Stomachion
domenica 24 agosto 2003
Il Sole e la Luna
La fanciulla che i Valar scelsero di tra i Maiar per guidare il vascello del Sole era chiamata Arien, e Tilion era colui che guidava l'isola della Luna. Ai tempi degli Alberi, Arien aveva atteso ai fiori d'oro nei giardini di Vána, adacquandoli con le lucenti rugiade di Laurelin; Tilion però era un cacciatore della schiera di Oromë, ed era munito di un arco d'argento. Amante di questo metallo egli era, e quando voleva riposarsi, abbandonava i boschi di Oromë e, portandosi in Lórien, giaceva sognante presso gli stagni di Estë, ai raggi tremuli di Telperion; ed egli implorò che gli fosse affidato il compito di custodire per sempre l'ultimo Fiore d'Argento. Più possente di lui era Arien la fanciulla, che era stata scelta perché non aveva temuto gli ardori di Laurelin, che nessun male le facevano poiché sin dall'origine era stata uno spirito di fuoco, da Melkor non irretito né sedotto al proprio servizio. Troppo lucenti erano gli occhi di Arien perché persino gli Eldar li fissassero e, lasciando Valinor, essa abbandonò la forma e gli indumenti che a guisa dei Valar ivi aveva indossato, e fu una nuda fiamma, terribile nella pienezza del suo splendore.
Isil venne fabbricato e approntato per primo, e per primo si levò nel reame delle stelle, e fu il più anziano dei nuovi luminari, come Telperion lo era stato degli Alberi. Ed ecco che, per un certo tempo, il mondo ebbe la luce della Luna, e molte cose si sommossero e si risvegliarono, che a lungo avevano atteso nel sono di Yavanna. I servi di Morgoth rimasero sbigottiti, ma gli Elfi delle Terre Esterne levarono all'insù sguardi felici; e mentre la Luna si alzava vincendo la tenebra in occidente, Fingolfin fece dar fiato alle sue trombe d'argento e iniziò la marcia nella Terra-di-mezzo, e le ombre dei suoi seguaci si allungavano nere loro dinanzi.
Tilion aveva attraversato il cielo sette volte, ed era pertanto nel più remoto oriente, quando il vascello di Arien fu pronto. Allora Anar ascese in gloria, e la prima aurora del Sole fu come un grande fuoco sopra le torri delle Pelóri: le nubi della Terra-di-mezzo ne vennero accese e si udì il suono di molte cascate. E Morgoth restò invero sgomento, e calò nelle più remote profondità di Angband e ritirò i suoi servi, esalando gran fumo e scure nubi per nascondere la sua terra alla luce dell'Astro diurno.
(da Il Silmarillion di J.R.R.Tolkien, traduzione di Francesco Saba Sardi)
Volete divertirvi e svagarvi? Non leggete gli oroscopi, ma prendete in mano un libro di Tolkien ed entrate in un mondo magico e fantastico!
mercoledì 20 agosto 2003
Clima e stagioni
Nel servizio di ieri, comunque, si parlava della ricerca di un "oceanografo" italiano (mi scuso se non re ricordo il nome) che esplora le grotte sottomarine presenti lungo le nostre coste. Infatti, in epoche passate, queste grotte sono state sulla superficie del mare, in altre, come ora, sotto e, dallo studio delle sezioni delle stalattiti e delle stalagmiti, si riesce a ricostruire la storia climatica della regione (e quindi del pianeta). Da una prima analisi dei primissimi dati, come ci si aspettava, l'alternanrsi di climi caldi e freddi sul pianeta è assolutamente naturale, tanto che questo attuale periodo di caldo potrebbe benissimo non essere dovuto all'azione dell'uomo. Molti, infatti, gli scienziati che, ad Erice e non solo, sono convinti che l'influenza dell'uomo sul clima non solo sia ancora tutta da dimostrare, ma che addirittura sia minima.
Certa è l'influenza sulla qualità dell'aria, ma non altrettanto quella sulle variazioni climatiche, tanto che molti propongono varie ipotesi, tra cui lo spostamento periodico dell'asse o l'azione del vento solare... Non si può ancora essere certi di quale sia la causa, ma bisogna essere consci del fatto che tutto ciò rientra nell'ordine naturale delle cose (secondo me la nostra influenza, al massimo, ha accellerato, e di poco, considerando che stiamo parlando di archi di tempo che variano dell'ordine dei secoli, l'arrivo di un clima più caldo, che mancava da qualche migliaio di anni - prima o poi, quindi, doveva pur ritornare!) e che, a differenza degli altri esseri viventi del pianeta (a parte pochi altri, forse), siamo la specie più adattabile alle variazioni climatiche e, inoltre, abbiamo conoscenze e abilità che ci consentirebbero anche di poter migrare in altre zone dell'Universo (penso così tanto a Marte, che già mi sento un marziano!).
