Era nata il 15 luglio di 24 anni prima. E sempre a luglio si ritrovò a lavorare nell'università di Cambridge. Come astronoma. A un certo punto si imbatté in alcuni segnali radio anomali per via della loro grande regolarità. Il punto nel cielo da cui proveniva il segnale venne indicato come
Little Green Man 1. Il termine (
omino verde) era entrato nel parlare comune come sinonimo di extraterrestre solo da qualche decennio, mutuato dalle leggende fantastiche su magici difensori del verde. Esaminando i dati, però, l'origine aliena intelligente venne ben presto esclusa, insieme a quella di segnali radio artificiali di origine umana o naturali originati da quasar. Questi sono nuclei di galassie particolarmente luminosi che per molti anni (almeno fino a che la tecnologia non ha consentito di approfondirne la conoscenza) sono stati classificati come stelle: scoperti grazie alle loro emissioni radio, nell'ottico si mostravano come sorgente puntiforme.
Tornando al segnale del luglio 1967, questi era troppo veloce e regolare per essere originato da una quasar. Così
Jocelyn Bell e il suo supervisore
Antony Hewish iniziarono ad esaminare dati e articoli arrivando alla conclusione che questo segnale poteva essere generato solo da una stella superdensa in rapida rotazione su se stessa: era la prima osservazione di un nuovo oggetto celeste costituito da neutroni (e immaginato per la prima volta nel 1934 da
Walter Baade e
Fritz Zwicky) che venne battezzato col nome di pulsar.