La
Turandot è una delle opere più famose di
Giacomo Puccini e questo per diversi motivi. Non solo per la bellezza intrinseca dell'opera, o perché è l'ultima mai composta dal compositore italiano, ma soprattutto per l'aura leggendaria che la vuole incompiuta. In effetti la storia si conclude a metà, lasciando un po' l'amaro in bocca, ma da alcuni scambi epistolari sembra che Puccini volesse lasciarla proprio in quel modo. In ogni caso sono stati molti gli operisti che hanno proposto la loro versione del finale. Quanto efficaci, ovviamente, sta solo al gusto personale.
La prima messa in scena dell'opera avvenne in un giorno abbastanza significativo, o che lo sarebbe diventato una ventina di anni dopo: il 25 aprile. Era, però, il 1926 e a dirigere l'orchestra c'era il più grande maestro dell'epoca,
Arturo Toscanini, che di fronte alla richiesta di
Benito Mussolini di far precedere l'opera da
Giovineza (cito da
it.wiki):
(...) commentò che l'inno fascista poteva essere suonato, ma senza di lui e che in tal caso neppure avrebbe diretto l'opera.