Stomachion

martedì 27 ottobre 2020

La fazione d'ottobre

Halloween ormai si avvicina. E non c'è anno in cui non sia più orribile come questo 2020. Cerchiamo, però, di prendere in considerazione il lato divertente della faccenda anche quest'anno e vediamo un po' di scrivere qualche riga su una serie horror (anche se forse è più fantasy) proposta da Netflix: October Faction.
La serie, creata da Damian Kindler, è basata sull'omonimo fumetti di Steve Niles per i disegni di Damien Worm. Ripromettendomi di scrivere anche del fumetto, in questa sede mi concentro solo sulla serie, o quanto meno ci proverò, nel senso che parte del giudizio è legato anche al confronto con il prodotto originale. Iniziamo dalla storia: racconta la vita di una coppia di assicuratori e dei loro due gemelli che cambiano periodicamente (almeno due volte l'anno) città in giro per il mondo. Detta così sembra una noia, ma in realtà i due assicuratori, Fred e Deloris Allen, sono due cacciatori di mostri e iniziamo a vedere le loro vicende quando tornano con i figli Geoff e Viv a Barrington-on-Hudson per il funerale di Samuel, il padre di Fred. E decidono di restare.
Ovviamente la loro vita di cacciatori di mostri non tarderà a raggiungerli anche in questo periodo di anno sabbatico, ma a complicare la faccenda ci pensano anche alcuni misteri intorno all'agenzia per la quale lavorano, la Presidio, senza dimenticare il mistero dietro l'origine dei gemelli. Tutti elementi decisamente interessanti che vengono sviluppati con un ritmo che si fa via via sempre più incessante. E questo, restando alla sola serie, senza confronti, è per contro anche un elemento negativo, perché non da il tempo né agli autori di approfondire i personaggi, né agli spettatori di comprenderne appieno lo sviluppo. Inoltre prende qua e là da generi differenti, come le spy story e le commedie adolescenziali scolastiche, proponendo quasi a ogni episodio un ribaltameto continuo tra avversari e alleati in quella che si rivela una vera e propria guerra sotterranea che coinvolge più di una fazione. Nel complesso è sicuramente una serie piacevole, che fa del ritmo e dei misteri intorno alla famiglia Allen un punto di forza, ma il confronto con la serie a fumetti, che pure non è stata premiata da grandi vendite, è impietoso. E questo nonostante il coinvolgimento di Steve Niels nella produzione.
Innanzitutto la storia, pur raccontando comunque le vicende di una famiglia di cacciatori di mostri, è completamente modificata rispetto all'originale. E nonostante gli ammiccamenti ai lettori, come ad esempio uno dei poster promozionali che riprende la copertina del primo numero, si stenta a riconoscere sia la vicenda sia, in parte, gli stessi personaggi. E questo è, per quel che mi riguarda, un buon motivo per non piangere per la mancata realizzazione della seconda stagione.

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