Stomachion

martedì 22 novembre 2011

Disperati

Non ci si rende conto di quanto si è realmente disperati fino a che non ci si trova di fronte a una scelta ben determinata, che fai più per costrizione che per altro. Ad esempio quando tra accettare una supplenza annuale ma di 6 ore perché c'è il classico detto dell'uovo e della gallina, certo che ti mangerai le mani quando ti capiterà una supplenza a 18 ore di un mese che non potrai accettare, avendo già una supplenza annuale per le mani. Che ovviamente hai accettato perché in qualche modo l'affitto va pagato e almeno così quello lo paghi fino a giugno.
Ovviamente sto parlando del sottoscritto, ma succede, capita di dover fare dei compromessi. Qualcuno dice: Hai due lavori, così. E in questo momento e fino a fine anno è giusto. Ma a Gennaio? Cosa avrò per le mani? Spero di riuscire ad avere la pazienza e la forza di trasformare questa supplenza da 1/3 del lavoro (e quindi anche 1/3 dello stipendio) come opportunità per cercare con maggiore serenità un lavoro decoroso o comunque una occasione per non dover più nell'ordine accettare le supplenze in generale e accettare queste in particolare. Senza pensare al fatto che avrò poco più dell'affitto in tasca.
Comunque vorrei chiudere questo piccolo sfogo con una immagine incredibile tratta da un bando che mi è capitato di leggere:

domenica 20 novembre 2011

Il paradosso del voto

Su Café Matemático c'è un interessante post sul paradosso di Condorcet. Vista l'attuale situazione politica e il probabile cambiamento della legge elettorale nel prossimo futuro, ho pensato bene di proporvi una traduzione di quel post. Per maggiori dettagli, comunque, vi rimando alla serie di 6 articoloni sui sistemi elettorali del trio dei Rudi. Altri interessanti post sono su L'alternativa e Cronache laiche.

Il paradosso del voto è una particolare situazione osservata dal marchese de Condorcet sul finire del XVIII secolo nel quale le preferenze collettive possono essere non transitive.
Supponiamo di avere tre candidati $A$, $B$, $C$. E' possibile che una maggioranza preferisca $A$ a $B$, un'altra maggioranza preferisca $B$ a $C$ e un'altra ancora preferisca $C$ ad $A$. Le decisioni adottate a maggioranza sarebbero dunque incompatibili con quelle adottate da un individuo razionale.
Esempio
Consideriamo un'assemblea di 60 votanti che devono eleggere uno tra tre candidati $A$, $B$, $C$. Le preferenze si distribuiscono nel modo seguente, dove $X > Y$ significa che $X$ è preferito a $Y$:
  • 23 votanti scelgono $A > C > B$
  • 19 votanti scelgono $B > C > A$
  • 16 votanti scelgono $C > B > A$
  • 2 votanti scelgono $C > A > B$
Secondo un procedimento di voto pluralista, $A$ vince con 23 voti, su $B$ con 19 e $C$ con 18 voti, per cui $A > B > C$.
Se però facciamo un confronto a coppie otteniamo:
  • 35 volte $B > A$ contro 25 volte $A > B$
  • 41 volte $C > B$ contro 19 volte $B > C$
  • 37 volte $C > A$ contro 23 volte $A > C$
Questo risultato porta alla preferenza maggioritaria $C > B > A$ che è esattamente l'opposto dell'elezione pluralista.

sabato 19 novembre 2011

Ipnotismi


Il Giornale | Leggo | Corriere (fonte immagine) | Liquida | Libero 24x7

Un periodo così

Bisogna aspettare solo che passi, quindi della novità recente, la presunta conferma dei neutrini superluminali, vi rimando a quello che ho scritto su Doc Madhattan, che è già più di quello che mi va di scrivere in questo periodo. Qui, invece, vi faccio un elenco dei link interessanti in italiano sulla faccenda:

Le Scienze con il primo annuncio e con alcune dichiarazioni di Giovanni Fiorentini
Quindi Amedeo Balbi e Marco Delmastro.

Nel post su FoS, comunque, scrivo qualcosa anche sulle prime osservazioni di una violazione CP nel decadimento del quark charm, che forse è la notizia scientificamente più solida della settimana. Il motivo è molto semplice: la violazione CP osservata non era teoricamente attesa. E visto che questa violazione è legata al fatto che il nostro universo è fatto di materia e non di anti-materia, potete immaginare quanto possa essere importante il risultato se venisse verificato, forse anche più di quello dei neutrini superluminali.

martedì 15 novembre 2011

Carnevale della chimica #11: giusto un reminder

Il Carnevale della CHimica sarà il 23 novembre. Su questo blog. Quindi, giusto per ricordarvi, dovete inviare i vostri contributi all'indirizzo
gianluigi [punto] ulaula [chiocciola] gmail [punto] com
Termine ultimo per l'invio il 20 novembre, con possibilità di accettare contributi che arrivino durante la giornata del 21 (se non siete troppi e non arrivate tutti in una volta of course!). Il Carnevale ricordo che è dedicato a Marie Curie, visto che nel mese di novembre ricorre l'anniversario della nascita, e all'illustre scienziata è anche ispirato il doppio tema, ovvero il contributo delle donne alla chimica e la radiochimica. Per una volta direi che sono riuscito a rispettare addirittura entrambi i temi in una volta sola (almeno per un carnevale che ospito, dico io!). Ovviamente sono sempre i benvenuti i contributi fuori tema.
Fate i buoni: diffondete il messaggio e proponete, come al solito, contributi di qualità!

