuoco: sia i briganti sia i draghi, infatti, non riescono ad attraversare questa barriera di cultura, evidentemente a causa della scarsa cultura che loro stessi posseggono, come mostrato dalle sgrammaticate battute che disseminano in giro per le vignette.
Ciò che però i predoni cercano di ottenere è il tesoro custodito da qualche parte all'interno dell'insediamento e che La grande barriera impedisce loro di raggiungere. Il valore dei libri e della cultura come protezione contro le assurdità del mondo emerge in maniera molto chiara dalla storia di Faraci, insieme con le possibilità che questa possa diventare anche un elemento per riscattare la propria vita. In questo senso il rapporto tra Topolino, che in questa occasione interpreta il contadino ed ex-guerriero To-Po-Lin, e Gambadilegno, che interpreta lo Straniero, passa un po' in secondo piano di fronte alla morale della storia, ma il senso dell'inseguimento continuo tra i due nemici mantiene la sua poetica. E il termine è abbastanza calzante vista la scelta di affiancare a Faraci l'evocativo Mottura, che ancora una volta si esibisce in vignette molto efficaci in grado di catturare al meglio l'atmosfera della storia, senza dimenticare gli elementi umoristici tipici del fumetto disneyano.
Un bello spot per la lettura dei libri in particolare e la cultura in generale.

sabato 11 maggio 2019

A Brera il Sidereus Nuncius

Come ogni mese nel corso di questo 2019, la seconda domenica vede l'apertura straordinaria del Museo Astronomico di Brera realizzata in collaborazione con il Touring Club, dalle 10 alle 18. In particolare quella di domani 12 maggio 2019 sarà una domenica particolare, perché i visitatori avranno la possibilità di vedere esposta una copia del Sidereus Nuncius di Galileo Galilei. L'iniziativa è stata ideata per unire Il maggio dei libri con la ricorrenza del cinquantenario dell'allunaggio, senza dimenticare che sono passati 410 anni dalle prime osservazioni celesti di Galileo:
E' un gesto apparentemente semplice quello di Galileo: prende tra le mani un cannocchiale e lo dirige verso la Luna: solo che è il 1609 e lui è il primo ad accorgersi che la Luna è "ineguale, scabra, con molte cavità e sporgenze, non diversamente dalla faccia della terra, variata da catene di monti e profonde valli" (Galileo Galilei, Sidereus Nuncius, 1610).
Niente di cristallino, sempiterno o perfetto... Galileo scopre che la Luna è un sasso. Ed è una rivoluzione.
L'esposizione dell'opera galileiana è poi accompagnata dalla conferenza La prima Luna di Agnese Mandrino, archivista e bibliotecaria dell'INAF – Osservatorio Astronomico di Brera, che si terrà alle ore 11:30, 15:00 e 16:30 (ingresso libero alla sala della conferenza fino a esaurimento posti, massimo 40).
Inoltre potrete portarvi via un ricordo del Sidereus visto che è disponibile una cartolina con stampate le due pagine lunari dell'opera di Galileo: la vedete nella foto qui sopra. La cartolina, realizzata da Laura Barbalini, è la versione fisica del progetto Cartoline dalla Luna: come spiegato anche su Edu INAF, ogni venerdì vengono pubblicate sul sito del MusAB le più belle immagini della Luna tratte dai libri della biblioteca dell'Osservatorio di Brera. Questa raccolta era stata esposta dieci anni fa in occasione dell'anno astronomico durante la mostra Guarda che Luna!, curata sempre da Agnese Mandrino insieme con Anna Lombardi della biblioteca Braidense.

