Stomachion

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venerdì 26 novembre 2010

Un paio di ricorrenze e una questione d'arte

Visto che sto occupando SciBack sulle questioni delicate riguardo il ddl Gelmini, mi sembra giusto segnalare che oggi, oltre al 65.nnale di Pippi Calzelunghe, si festeggiano anche due importanti ricorrenze: i 200 anni dalla nascita di William George Armstrong, ingegnere e armatore che ha sviluppato l'accumulatore idraulico e contribuito, tra armi e navi, allo sviluppo e alla diffusione delle spinte belliche degli esseri umani (ad esempio ha fornito armi per entrambe le fazioni durante la guerra civile americana).
Aveva anche una sua chiara posizione riguardo il carbone:
veniva usato in modo esagerato e fuori del normale in tutte le sue applicazioni
e le energie rinnovabili.
Secondo Armostrong, infatti, in un metroquadro di foresta tropicale è possibile immagazzinare una quantità di energia pari alla
alla potenza di 4000 cavalli che lavorano per circa nove ore al giorno
Passando dall'ingegneria alla matematica, auguriamo buon compleanno a Enrico Bombieri, unico italiano, nel 1974, a vincere la Medaglia Fields: oggi compie 70 anni!
La questione d'arte, invece, riguarda questa illustrazione, realizzata, ispirandosi a Michelangelo e poi a Ditko, dal buon Gipi (via Teflon):

Un paio di giorni dopo la pubblicazione di questo cartoon su Repubblica, arriva a Gipi una segnalazione, in cui viene accusato di aver copiato un altro artista che ha ritratto l'Uomo Ragno in braccio a una donna (e non alla Madonna, come fatto da Gipi, però!).
L'opera segnalata al cartoonist toscano, che non ringrazierò mai abbastanza per l'autografo e la gentilezza mostrata, è questa:

giovedì 18 marzo 2010

Diario di fiume

More about Diario di fiume e altre storieHa presentato anche questo, Gipi, quando è venuto alla Feltrinelli. Non solo Verticali.
E anche Diario di fiume, pubblicato come Verticali dalla Coconino, è una raccolta di racconti, questi pubblicati nel corso degli ultimi 10 anni o qualcosa del genere (se ho ben capito) su varie riviste, alcuni addirittura sulla prestigiosa Blue (qualcuno mi corregga se sbaglio il nome della rivista), magazine di fumetti porno dove Gipi era decisamente anomalo, con storie senza ragazze discinte e fatali.
Spiegava nell'incontro, infatti, il buon toscano, che non è che non sapesse disegnare le belle ragazze nude (e le dimostrazioni della sua abilità sono contenute in questo volume), ma semplicemente si rifiutava di adattarsi a quella iconografia. In fondo a Gipi, che comunque sa disegnare bene, interessa la storia da raccontare, e negli ultimi anni soprattutto la storia, piuttosto che il disegno.
E veniamo al volume:
Diario di fiume, in acquerello, è la storia d'apertura, che da il titolo all'opera. E' il racconto di una gita in barca, lungo un fiume, di Gipi e un suo amico. Un racconto poetico, idealizzato come ha raccontato lo stesso Gipi, in cui vengono trascurati alcuni dettagli e che è sostanzialmente fedele nel fatto che i due ragazzi hanno impiegato una decina di giorni per percorrere poche decine di metri. I dettagli trascurati, invece, vengono ripresi con il racconto conclusivo, una sorta di chiusura imperfetta del cerchio, in perfetto stile termodinamico (una trasformazione quasi irreversibile): Una storia sulla merda, che alterna l'acquerello con il pennino, è una rappresentazione un po' più prosaica del viaggio e di un non certo trascurabile dettaglio.
E ora seguiamo il sommario (o almeno proviamoci):

domenica 28 febbraio 2010

Verticali

More about VerticaliQuesta la so! La genesi di Verticali, intendo! La so! E il motivo è semplice: sono stato all'incontro di presentazione con Gipi alla Feltrinelli in Duomo.
La vena umoristica di Gipi, che è emersa con grande prepotenza negli ultimi anni (vedi, ad esempio, LMVDM), esplode in maniera ancora più irriverente in questi racconti, che in realtà sono delle storie disegnate su strisce di carta, una sorta di corti animati realizzati però non per essere proiettati ma per essere letti.
In effetti in queste storie è evidentissima la passione per l'animazione e la realizzazione di video che ha il cartoonist toscano, personaggio simpaticissimo e divertente, anche molto affabile. E questa propensione emerge sin dalla prima storia, Povero illuso, dove il killer e la vittima escono ed entrano da una linea dell'orizzonte che non viene mai disegnata, ora evidenti al lettore, ora praticamente scomparsi.

giovedì 21 gennaio 2010

Grazie a te!

E' questa la risposta che mi ha dato Gipi quando, l'altro ieri sera, l'ho ringraziato per avermi autografato Verticali all'ultimissimo secondo, mentre stava andando via e dopo la presentazione di questo volume e di Diario di fiume e altri racconti e dopo tutte le firme e anche dopo un'intervista televisiva (penso con una emittente locale).
Gipi, toscano, uno dei più grandi talenti fumettistici nel nostro paese (penso che i suoi volumi hanno vinto puntualmente tutti i premi de Lo Spazio Bianco nell'anno in cui sono usciti) è anche, come tutti i toscani, persona simpatica e affabile, anche molto divertente.
Alla presentazione era accompagnato da Luca Sofri che ha discusso con lui dei volumi, dei contenuti, del lavoro, della vita e di tutto quanto (detta così sembra che sia durata chissà quanto, ma in realtà è solo un modo per citare).

sabato 10 ottobre 2009

La vita secondo Gipi

Recensione leggermente aggiornata il 16 marzo 2020 in occasione dell'iniziativa della Coconino #unaquarantenadifumetti
Chiuso il libro di Gipi, La mia vita disegnata male, sono rimasto col dubbio, la quasi certezza a dire il vero, che il delirio del protagonista non era la biografia di Gipi, almeno non la sua per filo e per segno. Ironico, a tratti esilarante, Gipi questa volta si butta nel passato di un personaggio al limite dell'ipocondria, lo viviseziona, novello De Matteis. La narrazione è una combinazione tra flashback allucinati ed episodi più lineari, il tutto intercalato con un racconto di pirati colorato con la tecnica dell'acquarello, mentre il resto è in bianco e nero. Stilisticamente, poi, Gipi mostra un po' tutto il suo repertorio, da pagine appena abbozzate, ma comunque godibili e ricche di testo, ad altre più dettagliate, utilizzando sempre lo stile più opportuno per l'occasione.
E così, nonostante l'ambiguità su quale sia la vita che il cartoonist toscano rappresenta nel suo romanzo a fumetti, si resta alla fine pienamente soddisfatti del corposo volume.
A puro titolo di esempio, ho estratto 6 pagine dalla versione digitale del volume, che potete scaricare qui.