Stomachion

Visualizzazione post con etichetta caccia allo snaulo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta caccia allo snaulo. Mostra tutti i post

giovedì 8 settembre 2011

I rompicapi di Alice: L'isola dei paradossi

Uno strano gruppo è quello che parte alla ricerca dello Snaulo: un banditore, un lustrascarpe, un inventore di cappelli e cuffie, un avvocato, un sensale, un segnapunti di biliardo, un banchiere, un castoro, uno smemorato.
Caccia allo Snaulo illustrazione di Henry Holiday
Ma cos'è uno snaulo? E' un animale fantastico inventato dal grandissimo Lewis Carroll per il poema La caccia allo snaulo, in originale The hunting of the snark, suddiviso in otto canti. Secondo la maggior parte degli studiosi, snark è una fusione di shark, squalo, e snake, serpente. Secondo Carroll, poi, o meglio secondo il comandante della spedizione, si riconosce uno snaulo da questi cinque segni:
Il primo è il gusto,
che è scarso e insipido, ma croccante:
come una giacca che è troppo stretta in vita
con un'aggiunta di Fuoco Fatuo.
E' solito svegliarsi tardi, riconoscerete
che si spinge troppo in là, quando vi dico
che spesso fa colazione alle cinque della sera
e cena il giorno seguente.
Il terzo è la sua lentezza nel capire una battuta.
Se vi capita di farne una, singhiozzerà
come un'anima in pena: infatti, assume sempre
un'aria severa davanti a un gioco di parole.
Il quarto è la mania per le cabine mobili da spiaggia,
che sposta di continuo;
crede che esse incrementino la bellezza del paesaggio -
un punto di vista molto personale.
Il quinto è l'ambizione. Sarebbe giusto poi
descrivere ogni nidiata particolare:
distinguendo quelli che hanno le piume, e azzannano,
e quelli che hanno le basette, e graffiano.
Perché, sebbene gli Snauli comuni non facciano alcun
male, tuttavia sento che è mio dovere avvisare che
alcuni sono Boojums.(1)
E questo fece svenire il fornaio perché
se mai inconterò un Boojum, quel giorno,
in un momento (di questo sono sicuro)
scomparirò lievemente e improvvisamente -
e non posso sopportare questo pensiero!(1)
Come si vede, dunque, alla base de La caccia allo Snaulo c'è il paradosso e il nonsenso, come ad esempio in questo comando del comandante:
vira a tribordo, ma tieni la prua a babordo(1)
Sempre dal poema carrolliano, ecco un piccolo giochino matematico, un arzigogolo che porta al nulla di fatto, se vogliamo, proposto dal buon macellaio:
Prendendo Tre come soggetto su cui ragionare -
Un numero conveniente da fissare -
Aggiungiamo Sette, e Dieci, poi moltiplicato
Per Mille di Otto diminuito.
Il risultato, come vedi, procediamo a dividere
Per Novecento Novanta Due:
Allora sottraiamo Diciassette, e la risposta deve essere
Esattamente e perfettamente vera.(2)
Alla fin della fiera i nostri, giunti su un'isola, trovano lo Snaulo ma perdono il fornaio:
Cacciarono finché giunse la notte, ma
né un bottone, né una piuma, né un segnale trovarono
dal quale poter affermare che si trovavano là
dove il fornaio e lo snaulo si incontrarono.
Nel bel mezzo della parola che pronunciare voleva,
nel bel mezzo delle risa e dell'allegria,
dolcemente e senza avvertire quello svaniva...
Perché lo snaulo era un boojum, capito?(3)
Il tutto condito dall'illustrazione conclusiva di Henry Holiday per la prima edizione del 1876 del poema.