In questi giorni a Goa si sta svolgendo la Coppa del Mondo di scacchi, torneo ultracompetitivo giunto alla sua 13.ma edizione. Per capire quanto è competitivo basti ricordare che il campionissimo Magnus Carlsen lo ha vinto solo una volta, nel 2023, cioé esattamente l'edizione precedente. Carlsen, che come è noto si è un po' stufato degli scacchi classici, ma soprattutto degli scacchi a tempo lungo, ha deciso di non difendere il titolo. Il torneo si sviluppa su una serie di turni a eliminazione diretta e ha visto 206 scacchisti partecipanti. Dei giocatori più forti al mondo, oltre a Carlsen, mancavano anche Fabiano Caruana e Hikaru Nakamura. Era, però, presente il campione del mondo in carica, Gukesh, eliminato al terzo "turno" dal tedesco Frederik Svane.
Nel corso del torneo, che si appresta a vivere gli ottavi di finale, sono stati persi vari altri "pezzi da novanta". Due di quelli sopravvissuti, però, si incontreranno proprio agli ottavi in una sfida che ha il gusto se non di una finale, quanto meno di una semifinale anticipata: avremo infatti Arjun Erigaisi contro Lewon Aronyan, con quest'ultimo che ha già avuto modo di vincere questa particolare competizione nel 2005 e nel 2017 (unico dopo Anand a centrare il successo in due occasioni), quando ancora giocava per la federazione armena.
Mentre, però, aspettiamo il prosieguo di questo lungo torneo, mi sembra giusto citare e in qualche modo celebrare uno dei vincitori morali di primi turni, anche se non è riuscito a raggiungere gli ottavi di finale: Lorenzo Lodici. A fermare la sua avanzata ci ha pensato Sam Sevian, 23.mo nel tabellone di partenza del torneo, in una sfida drammatica che si è conclusa all'armageddon. Questa è una sfida particolare congegnata per dare sicuramente la vittoria a uno dei due contendenti. Il bianco parte con una siturazione di grande vantaggio in termini di tempo, ma deve necessariamente vincere. In caso di pareggio, infatti, la vittoria viene assegnata al nero.
Il fatto che la sfida si sia conclusa all'armageddon ha un che di incredibile se consideriamo che Lodici era il 119.mo nel tabellone di partenza, ma soprattutto per la differenza in termini di punti ELO tra i due giocatori: qualcosa come 138 punti!
C'è, però, da dire che queste prime fasi della Coppa del Mondo di scacchi sono state caratterizzate da un grande equilibrio, in molte sfide, in barba proprio a queste differenze di punti ELO, che forse sono spiegabili per via delle scarse possibilità di mettersi in mostra di molti dei giocatori che come Lodici sono riusciti ad andare oltre le previsioni. E di giocatori così ce ne sono ancora alcuni, in questi ottavi di finale, come il già citato Svane o il russo Aleksey Grebnev, che come quasi tutti i russi gioca con la bandiera della FIDE (alcuni hanno preferito cambiare proprio federazione: non li biasimo).
Sarà una seconda parte di torneo sicuramente interessante, ma per il momento non possiamo che essere fieri della crescita mostrata nel corso di queste partite dal buon Lorenzo Lodici. E se poi aggiungiamo che Lodici non è nemmeno uno scacchista professionista (lavora come ingegnere in Olanda), l'impresa ha un gusto ancora più incredibile!

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