Stomachion

martedì 31 agosto 2021

Ritratti: David Politzer

Il Premio Nobel per la fisica del 2004 venne assegnato per la scoperta della libertà asintotica (vedremo più avanti). A scoprirla furono, indipendentemente uno dall'altro, Frank Wilczek, persona simpatica e affabile che ho avuto il piacere di ascoltare di persona in una conferenza a Milano, David Gross e Hugh David Politzer, forse il meno noto del trio, ma certo non meno interessante degli altri due.
Nato il 31 agosto del 1949 da due immigrati cecoslovacchi, Alan e Valerie Politzer, ha frequentato nell'ordine la Bronx High School of Science, l'università del Michigan e infine Harvard, dove ha conseguito il dottorato nel 1974 sotto Sidney Coleman, fisico teorico allievo di Murray Gell-Mann. E' proprio al periodo harvardiano che risale il suo primo articolo pubblicato: era il 1973 ed era già un lavoro da Nobel, visto che è proprio l'articolo in cui descrisse il meccanismo della libertà asintotica.
Come scritto all'inizio non fu l'unico. Dopo l'introduzione del modello a partoni, che permetteva di dare una spiegazione razionale allo zoo di particelle che era letteralmente esploso nei decenni precedenti grazie agli esperimenti, in particolare quelli con gli acceleratori di particelle, non si erano ancora osservati i quark in libertà. La cosa era, ovviamente, un po' strana, ma prorpio in quegli anni Politzer riuscì a descrivere un meccanismo convincente: l'interazione che teneva insieme i quark all'interno dei nucleoni, ovvero l'interazione forte, era tale da aumentare la sua intensità con la distanza. Questo implicava che i quark si sarebbero comportati come particelle libere solo a brevi distanze, impedendoci quindi di osservarli direttamente.

lunedì 30 agosto 2021

La discendenza di Zeus

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Come sappiamo dai miti che vengono raccontati dalle costellazioni (almeno quelli che sono chiaramente associabili alle leggende dell'antica Grecia), Zeus, il capo degli dei dell'Olimpo, non è mai stato particolarmente fedele alla sua sposa (nonché sorella) Era. Di tradimenti di Zeus i miti ce ne hanno tramandati molti, e anche di reazioni gelose di Era, ed è proprio con un soggetto del genere che gli autori di Blood of Zeus hanno deciso di giocare per realizzare una storia non narrata nei miti antichi. La serie animata, infatti, è ambientata proprio all'epoca della nascita di questi miti e racconta di uno dei figli di Zeus, Heron, uno dei tanti semidei disseminati dal dio olimpico. Questi, dopo essere rimasto nascosto con la madre per anni in una valle protetta dagli occhi di Era dalla magia di Zeus, scopre di essere figlio di quest'ultimo e viene coinvolto in una nuova guerra tra gli dei olimpici e i titani.

domenica 29 agosto 2021

Topolino #3431: Ricordando Carl Barks

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All'interno di un ricco sommario di inediti, impreziosito dalla conclusione de L'ultima avventura di Reginella, è presente al centro dell'albo la ristampa de L'eredità di Paperino di Carl Barks. La storia, uscita nel 1949, è stata la protagonista di un curioso caso di un brevetto negato, nello specifico all'inventore Karl Kroyer, cui, nel 1964, era stato chiesto di risollevare una nave affondata nel mare di fronte alle coste del Kuwait. Su questa storia curiosa avevo scritto un articolo che è diventato la base per un nuovo video della serie Disney Comics&Science:

sabato 28 agosto 2021

L'amore è una questione diversa

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Uno dei manga che sto leggendo in questo periodo è una storia a metà tra il fantasy e l'horror, al tempo stesso delicata, romantica e avventurosa: Girl from the other side. Non è però di questo che voglio "parlarvi", bensì di un'altra opera del mangaka in questione, Nagabe: Love from the other side.
Il volumetto è, in effetti, una raccolta di racconti, sei per la precisione, in qualche modo legati a Gftos, in cui l'autore esplora il tema dell'amore tra diversi. Per fare ciò utilizza la lente del rapporto tra gli esseri umani e i "mostri". In un paio di questi racconti troviamo effettivamente dei mostri, che presentano un elemento di umanità profondo, che scopriamo solo nel finale, in altri due i mostri sono degli animali veri e propri, e in altri due abbiamo due animali antropomorfi.
In generale i racconti presentano una costruzione narrativa e una struttura nella pagina e nell'ambientazione che ricorda da vicino Gftos: stile delicato, situazioni spiazzanti e piccole gag, un tratto preciso ma leggero all'interno di vignette che per lo più mostrano i personaggi e pochi altri dettagli dell'ambiente circostante, giusto quelli necessari per contestualizzare la situazione.
Una raccolta che diverte e fa riflettere e che potrebbe essere il miglior modo per avvicinarsi a Nagabe senza dover recuperare a tutti i costi la sua produzione seriale.