venerdì 10 maggio 2019

Segnali da Venere

cc @cosmobrainonair @astrilari @stefacrono @Pillsofscience @Scientificast @92sciencemusic #surfrock #astronomia #spazio #Venere
"There, do you have any idea what you're listening to?"
"London Philharmonic?"
"It's Venus."
"Uh-huh."
"Venus."
"Why not? We've bounced signals off the Moon's surface, there's no reason that Venus shouldn't radiate impulses."
"I don't mean the static. Can't you hear it? The other thing?"
"What other thing?"
"Listen to it, Paul. Listen to the voice."
Questo dialogo è tratto da It conquered the world, film di fantascienza dalle tinte horror del 1956 diretto da Roger Corman e giunto in Italia con un titolo insolitamente fedele, Conquistò il mondo. Le battute possono essere ascoltate all'inizio di Transmission from Venus, nona traccia di What remaining inside a black hole, album della surf-rock band Man or Astro-Man? Il gruppo statunitense ha una forte propensione verso i temi spaziali e scientifici, almeno nei titoli dei pezzi proposti, per lo più strumentali, dai quali non sfugge nemmeno questa traccia (e un po' tutte le altre dello stesso album). Ovviamente se proseguo a scrivere di questo gruppo non è solo perché il surf rock è uno dei miei (incoffessabili) generi d'ascolto, ma anche perché sto per scrivervi due o tre informazioni proprio su Venere!

giovedì 9 maggio 2019

Il penultimo pericolo

Dopo essere stati recuperati da Kit Snicket dal bordo della spiaggia salmastra, i tre orfani Baudelaire vengono infiltrati da quest'ultima all'interno dell'Hotel Climax come conciergie in modo da spiare i discorsi degli ospiti e raccogliere informazioni utili per i V.F. Questi ultimi, convocati da un misterioso J.S., si riuniranno giovedì all'Hotel Climax quando, si spera, verrà risolta definitivamente la questione legata alle malefatte del Conte Olaf. Succedeva, in molte serie televisive di una trentina di anni fa, che l'ultimo episodio della stagione fosse una sorta di ricapitolo di tutti gli episodi precedenti, mostrando personaggi e situazioni presenti nel corso delle varie puntate. Allo stesso modo Il penultimo pericolo raccoglie in un unico luogo, l'Hotel Climax, quasi tutti i personaggi incontrati dagli orfani Baudelaire nel corso della Serie di sfortunati eventi che è capitata loro dal giorno in cui il signor Poe ha comunicato ai tre bambini di essere diventati orfani. Però questo Penultimo pericolo, come dice il titolo stesso, non è l'ultimo della serie, ma, appunto, il penultimo, nello specifico il 12.mo.
Così anche questa recensione è la penultima, almeno relativamente alla serie di romanzi, ma visto che c'è da considerare anche una recensione della serie prodotta da Netflix, siete sempre in tempo per abbandonare tutto e darvi, ad esempio, al giardinaggio, che forse è meglio che leggere le recensioni di libri ricchi di sfortunati eventi.
Ad ogni buon conto, se siete ancora qui a leggere, non mi resta che proseguire.

mercoledì 8 maggio 2019

Residui gravitazionali

L'argomento buco nero e gravitoni non si può esaurire completamente con quanto scritto quasi un mese fa. In quell'occasione sono rimasti fuori alcuni articoli interessanti, che vado a raccogliervi qui velocemente. Inizio da quanto scritto sul sito del CERN a proposito di dimensioni extra, gravitoni e micro buchi neri:
Alcuni teorici suggeriscono che una particella detta "gravitone" sia associata alla gravità nello stesso modo con cui il fotone è associato alla forza elettromagnetica. Se i gravitoni esistono, dovrebbe essere possibile crearli all'LHC, ma dovrebbero scomparire rapidamente all'interno di dimensioni extra. Le collisioni dentro gli acceleratori di particelle creano sempre eventi bilanciati - proprio come i fuochi d'artificio - con le particelle che volano in tutte le direzioni. Un gravitone potrebbe fuggire dai nostri rivelatori, lasciare una zona vuota che notiamo come uno squilibrio nel momento e nell'energia. Abbiamo bisogno di studiare con attenzione le proprietà dell'oggetto mancante per capire se è un gravitone che sta scappando in un'altra dimensione o qualcosa d'altro. Questo metodo di ricerca per l'energia mancante è utilizzato anche per cercare la materia oscura o le particelle supersimmentriche.

