Anche se il prossimo numero di
Topolino è prossimo alla pubblicazione, eccomi qui con un paio di giorni di ritardo sull'usuale per scrivere le solite due righe sul numero ancora in edicola, che vede la conclusione di
Piccole grandi papere di
Marco Bosco e
Silvia Ziche.
United we stand
Si conclude in maniera abbastanza scontata la parodia di Bosco e Ziche de
Le piccole donne di
Louisa May Alcott. Il finale, però, proprio perché conferma le attese, non delude, anche grazie alla capacità dei due autori di proporre al lettore scene dalla forte carica emotiva. Inoltre il ritmo narrativo, in particolare della prima dinamica parte, permette una lettura veloce e lineare ottimamente enfatizzata dalle capacità espressive del tratto della disegnatrice.
Nel complesso, pur prendendo una direzione differente rispetto al libro originario e alla parodia dei primi anni Novanta del XX secolo di
Claudia Salvatori e
Lino Gorlero, le variazioni nella trama risultano ottime per far emergere i caratteri delle quattro sorelle Quarch, mentre l'enfasi della trama si sposta dal percorso di crescita del romanzo della Alcott, al rapporto tra le protagoniste e alla costruzione dei legami familiari ed extra-familiari, senza dimenticare l'autodeterminazione del proprio potenziale espressivo.