giovedì 26 agosto 2021

Le foreste nel mondo

Era da un po' che ero curioso di capire se erano disponibili dati sulla superficie "verde" sulla Terra e sul suo andamento nel corso degli anni. Ed ecco un grafico realizzato dal World Bank Group su dati della Food and Agriculture Organization (in più: date un'occhiata al report The state of the world's forests). Purtroppo i dati partono dal 1998, ma mostrano comunque una discesa nel rapporto tra la superficie verde e il totale del suolo. Sul sito è anche possibile vedere la superficie coltivata, e anche questa è decisamente calata. Per una visualizzazione che, pur se non puntuale, descrive l'andamento della superficie occupata dalle foreste nel corso dei secoli, vi rimando a Our World in Data.
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mercoledì 25 agosto 2021

La traiettoria di una boccia

Quello delle bocce è un gioco antico, sembra che risalga addirittura al tempi degli antichi greci. Il passo da gioco o passatempo a sport vero e proprio è stato sostanzialmente decretato nel corso del XX secolo. Ad ogni modo, al di là delle piccole differenze su cui non mi soffermo (ad esempio gli inglesi ci tengono a sottolineare che loro giocano a bowls mentre gli italiani a bocce), la sostanza del gioco non cambia in nessuna parte del mondo: i giocatori devono avvicinarsi il più possibile a una piccola pallina detta boccino usando delle palle più grandi, le bocce.
Vi scrivo questo perché, giusto ieri, mi è arrivato in timeline su twitter un estratto di una partita del campionato mondiale indoor di bocce (a quanto sembra quello dell'anno scorso, svoltosi prima dell'esplosione della pandemia in Europa). Nell'estratto del video si vede un colpo a effetto particolarmente preciso realizzato da Nick Brett, che come si vede da un video più lungo si è successivamente ripetuto con un tiro ancora più spettacolare, se possibile:

martedì 24 agosto 2021

Il diavolo nell'ascensore

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A raccontare la storia è Ramirez, un addetto alla sicurezza del grattacielo all'interno del quale si svolge tutta l'azione. In realtà all'inizio non sappiamo chi sia, ma sappiamo di cosa ci sta parlando: del male e del diavolo. Per sottolineare le sue parole usa citazioni bibliche. Ad ogni buon conto tutto inizia con un uomo che si butta da una finestra. Il suo corpo, però, viene ritrovato in un altro posto e del caso si occupa il detective della polizia Bowden, che esaminando la scena riesce abbastanza velocemente a scoprire il palazzo da cui l'uomo è caduto (l'idea del suicidio si farà largo con il prosieguo delle deduzioni).
Nel frattempo cinque persone entrano nell'ascensore di quel palazzo e l'ascensore, nel percorso di salita, si blocca. Mentre l'addetto alle riparazioni cerca, inutilmente, di trovare il guasto, all'interno dell'ascensore la tensione tra gli imprigionati inizia a salire ed è più o meno a questo punto, quando cioé vediamo gli addetti alla sicurezza che, nella stanza delle telecamere, cercano di mantenere tranquille le persone intrappolate, scopriamo che la voce narrante è proprio Ramirez.
I cinque individui inizieranno a morire uno alla volta, mentre il palazzo sembra voler fare di tutto per impedire che vengano salvati. La situazione viene resa ancora più inquietante dai riferimenti biblici lasciati dal suicida e dai continui riferimenti di Ramirez al diavolo, convinto che una delle persone intrappolate è il diavolo. E sì, se avrete modo di vedere il film (al momento disponibile su Netflix), probabilmente capirete subito chi dei cinque è il diavolo. D'altra parte il punto centrale del film, quello che ci consegna la morale di tutta la vicenda, lo scopriremo solo nel finale. E sarà, effettivamente, una interessante rivelazione che alla fin fine varrà la visione del film, ancora più della scoperta dell'identità del diavolo.
Il film, di John Erick Dowdle con la sceneggiatura di Brian Nelson su soggetto di M. Night Shyamalan, è un concentrato di tensione sempre crescente, un gioco noir che smonta i personaggi e i loro aspetti più nascosti, un po' come i primi due film della serie The Cube con alcuni momenti puramente splatter, il tutto all'interno di un ambiente altamente claustrofobico.

lunedì 23 agosto 2021

Zoo: la natura si ribella

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Basata sull'omonimo romanzo di James Patterson e Michael Ledwidge, la serie Zoo si è sviluppata in un arco di tre stagioni per un totale di 39 episodi. Chiusasi con un finale aperto, la serie, che mi era stata consigliata da Netflix per aver visto Orphan Black, è stata cancellata dalla CBS a causa degli ascolti in caduta libera. E la cosa non è così incredibile.
Le premesse della serie sono identiche al libro: gli animali di tutto il mondo iniziano ad attaccare gli esseri umani. Mentre quelli selvaggi aumentano i loro attacchi, anche in cattività, anche quelli domestici iniziano a "ribellarsi" contro i loro padroni. E' sulle cause che la serie diverge dal libro: secondo la trama (il libro non l'ho letto) a modificare il comportamento degli animali sono state le attività umane, in particolare le comunicazioni radio e i sottoprodotti del petrolio; nella serie, invece, la storia risulta molto più complicata e fantascientifica, e per certi versi quasi più plausibile: esperimenti genetici condotti da una multinazionale che sta sempre più diffondendo prodotti contenenti un gene modificato in grado, a sua volta, di modificare il DNA di chi lo ingerisce.