Stomachion

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mercoledì 20 gennaio 2010

Fenomenologia del professor Moriarty

Visto che non mi veniva nulla di scientifico per rispondere e ringraziare il buon Popinga per l'invio di ieri al Carnevale della Fisica e per la bella canzone che mi ha allegato insieme al suo contributo, ho deciso di divagare un po' sulle orme di Holmes su questi lidi personali.
Iniziamo con la pietra dello scandalo: Moriarty, scienziato (e) criminale, il contributo (al momento l'unico) del nostro al Carnevale #3 (su SciBack, per intenderci - scusatemi per lo spoiler dell'evento). In questo articolo, Popinga oltre a parlare di matematica e astronomia, disquisisce con arguzia e perizia di Holmes, Moriarty, Conand Doyle e Asimov.
L'inizio è un classico, con le secert origins del personaggio: probabilmente ispirato a un astronomo realmente esistito Simon Newcomb, nasce per eliminare definitivamente, sperava lo zio Conan, il suo detective dal fagocitante successo. E infatti proprio questo accade: ne Il problema finale (o L'ultima avventura), racconto contenuto nella raccolta Le memorie di Sherlock Holmes, Moriarty e Holmes si uccidono a vicenda, cadendo dalle cascate di Reichenbach in Svizzera. E' in questo racconto, comunque, che scopriamo che Moriarty è in realtà l'acerrimo nemico di Holmes, contro cui egli sta combattendo da anni una terribile battaglia.
Comunque, morto il genio del male(1), il mio secondo Conan preferito (il primo è il cimmero!) pensava di essere ormai tranquillo e poter scrivere quello che più gli stava a cuore: racconti inquietanti! Questo, in effetti, spiega le atmosfere de Il mastino dei Baskerville, romanzo che riporta in auge il buon Holmes, con l'accortezza di dire ai lettori che le vicende avvengono tutte prima della morte del detective. Decisamente è uno dei migliori scritti conaniani con Holmes protagonista: mescola le atmosfere inquietanti dei racconti del brivido (come La mummia noto anche come Lotto n.249, sempre di Doyle) con una indagine un po' atipica rispetto al solito dove lo stesso Holmes compare per circa metà romanzo, mentre Watson è gran protagonista, oltre ad essere braccio e occhi dell'amico.
Il successo, però, è una brutta bestia che quando ti prende non ti molla più, e così Holmes è costretto a ritornare sul serio proprio nella raccolta Il ritorno di Sherlock Holmes.