Stomachion

venerdì 2 gennaio 2026

Knights of Sidonia

20260102-knights-of-sidonia-master-edition-estratto-cover
L'articolo è basato su alcuni appunti di recensione dei tankobon originariamente usciti in Italia che ho ritrovato su Evernote quando l'ho svuotato e sono stati riscritti anche in base a ciò che ricordo a distanza di anni. Se c'è qualche imprecisione è dovuta a ciò.
Il famoso Volto di Marte, che altro non è se non una serie di particolari conformazioni montuose, è posto in una particolare regione del pianeta rosso, Cydonia. A questa regione i Muse hanno dedicato una famosa canzone, The Knights of Cydonia, una canzone dal gusto morriconiano che è stata composta, se la memoria non mi difetta, proprio in Italia. Da fan dei Muse non potevo, quindi, non notare un manga cone Knights of Sidonia di Tsutomu Nihei, che in questo caso costruisce una classica space opera aggiungendo elementi dei mecha (in puro stile Goldrake o Voltron!) e altri smaccatamente ispirati alle sue opere, in una perfetta continuità narrativa.
La trama in breve
Tutta l'azione si svolge nello spazio, su una astronave, la Sodonia, che viaggia per la galassia dopo che la Terra è stata spaccata in due dall'attacco dei Gauna, dei deformi e giganteschi esseri viventi che assumono una forma in dipendenza di ciò che hanno assimilato. Questi Gauna ricordano i mostri portati su carta da Nihei in Biomega e in Blame. La Sidonia è protetta da un gruppo di quattro cavalieri, quelli del titolo, che usando due spade kabizashi, le uniche armi in grado di scalfire la placenta esterna dei Gauna e distruggerne il "vero corpo".
Protagonista principale della storia è, invece, il giovane Nagate Tanikaze, che aveva vissuto nei livelli più bassi (e poveri) di questa gigantesca nave genrazionale insieme con il nonno, morto nel frattempo, e che all'improvviso viene catapultato nei livelli più alti in virtù del fatto di essere stato messo alla guida di questi giganteschi robot che difendono la Sidonia.
Sopravvivere nello spazio
Quando, poco fa, ho definito la Sidonia una "nave generazionale", non l'ho fatto a caso. Sebbene Nihei non utilizza mai esplicitamente questa definizione per la Sidonia, nella pratica l'astronave immaginata dal mangaka è un vero e proprio microcosmo, in grado di sopravvivere e autoprodursi le risorse necessarie ai suoi abitanti. Ad aiutare in questo compito c'ha anche pensato l'ingegneria genetica: il fabbisogno degli spaziali, infatti, è in parte ottenuto grazie a un sistema silime alla fotosintesi delle piante, permettendo così di recuperare energia grazie all'esposizione alla luce.
Nel complesso ho poi trovato una cera affinità tra il manga e Universo di Robert Heinlein (che avevo letto tre o quattro anni prima del manga), con la non trascurabile differenza che gli abitanti della Sidonia sanno perfettamente di vivere su un'astronave, a differenza dei protagonisti del romanzo di Heinlein che, in virtù di un viaggio estremamente lungo, lo hanno dimenticato.
Altro elemento interessante sviluppato da Nihei è poi quello della convivenza degli esseri umani in luoghi ristretti e dai movimenti limitati come un'astronave, limitata per quanto grande, molto ben rappresentati proprio dalle difficoltà di Nagate di integrarsi con il resto delle persone con cui si trova a lavorare ogni giorno.
Oltre al tema della convivenza e del rapporto con gli altri, c'è anche quello legato alle difficoltà nel vincere le diffidenze. Oltre agli intrighi di potere interni all'astronave, la Sidonia si ritrova anche a collaborare con una versione intelliggente di un Gauna, Tsugumi, con la quale si riesce anche a parlare. In particolare è proprio Nagate che lega maggiormente con Tsugumi, quasi a dimostrazione del fatto che i disadattati e gli emarginati riescono a trovare un terreno comune molto più fertile delle persone normali.
In tutto questo Nagate, nonostante non lo cerchi, ha un successo quasi incredibile tra le donzelle della Sidonia, come in parte mostrato dall'estratto della copertina che apre questa recensione, e sembra attraversare la vicenda più per caso che non come un vero e proprio eroe, anche se si impegna sia per essere accettato, sia per difendere la sua astronave dai pericoli che affronta nel suo viaggio spaziale.
Nel segno della continuità
Oltre alla storia interessante, vale la pena recuperare questo manga anche per i disegni di Nihei, che come già nelle due opere precedenti, gioca con i chiaro/scuri in maniera molto abile, pur esibendo un'inchiostrazione molto più netta e pulita. Questa scelta, peraltro, gli permette di realizzare anche delle vedute spettacolari, non solo della richezza degli interni della Sidonia, ma anche delle scene di battaglia nello spazio.
Il manga, che risale al 2008, giunto in Italia nel 2011 e pubblicato in 15 tankobon, è ora disponibile in 7 Tankobon nella cosiddetta Master Edition, per cui è facilmente recuperabile.

Nessun commento:

Posta un commento