martedì 7 maggio 2019

Cosmo Brain: M87

Non sono ancora riuscito a sistemare l'audio della puntata di Cosmo Brain dedicata al pi greco, ma nel frattempo Ilaria Ferrari e Laura Paganini, le due ideatrici del programma, hanno lasciato i lidi di Radio Bla Bla per portare Cosmo Brain verso una... nuova dimensione!
La prima puntata di questa nuova avventura, per ora un podcast su Mixcloud, è una chiacchierata sui buchi neri, e in particolare su quello al centro della galassia M87, insieme con Filippo Bonaventura. Ovviamente il riferimento alla "nuova dimensione" non è casuale, visto che in molti romanzi di fantascienza un buco nero è una porta verso un universo parallelo o per l'accesso a una qualche sorta di tunnel spaziotemporale che permette di accorciare le distanze cosmiche.
Bando, però, alle ciance, vi lascio con la nuova puntata:

lunedì 6 maggio 2019

Wikiritratti: Evelyn Boyd

Evelyn Boyd è stata la seconda donna afroamericana, dopo Euphemia Lofton Haynes, a ricevere un dottorato in matematica presso un'università statunitense. Ottenne il titolo presso la Yale University diventando successivamente una pioniera nella programmazione.
Seconda figlia di William e Julia Walker Boyd, è nata a Washington l'1 maggio del 1924. Insieme con la sorella maggiore, crebbe con la zia e la madre, che si era separata dal marito quando Evelyn era in tenera età.
Studiò presso la Dunbar High School che, nonostante i problemi di segregazione razziale, era particolarmente competitiva per gli studenti afroamericani di Washington. Successivamente, grazie al sostegno economico della zia e di una piccola borsa di studio della Phi Delta Kappa, Evelyn Boyd entrò allo Smith College nell'autunno del 1941, dove si laureò magna cum laudee nel 1945 in matematica e fisica. Si interessava anche di astronomia, ad ogni modo.
Ero affascinata dallo studio dell'astronomia e ad un certo punto mi gingillai con l'idea di spostare la mia attenzione a questa materia. Se avessi saputo che in un futuro non così distante gli Stati Uniti avrebbero lanciato il loro programma spaziale, e che gli astronomi sarebbero stati molto richiesti per la plianificazione delle missioni spaziali, avrei potuto diventare un'astronoma invece che una matematica.(1)

domenica 5 maggio 2019

Topolino #3310: Genratori casuali di oroscopi

La storia d'apertura di Topolino #3310 segna l'esordio della nuova serie Papersera News. Ideata da Corrado Mastantuono, in questo primo episodio mette sotto i suoi occhi indagatori una delle presenze più assurde sui quotidiani di un'era come la nostra che forse dovrebbe essere un po' più scientifica di così: l'oroscopo.
Previsioni per non scegliere
Il Papersera, come al solito, è retto da una conduzione dilettantistica votata al risparmio dal suo proprietario nonché direttore, Paperon de' Paperoni, che pone ai suoi giornalisti di punta, Paperino e Paperoga, sempre nuove sfide per rianimare le vendite, ovviamente con costi bassi se non nulli, come nel caso dell'ingaggio di un oroscoparo. Occiamente i due nipoti non riescono a ingaggiare nessuno disposto a vaticinare gratuitamente, così il buon Paperoga idea un metodo sicuro e divertente: inserire spezzoni di frasi di senso compiuto all'interno di un'urna ed estrarle per comporre un oroscopo il più realistico possibile. La cosa divertente è che, alla fine del 2018, ho scoperto che una curatrice di oroscopi faceva scrivere gli stessi, in alcune occasioni, alla nipote quattordicenne, il che la dice lunga sulla cura con cui questo genere di vaticini viene realizzata.
E d'altra parte l'obiettivo di Mastantuono, evidente in una lettura non superficiale del finale, è proprio quello di puntare il dito contro le aspettative che spesso si pongono sugli oroscopi, che diventano un modo per sollevare se stessi dalla responsabilità delle proprie scelte. In tutto questo ne fanno le spesse Paperino e Paperoga, travolti dalla folla, come ovvio in situazioni dove il controllo sfugge dalle loro mani, ma a parte questo questa prima storia della serie presenta tutti gli elementi comici e irriverenti di quella che molto probabilmente sarà la serie nel suo complesso: una satira sulla società e i suoi difetti.