lunedì 14 novembre 2011

Tim Berners-Lee e gli albori della rete

.mau. ha ricordato un po' di tempo fa il compleanno del web (o della rete). Con questo post provo a dare il Buon compleanno alla rete e quindi, in un certo senso, a tutti quanti, lettori usuali e casuali!
Tim Berners-LeeInternet così come lo conosciamo oggi nasce nei primi anni 90 del XX secolo al CERN. Padre della rete viene considerato Tim Berners-Lee (lista delle pubblicazioni), esperto in programmi di testo, e in programmi di comunicazione e di real-time (i programmi per le chat, per intenderci). Considerato il più influente scienziato di questi tempi moderni, iniziò ad occuparsi di sistemi di ipertesto nel 1980 con lo sviluppo di Enquire per poi dare vita alla World-Wide Web Iniziative nel 1989 (il proposal originario del 1989), alla quale si unì l'anno successivo Robert Caillau. I due sono in effetti considerati i padri della struttura che, con successivi aggiornamenti, consente di scambiare informazioni sulla rete, la cui effettiva fondazione, almeno dal punto di vista scientifico, è data da un trittico tra articoli e comunicazioni a conferenze: World-Wide Web: The information universe(6), World-Wide Web: An information infrastructure for high-energy physics(7), World-Wide Web(8), con i primi due scritti insieme a Jean-François Groff e Bernd Pollerman, unitisi al team nel 1991.
Nel primo di questi tre articoli, gli autori scrivono all'inizio della sezione intitolata The Dream:
Pick up your pen, mouse, or favorite pointing device and press it on a reference in this document —perhaps to the author's name, or organization, or some related work. Suppose you are then directly presented with the background material —other papers, the author's coordinates, the organization's address, and its entire telephone directory. Suppose each of these documents has the same property of being linked to other original documents all over the world. You would have at your fingertips all you need to know about electronic publishing, highenergy physics, or for that matter, Asian culture. If you are reading this article on paper, you can only dream, but read on.
La costruzione del sogno di Berners-Lee e soci parte da lontano, da uno storico articolo di Vannevar Bush, As we may think(1) dove l'inventore statunitense pose le basi per la costruzione di una rete tra scienziati attraverso quelli che oggi sono noti come ipertesti. La strada verso questo sistema di produzione dei documenti vede tra i protagonisti anche Douglas Engelbart(2), altro inventore statunitense, di origine scandinava, che sviluppò proprio gli ipertesti e le reti di computer, oltre ad essere uno dei precursori nello sviluppo delle interfacce grafiche per i software. La palla, dopo Bush ed Engelbart, passa quindi al CERN, a Berners-Lee, Caillau e collaboratori.
La struttura che il gruppo del CERN ha sviluppato è quella su cui si basa l'attuale internet, e la società o fondazione alla base dello sviluppo dei protocolli e dei linguaggi di markup, il W3 è oggi il W3C, World Wide Web Consortium. Il modello su cui si basa il progetto di Berners-Lee è schematizzato in questo modo:
Dei cinque punti contenuti nella primissima definizione del modello W3 vorrei evidenziarne un paio:
  • Indexes are documents, and so may themselves be found by searches and/or following links. An index is represented to the user by a "cover page" that describes the data indexed and the properties of the search engine.
  • The documents in the web do not have to exist as files; they can be "virtual" documents generated by a server in response to a query or document name. They can therefore represent views of databases, or snapshots of changing data (such as the weather forecasts, financial information, etc.).
In un certo senso questa strutturazione della rete sembra rispondere alle esigenze degli scienziati di costruire documenti molto più completi e semplicemente connessi uno con l'altro. Per costruire una architettura di questo genere è necessario sviluppare tre punti chiave:
  • a common naming scheme for documents
  • common network access protocols
  • common data formats for hypertext
Non è un caso che siano ancora oggi questi i tre elementi che il W3C e gli sviluppatori del web cercano ogni giorno di migliorare.

domenica 13 novembre 2011

Come fu che gli elvezi divennero neutrali

Zurix: Portateli lontano da qui! Mi hanno disonorato! Mi hanno obbligato a mentire riguardo all'inviolabilità della mia banca!
Formagginix
: Buongiorno, Zurix. Vengo a cercare i galli.
Zurix: Ne ho abbastanza di quei galli.
Formagginix: Calma, Zurix. Che dovrei dire io, che mi hanno obbligato a sporcare il mio albergo?
Zurix: Sono fatti questi che spingono alla neutralità.

(da Asterix e gli Elvezi, di Goscinny e Uderzo, dal volume Asterix e Obelix alla conquista del mondo, ed.Mondadori, trad.Luciana Marconcini)

sabato 12 novembre 2011

Le Alpi in timelapse

Cercando video sulla Via Lattea, ho scovato tra gli altri alcuni bei video, realizzati da Michael Rissi, sulle Alpi, la catena montuosa che fa da corona all'Italia, proteggendola dai venti del nord.