Stomachion

domenica 1 novembre 2026

Thriller Collection: Il club degli spettri

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Non ho mai scritto degli altri volumi della Thriller collection, ma per questo faccio un'eccezione. Innanzitutto perché all'inizio l'avevo preso in considerazione come "interludio" per la serie Halloween contdown, cosa che poi non ho fatto. E poi perché la data di uscita mi aveva lasciato sin da subito un po' perplesso, soprattutto se consideriamo che il numero successivo, il #13, sarebbe effettivamente uscito a settembre, quindi molto più vicino a Halloween.
In ogni caso il volume, che nei redazionali ci viene ricordato essere stato fortemente voluto dallo stesso Casty, presenta quattro storie da brividi del fumettista friulano: Il club degli spettri che da il titolo alla raccolta, pubblicato su Topolino #2955 e disegnato da Enrico Faccini; Il sorprendente 3000, pubblicato proprio sul #3000; Il rampiro di transvitania, sempre disegnata da Faccini e pubblicata sul #3127; e infine Qualcosa nel buio pubblicata sul #3146.
In particolare è su quest'ultima storia che vorrei scrivere un paio di righe.
Dai kaiju ai mostriciattoli dispettosi
Qualcosa nel buio si presenta sin dalle prime battute come una storia particolare che spicca non solo rispetto alle altre di questo volume, ma proprio in generale: è raccontata in soggettiva. E', infatti, il frutto del montaggio delle immagini registrate su una particolare camera montata sul cappello di Pippo. Questi, insieme con Topolino, si recano a una festa organizzata da Clarabella e Orazio, senza immaginare che dopo poche pagine si sarebbero trovati coinvolti in una storia dell'orrore in piena regola. A un certo punto, infatti, le persone spariscono improvvisamente, mentre alcuni esseri che si nasconodono tra le ombre iniziano a braccarli.
La storia, al netto di alcune vignette che abbassano un po' la tensione, è forse una delle più intense di Casty. Il lettore, infatti, viene letteralmente preso per la collottola e trascinato per buona parte della storia in una ambientazione di terrore dove ad abbassare la tensione è l'azione e non la comicità. D'altra parte la storia si presenta come una specie di parodia di Cloverfield di JJ Abrahams, anche questo girato in soggettiva e ricostruito come montaggio di un filmino amatoriale, ma sostituendo il kaiju che distrugge la città con dei mostriciattoli dispettosi, ma non per questo meno inquietanti, che non si rendono conto del male che stanno compiendo.
Anche il finale è differente, ma questo è abbastanza intuibile, visto che stiamo parlando di un fumetto disneyano, ma è fuor di dubbio che la storia meritava una ristampa dedicata, anche solo all'interno di un sommario più articolato come quello di questo 12.mo volume.
Il 13.mo, invece, aveva Il castello sulla Luna come storia d'apertura, ma di quello avevo scritto in altra sede.

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