Il primo, grande successo di
Ridley Scott è stato indubbiamente
Alien, film di culto da cui la
20th Century Fox ha tratto una serie cinematografica dalle alterne fortune
(1) recentemente ripresa da Scott con il primo
prequel Prometheus. Pur girando film di vario genere, Scott si è affermato soprattutto come regista fantascientifico, fatto ribadito da
Blade Runner, film tratto da
Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di
Philip Dick. E sempre da un romanzo è tratto uno dei suoi ultimi successi,
The Martian.
L'aspetto interessante dei due film, però, non è solo nella comunanza di genere e regista, ma anche nel fatto che pure di
Alien esiste un romanzo, sebbene sia una semplice novelizzazione.
Necronom IV di Giger
La genesi di
Alien viene dall'incontro tra
Dan O'Bannon e
Ronald Shusett. In particolare il primo, che aveva appena finito di scrivere
Dark Star, il fantascientifico e parodistico esordio di
John Carpenter, aveva in animo di realizzare una sua versione in stile
horror ambientata in una astronave con un equipaggio di pochi elementi. Una volta che i due creativi ottennero il via dalla casa di produzione, il secondo passo fu la scelta del regista, che, dopo aver scartato tre nomi iniziali, come tutti sappiano ricadde su Scott. Fu quest'ultimo che, ufficialmente, portò nel
team di lavoro il pittore surrealista
Hans Rudolf Giger, che aveva già impressionato O'Bannon in particolare con
Necronom IV, quadro del 1976. E Giger, proprio a partire da quello, sviluppa tutti gli aspetti esteriori dell'alieno, che poi sarebbe stato costruito da
Carlo Rambaldi.
La novelizzazione della sceneggiatura venne affidata ad
Alan Dean Foster, scrittore esperto in questo particolare esercizio letterario (vedi, ad esempio, alcuni romanzi tratti dalla serie
Star Trek): e in effetti il romanzo è esattamente identico scena per scena al film di Scott, quindi la vera domanda per chi sta leggendo queste righe è cosa ha aggiunto la narrazione letteraria a quella cinematografica. Innanzitutto uno scontato approfondimento psicologico dei personaggi, nonostante lo stile decisamente asciutto e veloce, cui è da aggiungere una leggera vena d'ironia, che non ricordo fosse molto presente nel film.