Concludo ricordando che, già in altri messaggi postati su questo blog, viviamo su un pianeta vivente perché formato da esseri viventi che, proprio perché vivono, devono pagare un prezzo, che è la variazione del clima e che potrebbe essere spiegato solo da un modello termodinamico che, mi pare, ancora non c'è.
lunedì 18 agosto 2003
Meno di zero!
Quest'oggi, a firma di Lester People, su la Gazzetta del Sud, è stato pubblicato un interessantissimo articolo su uno studio statistico sull'astrologia:
Una documentata ricerca dimostra che stelle e pianeti non condizionano la personalità
Astrologia? Tutto da rifare
L'approfondito studio condotto da scienziati inglesi
Come molti avevano già sostenuto, gli scienziati hanno dimostrato che l'astrologia non funziona.
Una ricerca approfondita e durata decine di anni(1) ha mostrato infatti che la data di nascita e la posizione di pianeti e stelle non condizionano la personalità e le caratteristiche che un individuo svilupperà durante la sua vita.
I ricercatori, scrive il Sunday Telegraph, hanno preso in esame 2000 persone nate a Londra nei primi giorni di marzo del 1958 e ne hanno osservato lo sviluppo in più di 100 caratteristiche fisiche e caratteriali come occupazione, livello d'ansia, aggressività, socievolezza, livello d'intelligenza ed abilità nelle arti, nello sport, nella matematica e nelle lettere.
A detta degli astrologi, questi individui avrebbero dovuto mostrare caratteristiche molto simili, ma al contrario gli scienziati non sono riusciti a identificare nessuna similarità tra i soggetti in esame(2).
I risultati della ricerca sono stati riportati nella rivista filosofico-scientifica britannica Journal of Counsciousness Studies. Gli scienziati dichiarano: "Le condizioni nelle quali lo studio è stato intrapreso avrebbero potuto con molte probabilità dimostrare la validità dell'astrologia, ma i risultati sono decisamente contrari".
I dati ricavati dalla ricerca sono stati analizzati dal dottor Geoffrey Dean, uno scienziato ed ex astrologo di Perth, in Australia, e da Ivan Kelly, uno psicologo dell'università di Saskatchewan, in Canada.
I risultati dello studio hanno causato rabbia ed allarme nei circoli astrologici britannici(3). Roy Gillett, presidente dell'Astrological Association of Great Britain, sostiene che la ricerca deve essere trattata con "estrema cautela"(4) ed ha accusato il dottor Dean di cercare di "screditare l'astrologia"(5).
Ma lo studio dei "gemelli di nascita" - così vengono chiamate le persone nate in momenti vicini tra loro - è solo l'inizio di una serie di cattive notizie che gli astrologi non potevano prevedere(6).
Il dottor Dean ed il professor Kelly hanno anche cercato di scoprire se gli astrologi fossero in grado di abbinare una certa data di nascita con la personalità di una serie di individui scelti casualmente. Più di 700 astrologi hanno preso parte allo studio e nessuno di loro è riuscito a portare a termine il test correttamente.
Nonostante ciò, l'astrologia è oggi più popolare che mai in Gran Bretagna. Recenti sondaggi hanno rivelato che più della metà dei britannici ci crede, molti di più rispetto a 50 anni fa, quando solo il 13% si affidava alla lettura delle stelle.
Ripromettendomi di andare a cercare in rete quanto prima dati su questa ricerca (il messaggio verrà, infatti, postato molto dopo all'effettiva data di scrittura, che è quella che leggete sopra il messaggio stesso), vi lascio alle mie note personali:
(1) Una ricerca del genere, al limite del futile, richiede un certo investimento economico. Perché la Gran Bretagna può permettersi una simile spesa, mentre l'Italia non riesce a finanziare quanto gli altri paesi d'Europa neppure le ricerche più importanti?
(2) Per fortuna il genere umano è molto vario!
(3) A giusta ragione: solo perché dei semplici scienziati lo insinuano, rischiano di essere trattati tutti come ciarlatani e imbroglioni! (Magari!)
(4) E' solo uno studio statistico... e si sa, la statistica non è una scienza! (AH! AH! AH!) Senza contare che lo studio si basa su una ricerca durata solo 10 anni. Troppo pochi!!!
(5) Se vogliamo, lo fa già il fatto che sia stato un astrologo e poi ha giustamente cambiato idea. Questo fatto dovrebbe certamente far pensare l'attento lettore!
(6) Ma non è il loro mestiere?
