
Poi arrivarono The Quantum Enigma e, soprattutto, The Holographic Principle, che hanno decisamente alzato l'asticella dal punto di vista sinfonico e operistico. E come intuibile oggi mi voglio concentrare sulla title track dell'album uscito il 30 settembre del 2016, il settimo della loro produzione.
Virtuale come la realtà
L'idea dietro l'album è semplice nella sua ambiguità: parte infatti dalla constatazione che la realtà virtuale permette alle persone di costruire una propria realtà personale. E quindi se, nonostante tutto, la realtà che ci circonda non sia, in fondo, una sorta di ologramma:
We don't know how we canE' a questo punto che parte la sfida a tutti noi, quella di rompere quello stesso giocattolo che in qualche modo abbiamo costruito:
Decode this anagram
We have lost our true selves
Within this hologram
Our soul is lostE allora è chiaro il senso di quell'abbraccia il principio olografico (Now embrace the Holographic Principle): un invito a costruire il proprio mondo, la propria visione della realtà e della vita. Un invito a spostare il timone, come ben detto con il primo verso della prima stanza, tutta in latino:
We challenge illusions
Created by us all
Discemus gubernaculum esse movendumDal punto di vista scientifico, invece, il principio olografico ha una sua collocazione ben precisa: è un modello cosmologico nato all'interno del più ampio paradigma delle teorie delle stringhe. Ed è proprio quello che nel seguito provero a (ri)raccontarvi.
Quod verum putaver am esse particulam
Pro viribus agendum est
Vim totam adhibebimus
Ad haec nos paremus
