Stomachion

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venerdì 10 gennaio 2020

Il volo dei corvi di Odino

Altra fonte di ispirazione degli Amon Amarth è l'epica vichinga, in particolare gli dei asgardiani. Su tutti probabilmente l'album più noto della band, Twilight of the Thunder God, che poi sarebbe il buon Thor. Però anche nell'ultimo loro lavoro, Berseker, sono presenti molti riferimenti asgardiani già semplicemente scorrendo i titoli: come semplice esempio, la terza traccia è Mjölner, Hammer of Thor, giusto per ricollegarsi all'album citato prima. Appena tre posti sotto, però, la terza traccia Raven's flight, dedicata ai corvi di Odino:
Come what may, we hold our heads up to the sky
And know that we will never die
As long as Odin's on our side
I corvi sono spesso presi come esempio di animali individualisti, e forse per questo non è un caso che sono anche associati al buon Odino, ma in effetti si muovono anche loro in stormi, come ben dimostra lo splendido e inquietante Uccelli di Alfred Hitchcock, maestro del brivido in questo caso alle prese con una storia al limite del fantahorror e dell'ecofantascienza.
E d'altra parte, come scriveva Giosuè Carducci in San Martino:
sta il cacciator fischiando
su l'uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.
Che poi erano neri per via della distanza e non perché corvi la cosa ha poca importanza, ma d'altra parte vista l'atmosfera invernale della poesia è più che comprensibile pensare a quegli uccelli neri come a dei corvi.
Ritenuto tra gli uccelli più intelligenti del pianeta, il corvo è diffuso soprattutto in Eurasia, e possiede una caratteristica che condivide con altre specie di uccelli: è monogamo. Il corvo, però, è anche protagonista di un curioso paradosso: