Stomachion

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giovedì 12 settembre 2024

L'araldo dello sterminio

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Acquistato a uno dei soliti banchetti di libri usati, per altro in ottimo stato, L'araldo dello sterminio di Michael Shaara si è rivelato, nonostante la brevità, un romanzo molto ricco di spunti politici, in particolare anarchici. L'idea di base della storia è abbastanza semplice: alcune città nel mondo sono colpite da alcune strane radiazioni che si estendono da un punto più o meno al centro e che si estendono fino al loro confine più esterno con una simmetria sferica. Queste radiazioni risultano letali per quasi tutti gli esseri umani, escludendo alcuni, pochi individui che ne risultano immuni al pari degli animali.
Il protagonista del romanzo, Nick Tesla, è proprio uno di questi individui immuni dalle radiazioni e verrà reclutato dall'esercito per indagare al centro di Jefferson, una delle tante città con questo nome negli Stati Uniti. Inizia quindi un'esplorazione al limite del surreale tra strade deserte, negozi abbandonati, palazzi senza vita, mentre i giorni passano e gli odori della decomposizione si fanno largo in mezzo a un'aria resa pulita dall'assenza del traffico. E man mano che questa esplorazione procede, il romanzo si arricchisce di considerazioni sul rapporto dell'uomo con l'ambiente e il pianeta, sullo stile di vita cui gli uomini si sono adattati nelle metropoli, sul ruolo che l'uomo ha su questo pianeta, senza dimenticare alcune bordate ai poteri politico e militare.
E' quindi il racconto di un'apocalisse e di come il genere umano dovrebbe rinnovarsi a partire da essa e non piangersi addosso o provare a risolverla per preservare uno stile di vita che già all'epoca mostrava di non essere così ideale, per noi e per il pianeta.

lunedì 20 aprile 2020

Il contagio che distrusse la civiltà

L'uomo e la scienza si erano evoluti, col tempo, ma anche virus e batteri avevano seguito la loro evoluzione, e adesso gli ultimi ritrovati nel campo degli antibiotici si rivelavano inefficaci contro generazioni di virus che, sopravvissuti, avevano sviluppato una immunità all'attacco delle medicine. I medici avevano riconosciuto da tempo che un virus modificato da radioattività ambientale, o dal naturale bombardamento di raggi cosmici, poteva compiere passi da gigante nella scala dell'evoluzione, e raggiungere uno stadio che rendeva inutili tutti i tentativi della scienza umana. Il virus di Hueste apparteneva probabilmente a questo tipo.
L'epidemia era cominciata in Cina pochi mesi prima. Nessuno sarebbe mai riuscito a scoprire come si era formato il virus, al quale il dottor Ludwing Hueste aveva dato il nome ma non una spiegazione. In Cina le vittime della nuova malattia erano state milioni.
Il resto del mondo, dapprima scettico sulle notizie provenienti dall'Oriente, aveva poi accettato il fatto di quella nuova epidemia di origine orientale considerandola con preoccupazione, ma non con terrore, una specie di colera, o di asiatica. L'OIRV del resto aveva fatto di tutto per evitare che si spargesse il panico, e sulla malattia al pubblico arrivavano soltanto notizie precedentemente censurate, addomesticate ed edulcorate.