E adesso speriamo che le persone inizino a convincersi che l'astrologia è una bufala; continuo a ripetermi: quanti astrologi (oggi li chiamo così, domani chissà...) hanno vinto il Nobel?
domenica 10 agosto 2003
Karma
All'uomo non è dato scegliere il luogo, il tempo e le circostanze della propria nascita; senza contare che, dall'istante stesso in cui viene al modno, ciascuno di noi si trova a vivere delle esperienze diverse.
Questo è appunto il destino.
Quanto alla crudeltà del mondo, Roscoe... mi pare una cosa del tutto naturale.
All'inizio, la vita non è che una semplice reazione chimica e l'esistenza è solo un pallido riflesso di ricordi e avvenimenti.
In quella fase l'anima non c'è ancora, e lo spirito è una mera scintilla di cellule cerebrali. Si è costretti a vivere isolati in un mondo senza misericordia, un mondo privo di Dio. Eppure...
Eppure, in nome del libero arbitrio... io ti ordino di vivere!
Se ancora giovane, ma scoprirai presto che non si può sfuggire al fardello che il karma cosmico ci impone.
Persegui il male oppure il bene! Cerca la tua strada, se vuoi... ma in ogni caso, vivi! Se ti rifiuti di vivere, le capacità di cui sei dotato non daranno mai i loro frutti!
Desty Nova, da Alita - Last Order #3, di Yukito Kishiro
venerdì 8 agosto 2003
[794]
un'altra sopra il tetto -
sei gocce, poi, baciarono le gronde -
e solleticarono i comignoli -
alcune andarono a soccorrere il ruscello
che andò a sua volta ad aiutare il mare -
e io pensavo, se fossero perle
che collane si potrebbero fare.
La polvere tornò sulle strade sollevate -
gli uccelli cantarono più allegri -
il sole gettò via il suo cappello -
i cespugli si misero a brillare -
venne la brezza portando tristi liuti
e li bagnò in un lavacro di gioia -
poi l'oriente alzò una bandiera, una soltanto -
il segnale che la festa era finita
(di Emily Dickinson, trad. Alessandro Quattrone)
mercoledì 6 agosto 2003
Il Nome della Rosa (2)
Bando ai formalismi, la prima cosa che colpisce è il nome dei due personaggi principali: Gugliemo da Baskerville e Adso, il suo discepolo. Il buon Guglielmo, forse non a caso, proviene da Baskerville, località nella quale è ambientato uno dei migliori (se non il migliore) romanzo di Conan Doyle sulla serie di Scherlock Holmes. Evidente, a questo punto, la voglia di fare un confronto tra Adso e Watson (che assonanza!): in questa sfida a distanza, il perdente è proprio il giovane novizio, che sembra imparare poco dal suo maestro, a differenza del buon dottore che riceve una pur piccola influenza dall'amico che gli consente di reggere, ne Il mastino dei Baskerville, buona parte del romanzo da solo.
Sembra, quindi, che il romanzo abbia, tra i tanti ispiratori, anche il grandissimo Holmes. E la sensazione che ciò sia vero aumento leggendo questo passo:
Certo che è assurdo. Ma non dobbiamo trascurare nessuna ipotesi, per straordinaria che sia.
(Gluglielmo da Baskerville, pag.267, XLVII edizione)
Non è proprio quello che è solito dire il grande detective britannico, ma si ci avvicina!
La sfida, comunque, che i nostri eroi devono affrontare si dipana nell'arco di sette giorni, tra un monaco morto ed una discussione sulla dottrina cristiana e la politica europea (in aprticolare italiana) del tempo fino alla conclusione che, chi ha visto il film, conosce già, ma che è certamente molto più appagante leggere.
Potrà, nelle prossime settimane, accadere che, su questi lidi, approderanno alcune frasi prese qua e là dalle pagine del romanzo di Eco... per cui restate sintonizzati!
sabato 2 agosto 2003
Il Nome della Rosa (1)
Sono bastate le prime righe a far capire come il romanzo sia decisamente migliore del già ben fatto film (tratto proprio dall'opera di Eco) e spero che il resto del romanzo non tradisca le attese!
[425]
Torno a casa.
Il giorno si è stancato di me:
come potevo io - di lui?
Era bella la luce del sole.
Stavo bene sotto i suoi raggi.
Ma il mattino non mi ha voluta più,
e così, buonanotte, giorno!
Posso guardare, vero,
l'oriente che si tinge di rosso?
Le colline hanno dei modi allora
che dilatano il cuore.
Tu non sei così bella, mezzanotte.
Io ho scelto il giorno.
Ma, ti prego, prendi una bambina
che lui ha mandato via.
(di Emily Dickinson, trad. Alessandro Quattrone)