sabato 4 maggio 2019

Tutto per uno snap

Si conclude dopo circa 10 anni i l più complesso intreccio narrativo cinematografico mai concepito, quello portato avanti dai Marvel Studios in questo decennio attraverso i film prodotti e realizzati direttamente sotto il controllo della Marvel Comics. Avengers: Endgame di Anthony e Joe Russo, direttamente collegato con il precedente Avengers: Infinity War, porta a compimento tutte le trame con la sfida finale contro Thanos, il titano filosofo e cantore della morte. Cercando di non rivelare troppo della trama e di non inserire riferimenti critici alla posizione dei fratelli Russo, che per quanto coerente con quella sviluppata nei fumetti in particolare di Jim Starlin è ampiamente criticabile (giusto per dire: Io sto con Thanos!).
Come ampimente anticipato da news e trailer apparsi nel corso di questi mesi, ma come anche facilmente intuibile vista la conclusione di Infinity War, la pellicola ha nei viaggi nel tempo il suo cuore oltre che fondamentalmente la sua parte centrale (la seconda ora di proiezione).
Il film è sostanzialmente strutturato in tre parti abbastanza distinte: dopo un prologo che si svolge subito dopo la fine di Infinity War, nella prima ora il film si concentra su come il mondo e i Vendicatori non sono riusciti a superare allo sterminio di metà della popolazione dell'universo e in particolare della Terra; nella seconda ora il supergruppo si suddivide in tre piccoli gruppi che viaggiano nel tempo (e nello spazio) per recuperare le gemme dell'infinito prima di Thanos; nella terza ora arriva la battaglia vera e propria contro le armate di Thanos. Questa suddivisione, però, mostra una pecca abbastanza grossa: il film ingrana molto lentamente. Di fatto le prime due ore sembrano essere eccessive considerata la poca azione presente non solo rispetto alla terza ora, ma in generale rispetto a una pellicola che dovrebbe fare dell'azione proprio uno degli elementi più importanti.

venerdì 3 maggio 2019

Aspettando una supernova

L'ultimo singolo in ordine di tempo dei Within Temptation, gruppo di symphonic-gothic metal olandese, si intitola Supernova. Estratto dal loro settimo album, Resist del 2019, all'interno del testo viene descrive in maniera abbastanza enfatica il fenomeno astrofisico che da il titolo al singolo:
Like thunder screaming out for a flash of lightning
Stars are falling down for God's applause
I'm waiting for the light of your supernova
Your last goodbye
In effetti una supernova è l'esplosione di una stella ormai vecchia che ha consumato tutto il combustibile nucleare. In quel momento le forze nucleari non sono sufficienti ad equilibrare l'interazione gravitazionale, che spinge la massa a collassare verso il centro. Questo spinge una parte della materia stellare ad allontanarsi in maniera piuttosto esplosiva dalla superficie della stella: tale esplosione è meglio nota come supernova e permette di diffondere nell'universo alcuni degli elementi più pesanti (altri ancora, tra i più rari, sono prodotti dalle rarissime kilonove). Quello che resta dopo una supernova può essere o una stella di neutroni o, se la massa è sufficiente (dalle dieci masse solari in su), un buco nero.

giovedì 2 maggio 2019

L'atro antro

Sotto la spinta della visione su Netflix di Una serie di sfortunati eventi, prodotta tra gli altri dal grande Neil Patrick Harris, che interpreta magistralmente il Conte Olaf, ho ripreso dopo anni la lettura della serie di romanzi scritti da Lemony Snicket, pseudonimo dello scrittore statunitense Daniel Handler.
In effetti lo status di Snicket come narratore è abbastanza labile sin dall'inizio della serie, quando più volte cita le sue indagini sulle sfortunate vidende dei tre orfani Baudelarie. In qualche modo, infatti, lo si considera al tempo stesso anche un personaggio della serie anche per la presenza attiva dei suoi due fratelli, Jack Snicket, che appare ne Il vile villaggio, e Kit Snicket, citata per la prima volta proprio ne L'atro antro, undicesimo libro della Serie.
Ricapitoliamo brevemente: i drammatici eventi de La scivolosa scarpata hanno portato i tre fratelli Baudelaire in mezzo al Torrente Teso a bordo di un toboga. Qui li ritroviamo all'inizio di un'altrettanto drammatica vicenda poco prima che il sommergibile Queequeg del capitan Controsenso emerga dalle acque proprio sotto il loro natante. Dunque, ispirato dallo stesso Lemony Snicket, mi permetto di suggerirvi di leggere qualcosa sul ciclo dell'acqua e lasciar perdere questa drammatica recensione. Se, per sbaglio, avete deciso di seguire la recensione, bhe... peggio per voi!